mercoledì 4 maggio 2011

30 Aprile 2011 - “Cave of the Red Fox”

Ore 8:00, esco da casa e… sorpresa… piove… “Ma come? Il meteo diceva…Va bè lasciamo stare”. Mi incammino fino al luogo dell’appuntamento dove fradicia come me dopo pochi minuti arriva pure La Baronessa. Mr. V non si fa attendere più di tanto e ci incamminiamo verso Cruillas per prelevare Rosy che, con sommo stupore dei partecipanti, si presenta con il pranzo per tutti!!Via!
Direzione Santa Ninfa, dove abbiamo appuntamento con Gianfranco, una ragazzo della riserva, nonché prossimo corsista! Arriviamo, io vado in macchina con lui e in men che non si dica siamo già scesi dalle macchine e ci prepariamo con la solita ilarità speleo ( e con il solito vento…), ci studiamo il rilievo della grotta e partiamo alla ricerca! Arriviamo all’ingresso e La Baronessa fa un bolina per armare il primo pozzo. Scendono il sottoscritto e Marco che mi manda a vedere le condizioni del pozzo seguente e lo stato dell’armo presente (pessimo), ma più in là sulla parete c’è una piastrina in buone condizioni, la noto, lo dico a Marco che decide di rifare l’armo piantando dei Fix, peccato che avevamo i Fix, avevamo il trapano, ma  per motivi del tutto casuali mancava  il resto (punta adatta del trapano, etc. Ragazzi… L’età passa per tutti … vero?). Cmq, si fa l’armo e si scende. Pozzo molto carino e si cominciano a fare le foto (centinaia di foto durante la giornata!). Nel frattempo ovviamente ognuno di noi si prodiga a seguire ed istruire Gianfranco, che  ringraziando sempre tutti noi, continua a dire di essere davvero emozionato  e stupito per la bellezza del luogo e dell’esperienza…
In effetti  dopo questo pozzo tutti cominciamo a notare la bellezza della grotta… splendidi gessi lavorati dall’acqua, splendide concrezioni (con relativa spiegazione della genesi delle stesse alla Baronessa da parte mia!!!) e soprattutto meandri, splendidi ed infiniti meandri!!! La grotta diventa un vero e proprio “labirinto di specchi” o forse meglio un “labirinto di gessi”. Ognuno di noi che và avanti, mentre gli altri fanno foto, sembra sparire tra quelle curve! Arriviamo ad un altro pozzetto che valuto “degno” di essere affrontato in arrampicata ed alla fine di questo decidiamo di fare pausa-cibo…
Sono solo le 12:30… Rosy esce il suo ”pranzetto”: Panini, Barrette di cioccolato, Ovetti di cioccolato, Caramelle, Teglie di pasta al forno, Pollo allo spiedo, etc. “Spazzuniamo” quasi tutto (ci teniamo qualcosa per l’uscita) dopodichè io esco il mio panino con frittata che, prima viene additato come un panino non dignitoso, ma alla fine appena lo esco, io Marco e Samantha ci scanniamo per mangiarcelo!!! Si riparte e ripartono un casino di meandri ed un casino di foto, continuiamo (cosa che era successa durante tutto il tragitto della grotta) a trovare ossa di dubbia provenienza e dopo un po’ arriviamo ad un altro pozzetto. Anche qui  vado in avanscoperta per vedere se è il caso di usare corda e mentre mi faccio un mensola piena di fango "a tipo acquascivoli" Marco ha già armato perché la riteneva la scelta più saggia. Scendiamo tutti e dopo altri meandri, si finisce di stare in posizione eretta… Da lì in poi si và avanti solo col “passo del leopardo” (ndr ma non era il passo del Giaguaro?)… ma sempre con i meandri!!! Dopo la distruzione delle nostra ginocchia dovute al tragitto strisciante io e Gianfranco cominciamo a sentire nel silenzio aria e rumore: “Ma non è che sta grotta in realtà ha un uscita???”. Mi incuriosisco, guadagno la testa della corsa e dopo ulteriori strisciate trovo l’acqua, un piccolo fiumiciattolo con due bei sifoni che segnano la fine della nostra avventura…
Ci riposiamo un po’ e dopo alcune cantatine ed alcune strane relazioni scoperte dalla Baronessa tra i Pooh e Winnie The Pooh torniamo indietro, con Samantha che a causa di alcuni problemi di Garibaldina memoria che la fanno “sbiellare”, comincia a parlare in inglese e ci coinvolge tutti dandoci anche dei simpatici soprannomi… Io ad esempio ero “Little Brown” (trad. Brunello!). Si continua, Rosy disarma, e per le 18:30 siamo fuori. Il tempo è clemente, per cui ci cambiamo, mangiamo, scherziamo e dopo la solita sosta birra-patatine al bar, generosamente offerta da Gianfranco, ripartiamo in direzione Palermo contenti di aver esplorato una delle più belle grotta della Sicilia (opinione mia sulla base di quelle che ho visto) ed ancora più contenti per aver conquistato un corsista con la nostra “professionalità” ed il nostro “aplomb inglese”!

Notizia di: Claudio CCC
Partecipanti: CCC, Mr. V, Rosy, La Baronessa Inglese, Gianfranco
Foto di: Mr. V

mercoledì 27 aprile 2011

I Corso di Speleologia di primo livello



L’Associazione Naturalistica Speleologica “Le Taddarite”, in collaborazione con lo Speleo Club Ibleo e con il Centro Speleologico Etneo, organizza il I° Corso di Speleologia di primo livello dal 11 al 31 maggio 2011.
Il corso sarà organizzato dalle Scuole di Speleologia di Palermo, Ragusa e Catania, sotto l’egida della Commissione Nazionale Scuole di Speleologia della Società Speleologica Italiana e si articolerà in una serie di lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche in palestra di roccia, in forra ed in grotta per fornire ai partecipanti approfondite nozioni tecniche e scientifico-culturali per un corretto approccio all’attività speleologica e agli ambienti carsici nei loro differenti aspetti.
 Per informazioni e iscrizioni: Ass. Nat. Speleologica “Le Taddarite”

Largo Cavalieri di Malta, 1
(giovedi sera dalle 21.30 alle 23.30)
letaddarite@gmail.com



domenica 24 aprile 2011

23 Aprile 2011 - Vallone Ponte e le mummiate di Luisa

La nostra giornata comincia presto, alle 7 siamo già pronti a partire, macchina caricata, benzina fatta, e via verso la nostra meta: S. Angelo Muxaro (ma tu la conosci la strada per S. Angelo?). Con la fantastica Ceres-car e la sua sapiente guida, arriviamo presto al famoso Bar, per tappa pipì e colazione (Luisa devi dare 5 euro a Ceres). Il mago dello scrocco (Simone) ha già scroccato caffè e cornetto e non sono nemmeno le 9 del mattino (pizziente). Durante il viaggio, Luisa comincia con le sue mummiate, mentre “l’innocentissimo” Simone si scopre appena le mutande, tutti notiamo un particolare interesse di Luisa (Luisa ma davanti a me le devi fare ste cose???). Alle 9 circa siamo già sul posto, attendiamo Marco V., che arriva prontamente, e ci rechiamo alla sede della riserva. La nostra meta di oggi è il vallone Ponte, accompagneremo Sabrina (tesista di Cipriano e Marco V.) in giro per visionare i luoghi su cui farà la tesi, insieme a noi ci sono Angelo e Giovanni di S. Angelo. Avete mai notato che quando il nostro presidente non elargisce troppi dettagli sull’uscita, c’è sempre qualcosa di cui preoccupparsi?? E in effetti sia io che Luisa (detta anche pollo sultano, coscia lunga, sempre bella, risolvi problemi, sottile ecc ecc ecc..) siamo parecchio preoccupate. Ci muoviamo con 3 macchine, lasciandone una a valle e due a monte. Prima cosa da fare è cambiarsi, ci infiliamo le tute speleo, e cintura, qualcuno usa il sottotuta e qualcunaltro no (purtroppamente!). Comincia il nostro viaggio, oggi scenderemo lungo il vallone, fermandoci ad ammirare luoghi e cavità che si aprono lungo il percorso, Marco intanto spiega a Sabrina le forme geomorfologiche della zona, mentre Angelo e Giovanni ci spianano la strada con un coltellino e forbicina da unghie (di dinosauro). Prima cavità: bellissima grotticina sui gessi, il primo pozzetto viene sceso con la simpatica e affabile scaletta. A peggiorare l’instabilità di questo folle marchingegno, ci sta una cascatella di acqua, che allegramente ci finisce addosso, inzuppandocci parecchio. Gli ultimi a scendere sono Giovanni, Marco e Angelo, che chissà perchè riescono a non bagnarsi troppo (scendono da un altra parte, lo sapevo io che non ci si deve mai fidare!). La grotta è molto carina, ma c’è un sifone un “pò” bagnato da oltrepassare, gironzoliamo ammirando gli ambienti, un pò infreddoliti dai vestiti bagnati (ma questo è niente, la giornata è appena cominciata!). Infine risaliamo, qualcuno però ha lasciato strani messaggi per noi nelle rocce: qualcuno vince la sistemazione dellal scaletta, qualcuno, cioè io, la relazione. La prossima meta è la grotta del Morto...ora certe volte i nomi delle grotte qualche messaggio lo lanciano, ci sarà un motivo per cui si chiama cosi questa grotta (e perchè Marco Giovanni e Angelo decidono di non entrare)? Cmq io, Ceres, Luisa, Simone e Sabrina ci avventuriamo all’interno: all’inizio tutto sembra tranquillo, poi però cominciano una serie di sifoni da attraversare, che hanno solo un piccolo difettuccio, c’è appena appena un pò di fango, di quello che ti risucchia dentro gli stivali (e pure te se non ti muovi in fretta). Ci vuole una faticaccia enorme per non rimanre impantanati. Luisa e il suo stivale rimangono vittime della grotta, noi invece procediamo. Se non fosse per la faticaccia e per il fatto che mi sono arenata a tonno e Ceres mi ha dovuto tirare, direi che la grotta era veramente bella, e di sicuro qualcuno sarà morto li dentro inghiottito dal fango. All’uscita siamo appena un pò infangati, non si vedono nemmeno più i colori delle tute. Quale miglior modo allora di pulirsi se non quello di entrare in un traforo pieno di acqua? Arrivati al traforo, dopo una mia performance da balena (sono scivolata sulla roccia) ci infiliamo in acqua dove comincia un allegro sciaquettio. Ci dividiamo in due gruppi: Marco, Giovannni Angelo e Sabrina andranno in esterno, mentre noi attraverseremo il traforo. L’acqua, odorosa di rose direi, in alcuni punti è parecchio alta. Ceres guida il gruppo, mentre Luisa chiude gallinando per il freddo e l’acqua alta. In alcuni punti ci tocca nuotare e ci bagniamo sino ai capelli. Usciamo zuppi, ma con le tute pulite, continuandoci a muovere lungo la forra: lo scenario è fantastico, le piante, le morfologie, tutto molto bello. Attraversiamo un archetto di roccia, poi un secondo piu` piccolo traforo, dalle splendide morfologie, e infine risaliamo lungo il versante. A questo punto siamo davvero bagnati e infreddoliti, non riusciamo a ricongiungerci con gli altri, ma raggiungiamo la strada e ci muoviamo verso la macchina a valle, di cui però non abbiamo le chiavi. Arrivati lì, stendiamo i vestiti mentre qualcuno (indovinate chi) si denuda totalmente rimanendo in mutande. Ed ecco di nuovo Luisa che ricomincia a mummiare, proprio davanti a me, la “splendida” e “muscolosissima” figura di Simone, Luisa sei proprio incorreggibile. L’attesa si protrae a lungo, siamo tutti parecchio infreddoliti, bagnati e soprattutto affamati, qualcuno addirittura comincia a sentire delle voci. Ad un certo punto sulla strada spunta Angelo, ma niente panini e niente chiavi, con Simone ancora in mutande, ormai diventato la celebrità del luogo e l’oggetto del desiderio di Luisa. Dopo circa un ora e mezza arrivano gli altri e soprattutto i panini. Ci cambiamo velocemente e decidiamo di andare in paese per birra e patatine. Penserete voi che adesso sarebbe l’ora di finire la cronaca di questa lunga giornata e invece no. Al bar, comodamente seduti, comiciano ad appropinquarsi una serie di personaggi, che definirei un pò strani. Un vecchietto rincoglionito, un pazzo da legare, una cameriera lenta, insomma di tutto di più, Luisa che smerda Simone definendolo brutto, qualcuno che ruba la birra altrui, Luisa devi dare 5 euro a Ceres e infine via verso Palermo con qualche difficoltà a liberarci dei locali.
Alle prossime.

Notizia di: Rosi
Foto di: Simone
Partecipanti: Luisa la mummiatrice, Simone il figone, Ceres il senti voci, Marco V il ruba birra, Giovanni, Angelo e Sabrina e infine io, Rosi la tonna.

Ragusa Ibla - 16 e 17 Aprile 2011 Esame AI - SSI

Finalmente arrivano i tanto attesi esami di AI (aiuto istruttore), la giornata non è delle migliori, una forte pioggia ci accompagna per tutto il viaggio fino a Gela.
Durante il tragitto, Cristina legge il regolamento SSI, tutti stiamo in silenzio, ma non per stare più attenti ma solo perchè stavamo morendo di sonno e per svegliarci un po' decidiamo di sorpassare l'altra macchina guidata da Topolino facendo la classica “culata”(ovviamente mi sono proposto io), c'era solo un piccolo problema, la condensa interna dei vetri della macchina, infatti la culata è riuscita bene ma l'effetto bidet non l'ho molto gradito (soprattutto non lo gradirà molto Mr. V quando alla prossima condensa si troverà la stampa del mio posteriore sul vetro).
Arriviamo verso le 23 in zona Gela, dove abbiamo appuntamento con Lombrellone per dirigerci verso la sua campagna dove passeremo la notte.
Entrati in casa vedo un tavolo, bello, lungo e soprattutto rettangolare, niente di meglio per sfoggiare una delle mie migliori chicche......il kit da ping pong composto da rete e palline, si inizia quindi a giocare mentre Lombrellone mette sul fuoco un pignatone di pasta da mangiare prima di andare a letto. Il tempo di finire di mangiare e siamo tutti pronti a dormire, chi a terra chi (Lombrellone) nel comodo letto in mezzo a due femmine.
L'indomani si ripassano le ultime cose, qualcuno si lava e subito dopo ci mettiamo in cammino verso Ragusa Ibla , meraviglioso paesino del ragusano, dove faremo gli esami e passeremo la notte.
Dopo una breve colazione ci presentiamo nella “sede d'esame”, qualcuno è in tensione stile esami di maturità, qualcun'altro sinni futte, u miegghù i tutti è Matteo!
Mentre siamo tutti un po' distratti ci invitano ad entrare per iniziare la prima prova, test scritto, in circa un ora finiamo tutti il test e andiamo a pranzo in una panineria, mentre camminiamo ognuno di noi fa dei sondaggi con gli altri per capire il numero di errori e di domande azzeccate.
Pranzo veloce, caffè e si ritorna in sede per l'orale, i tempi sono molto lunghi, e finiamo di fare l'orale verso ora di cena, siamo stanchi della giornata e desideriamo solo mangiare e andare a dormire, e così fu, cena al ristorante a base di carne, vino e subito a letto.
La notte inizia tranquillamente, effettivamente siamo tutti veramente stanchi, ma il tempo di spegnere la luce e qualcuno la riaccende e la spegne improvvisamente facendo un fastidioso effetto discoteca, la maggior parte di noi non si scompone più di tanto ma Lombrellone
non riuscendo a capire chi fosse il sadico disturbatore notturno schizza fuori dal sacco a pelo sperando scoprire il colpevole, si scoprì solo dopo circa mezzora.....era Mr.V.
L'indomani, domenica ci aspetta la prova pratica, siamo in un canyon con una piccola parete di pochi metri dove ci siamo trovati a dover armare, fare nodi, rispondere a piccole domande di tecnica e di materiali, alla fine tutti riusciamo a superare le prove e quindi tutti e 9 siamo aiuti istruttori per il prossimo corso. Il week end termina con un gelato a noto, dove il Principe chiede una brioches e gli viene dato un panino cu gelato.

Partecipanti
Simone, Mr.V, Rosi, Stocca, Principe, Lombrellone, Topolino, Samantha, SignòLLeo(e famiglia).
Notizia e Foto di: Simone

mercoledì 13 aprile 2011

13 Aprile 2011 - “La maledizione del bullone”

Non ricordo bene cosa è successo quel lontano 13 aprile, ma dato che Sam ormai me la sogno di notte che mi dice “LA RELAZIONE!!!” proverò a ricordare…
Tutto cominciò con me che decido di prendere la mia macchina e di guidare (ma subito dopo pensai “Ma cu mi lu fici fari?” essendo ancora molto spratica ed Antonio quel giorno particolarmente pignolo), con Lombrellone passiamo a prendere La Baronessa e ci dirigiamo verso casa di Rosi per prendere il materiale.
Arrivati nel quartiere di Cruillas (con molta fatica e stress da parte mia), convinciamo, con mezza parola, anche Rosi a venire con noi. Sistemato il materiale nella macchina ci muoviamo tutti e quattro verso Sferracavallo (ma stavolta guida Antonio).
Arrivati al solito posteggio, ci vestiamo e cominciamo a salire, ma ovviamente sbagliamo strada e saliamo troppo in alto così io, Rosi e la Baronessa ritorniamo indietro ritrovando la strada giusta mentre Lombrellone, ormai scomparso ai nostri occhi, non si sa come (forse volando!!!) lo ritroviamo più avanti a noi.
Comincia ad armare il traverso la Baronessa che inizia subito ad avere qualche difficoltà essendo il primo Spit praticamente “attuppato”, va in aiuto Lombrellone e finalmente (dopo essersi pizzicati per un po’ con insulti vari) riescono ad avvitare questo maledetto bullone. Continuano ad armare a turno tutti e tre, tranne me che nel frattempo mi do da fare facendo foto, mangiando, leggendo… insomma cazzeggio.
Io scendo per ultima (dopo che la parete è stata armata…eheh) ma arrivata all’ultimo frazionamento mi dicono che si è fatto tardi e dobbiamo tornare. Risalgo e aspetto Lombrellone che disarma la parete e lascia a me il traverso. Riesco a fare tutto bene ma arrivata alla fine, lì dove era nata la discordia fra la Baronessa e Lombrellone, il bullone avvitatosi con molta difficoltà non ne voleva proprio sapere di svitarsi… presa da un momento di forte orgoglio personale, o forse dalla fame, decido di utilizzare tutte le mie forze e…ops!…non è possibile!…spit e tutta la roccia attorno si spaccano (forse troppa forza!!).
A questo punto, dopo essere stata presa abbastanza in giro da Lombrellone, torniamo alla nostra macchina dove ci aspettano Rosi e la Baronessa, sistemiamo il materiale e finalmente tutti a casa a magnà.


Notizia e foto di: La Gatta
Partecipanti: La Gatta, La Baronessa, Lombrellone e Rosi

lunedì 4 aprile 2011

Monte Conca – 2 Aprile 2010 - Sul mio letto ancora non è arrivato il sole...

Sul mio letto ancora non è arrivato il sole, sono le 6.30 e la sveglia già suona.
Stamattina l’appuntamento è abbastanza presto. Io, Nina, Simone e il principe ci vediamo alle 7.30 in Viale delle Scienze, dove dopo esserci incastrati al solito nella macchina di Simone partiamo per Monte Conca, con un piccolo pitstop per recuperare il quinto partecipante, CCC, che si unisce a noi a Milena. Una volta tutti insieme proseguiamo per l’inghiottitoio.
Eccoci parcheggiati, pronti per cominciare la classica vestizione, anche se stavolta io ho cambiato la mise, infatti ho tuta e imbrago nuovi da sbagnare. Una volta pronti e sicuri di aver tutti i pezzi necessari ci incamminiamo verso l’inghiottitoio che sarà ad un centinaio di metri dalle nostre macchine. Arrivati la davanti si comincia a sentire un importante scroscio d’acqua che ci accompagnerà per tutta la grotta. Scendiamo 3m con una classica scaletta e siamo finalmente dentro la grotta. Da subito appare molto bella, certo c’è un piccolo fiumiciattolo ai nostri piedi e il rumore è decisamente forte ma gli ambienti sono molto belli e ampi. Li definirei come un esempio esplicativo per capire come funziona l’erosione dei fiumi (n.d.r. eh???).
Durante la camminata verso il primo pozzo stiamo ben attenti a non bagnarci e le sperimentiamo tutte, soprattutto io e Nina che ancora non siamo ben abituate a fare certe peripezie. Nonostante questo si procede abbastanza velocemente.
CCC arma il primo pozzo. Durante la discesa per evitare l’acqua che scendeva a cascata siamo stati attenti a scendere molto velocemente e stavolta i nuovi discensori senza stop mio e di Nina ci hanno aiutate ad andare veloci e prenderci meno acqua possibile anche se poi giù ad aspettarci c’era un bel laghetto. Una volta a terra aspettiamo tutti, ed ecco che il nostro percorso prosegue verso il secondo pozzo ma per arrivare li dovevamo attraversare un piccolissimo tunnel dove anche li l’acqua era a cascata e molto più abbondante della precedente ma soprattutto non si poteva evitare. Stavolta ad armare tocca al principe. Mentre aspettavamo io deliziavo Nina e CCC con canzoncine per niente moderne. Finito il pozzo scopriamo che anche qui c’è un lago anche più grande del precedente ad accoglierci. Con qualche sforzo siamo arrivati davanti al terzo pozzo bagnati il minimo indispensabile anche se il freddo si faceva sentire ugualmente. A questo punto Simone ritiene che l’acqua non è eccessiva e quindi decidiamo di andare avanti e farci pure il terzo pozzo o meglio definito come pozzo aereo.  Anche qui una parte d’armo viene fatta dal principe ma viene finita da Simone. Io lo raggiungo al secondo frazionamento per portagli dei moschettoni, facilmente riesco ad evitare l’acqua che scorreva alla mia destra e datogli i moschettoni lo vedo simpaticamente sparire nel buio più assoluto. A mala pena lo vedevo una volta a terra. Ricevuto il “libera” comincio a scendere anche io e dopo aver sorpassato il piccolo terrazzino mi trovo nel vuoto più assoluto, buio sotto e sopra la mia testa, nonostante Simone fosse già a terra non riuscivo a vedere la fine del pozzo e una volta a metà mi sono presa di coraggio e ho accelerato la discesa, infinita. Arrivata a terra euforica per quel bel pozzo aspettiamo gli altri.
A questo punto decidiamo di non proseguire per il quarto pozzo ma ci fermiamo a mangiare al suo imbocco. Cerchiamo di mangiare tutti molto lentamente per evitare strane indigestioni durante la risalita e appena abbiamo finito ci rimettiamo in cammino per la via di ritorno. Il primo a salire è stato CCC, totalmente bagnato sentiva più freddo di tutti. Lo seguo io a ruota. Durante la risalita, tutta la fatica che avevo fatto per rimanere il più asciutta possibile mentre scendevamo viene resa vana. Comincio a prendermi un bel po’ d’acqua, anche se il bello deve ancora arrivare. Infatti, superato il primo frazionamento, mi faccio praticamente tutta la risalita controcorrente e mi inzuppo come si deve. Dietro di me c’è il principe che all’ultimo frazionamento attende un po’, causa strani e assurdi attorcigliamenti con la corda. Appena sento che anche Nina è arrivata a meta continuo a risalire il secondo pozzo, dove arriva il bello.
La corda era totalmente sotto cascata nonostante la presenza del tanto “agognato” deviatore. Devo ammettere che dopo il trauma iniziale di avere tutta quell’acqua addosso ci si abituava. Il problema era che pedalata dopo pedalata mi rendevo conto che il peso andava aumentando. Infatti  gli stivali erano talmente pieni d’acqua che i piedi galleggiavano e i vestiti sotto la tuta erano anche loro totalmente inzuppati. Ci aspetta L’ultimo pozzo e dopo potremo toglierci tutta quella roba bagnata. L’ultima a salire è Nina che disarma quest’ultimo pozzo. Con non troppa fatica abbiamo superato buona parte della grotta. A questo punto siamo liberi di uscire. Ad aspettarci fuori c’è una bellissima giornata limpida che ci ha aiutato ad asciugare i nostri vestiti inzuppati. Non c’è niente di più bello dopo una grotta che trovare all’uscita la luce e il sole che riscalda.
A questo punto laviamo la nostra attrezzatura personale e l’attrezzatura del gruppo nella fontanella, poi ci andiamo a vestire di roba finalmente asciutta e stiamo un’oretta a cazzeggiare nell’attesa che almeno l’attrezzatura si asciughi. Soddisfatti della giornata ci rimettiamo in macchina e a causa di esperienze passate in cui ci hanno fermato ad un posto di blocco decidiamo di saltare la tipica sosta per birra e patatine e sostituirla con dolcetto e caffè.

Notizia e foto di: Pollo Sultano
Partecipanti: Pollo Sultano, Averla Piccola, Il Principe, Simone, CCC.

giovedì 17 marzo 2011

17-18-19-20 Marzo 2011 - 4 Days 4 Caves

17 Marzo 2011 - Fissettone di Terrasini
Appuntamento ore 09:00 in piazza giotto i primi ad  arrivare siamo io e Silvia subito dopo ci raggiungono Simone, Krì e Marco, saliti in macchina ci dirigiamo  nella zona di Terrasini dove lungo l'autostrada si presenta di fronte a noi un grande “Fissettone” quindi iniziano le domande: << ci sarà qualcosa?>> <<secondo voi continua?>>.  L'unica cosa da fare è quella di indossare il nostro imbrago, caschetto e  inizia l'avventura, dopo circa un ora di salita sotto il sole alle nostre spalle si presenta uno scenario davvero mozzafiato.(guarda foto) Arrivati sul luogo interessato Marco, Simone e Krì iniziano ad armare non certo in modo facile, io e Silvia ci avventuriamo nella ricerca di qualcosa ma per nostra sfortuna non c'era nulla di interessante, solo escrementi di pecora. Decidiamo di tornare in zona “Fissettone”,  iniziamo a ripassare qualche nodo si fanno foto quando cala il silenzio.....................Lombrellone si fa scappare la fotocamera dalle mani un volo di circa 10m….. CALMA CALMA CALMA…  non dico una parola, scendo giù,  raccolgo la fotocamera, provo ad accenderla, MAGIA la fotocamera funziona (mugghiu i prima). Risalgo in postazione siamo pronti per esplorare la nostra fessura ma  non porta a nulla chiude subito, pazienza, la mattinata è passata la prossima volta andrà meglio…

Notizia e Foto : Lombrellone
Partecipanti : Lombrellone, Mr. V., STK, La Gatta, Simone



18 Marzo 2011 - Grotta della Perciata - “Uccellaccio uccellin”
Dopo esserci riuniti a Valdesi più o meno alle 9 e mezza del mattino io, Lombrellone, Ceres e la Baronessa guidati da Mr. V ci dirigiamo verso Monte Pellegrino.
Lasciate le macchine in uno spiazzo, ci incamminiamo all’interno del bosco, dove eccetto l’attraversamento di un campo di piante MOLTO MOLTO spinose, la passeggiata è piacevole  e Marco, nel frattempo, ne approfitta per fare una lezione sulle rocce alla Baronessa.
Arriviamo alla meta che scopriamo essere la “Perciata”. Ai nostri occhi l’entrata della grotta ci appare come un foro di notevole dimensioni circondato per lo più da piante arbustive. Sbirciando all’interno notiamo una sorta di arco dalla quale si scorge della luce esterna, pertanto supponiamo che la grotta abbia due entrate vicine.
Mr. V ci propone di andare a cercare l’altra apertura ma, dopo aver gironzolato un po’ attorno, ci arrendiamo e torniamo senza aver trovato nulla (Lu vidi picchi non ci fidiamo!!!!).
Dopo aver trovato il punto che sembra più adatto per cominciare ad armare, io e Sam facciamo delle prove con il trapano. Così dopo che la baronessa (scopertasi mastra con il trapano) ha fatto un paio di “pirtusi” sulla roccia scelta per la nostra discesa, il lavoro passa a Ceres che continua,  sudando e imprecando, ad armare la parete. Nel frattempo che lui fatica noi ce ne fottiamo e c’è chi mangia, chi fa foto, chi gironzola.
Ma ad un certo punto Mr. V dice a Ceres di stare attento a quello che butta giù perché si potrebbero far male….. “Si potrebbero far male!!!!” “Ma chi????” Così cominciamo a fare delle ipotesi su cosa o chi ci potrebbe essere al suo interno: Serpenti, Topi, Ratti, i Gemelli T., Rapaci, Gabbiani.….  “Cosaaa? Cosaaa?” Ma Marco non si scompone e sogghigna misterioso.
Nel frattempo Ceres durante la sua discesa butta l’occhio giù e diventa bianchissimo come non l’avevo mai visto!!! e risale immediatamente senza dire cosa è stato a turbarlo.
Allora scende Marco fin dove è arrivato Ceres ma anche lui prova a fare qualche foto a non sappiamo cosa e risale...il mistero si infittisce!!
E il turno della baronessa che scende, ma, senza scomporsi troppo, ad un certo punto decide di risalire e indovinate?? Anche lei non dice nulla!!
Adesso finalmente tocca a me. Ormai troppo incuriosita da questa grotta misteriosa comincio a scendere e subito noto che non vi era un’altra entrata dall’alto; la luce entrava…è vero!! Ma da un’altra apertura che si trovava sul fondo della grotta (ma fino a qua niente di strano… sorvolando sul fatto che Marco ci ha fatto cercare per mezz’ora qualcosa che non c’era, ma va bene ci piace anche per questo ;-)).
Continuo a scendere guardandomi attorno, aspettandomi nidi o tane di chissà che strano animale, ma non vedo assolutamente nulla. Allora mi viene suggerito di guardare in basso. Seguo il consiglio ma in apparenza anche questa volta nulla di strano e continuo a non capire (si, lo so! Sono proprio tondolona!!!), noto solo dei graziosi “passerottini “ appoggiati su dei “piccoli” massi. Comunico agli altri quello che vedo e Marco mi risponde: “No, Silvia non sono passerottini ma sono gabbiani!”  “Gabbiani!!!” Allora finalmente capii che sotto il mio sedere c’erano tanti ma tanti metri di vuoto (circa 130 ). Ma oltre un po’ di strizza durata qualche secondo, accompagnata all’adrenalina e dal tremolio delle mie gambe mi godo un altro po’ lo spettacolo dall’alto e decido anche io di risalire.
Aspettiamo Lombrellone, ormai rimasto l’unico a dover scendere e a cui tocca disarmare, e ci mettiamo di nuovo in cammino verso le macchine, ma prima foto panoramica sul cucuzzolo della montagna, attraversamento di piante MOLTO MOLTO spinose, assalto di un cane con pastore pazzo a seguito (ancora sento la sua inquietante risata alle nostre spalle!!!) ed infine visita al santuario della santuzza, la santa più speleo del paradiso.

Notizia di: La Gatta
Partecipanti: La Gatta, Mr V, Ceres, La Baronessa, Lombrellone
Foto di: Ceres

19 Marzo 2011
20 Marzo 2011

domenica 13 marzo 2011

Grotta Del Garrone : “ La Legge Dei 4 ”


Appuntamento alle 09:00 alla solita entrata dell’Università. Arrivo io per primo ma Ceres non si fa attendere. Dopo pochi minuti, circa 4, all’orizzonte si scorge un vispino rosso con sopra Lombrellone e La Gatta, carichiamo le cose e si parte alla volta di Piana degli Albanesi! Durante il tragitto scopriamo che avremmo fatto meglio a munirci di un paio di vele ed uno spinnaker visto il vento che spostava la macchina a suo piacimento! Nonostante tutto arriviamo alla Pizzuta e ci risparmiamo la “salitina” grazie al Santana di Ceres munito di marce ridotte (ma non di frecce) che sale liscio liscio fino al rifugio.


Certo, si ballava un po’, ma al contrario dei lettori Cd le jeep non hanno l’anti-shock!!! Ci vestiamo, sentendo giusto un pochino di freddo ( tipo 4°C) e dopo pochi minuti (4) siamo all’ingresso dove troviamo, colpo di scena, un noto Prof. di Matematica della Facoltà di Scienze che usciva dalla grotta. Cazzeggiamo qualche minuto con lui (4) ed entriamo… Ci fermiamo un po’ ad osservare le piante di cui parlava il Prof. di cui sopra dopo di chè cominciamo a curiosare nella grotta. Ceres controlla alcuni piccoli pozzetti per “speleo-scopi”;


Lombrellone parte per arrivare in fondo alla grotta; La gatta, in quanto felina, zompetta per la sala ed io mi blocco sul laghetto che è molto più esteso del solito causa pioggia copiosa e, a che ci sono faccio pure un po’ di foto. Ad un certo punto La gatta si chiede se ci siano Pipistrelli e tutti: “Ma no… Non credo…”Aspè…“Ce n’è uno!”   “Noooo… Un altro!”   “Talèèèè… Un altro ancora!” Alla fine ne becchiamo… 4!!!

Insomma, stiamo a curiosare tra le concrezioni  fino alle 11:30 dopo di chè usciamo, torniamo alla macchina, ci cambiamo, rimbalziamo fino ad un bar dove prendiamo il classico ed immancabile cannolo (a parte Lombrellone che giusto per gradire si prende un Campari&Vodka…) e per l’una circa siamo a casa… tutti e 4!!!


Notizia di: CCC

Foto di: CCC

Partecipanti (4): CCC, Ceres, La Gatta, Lombrellone

giovedì 3 marzo 2011

Valdesi….Armo per dumbs – 3 Marzo 2011

La nostra giornata comincia tardi, intorno alle 11. L’appuntamento e` alle pendici
della parete di Valdesi nella giornata soleggiata di giovedi (soleggiata solo prima di arrivare in parete!). I partecipanti non sono troppo numerosi (solo io, Simone e la Baronessa) e lo scopo e` praticare un po` di techniche d’armo per dumbs (ottusi). Dopo una breve introduzione teorica di Simone su armi in serie e in parallelo e dopo un panino veloce, io e Sam ci cimentiamo ad armare.
Il primo tentativo spetta a me, saliamo facilmente in arrampicata per un piccolo tratto e via con l’armo. Sotto la sapiente guida di Simone, improvviso un piccolo traverso usando appigli in naturale, vecchi spit in parete, e uno spezzoncino di corda. Mentre io procedo, seguita da Simone, Sam si esercita a smontare il traverso.
Eccoci in alto, all’attacco della palestrina speleo di Valdesi. Io e Sam armiamo rispettivamente una campata a testa. Il consiglio e` di usare tutto cio` che possiamo trovare, clessidre , spit o fix ed armare. Io comincio con un coniglio come primo attacco e fraziono con un armo in naturale su una graziosa clessidra. La lunghezza del cordino (5 metri) mi fa sudare un po` ma finalmente ce la faccio e scendo sino a terra. La corda striscia un po` in alto, ma non essendoci nulla su cui potere fare un frazionamento e visto che  non abbiamo il pianta spit, io me la cavo con poco e arrivo sino a terra. Sam invece non ha la vita facile, la sua campata e` un po` piu` articolata, con 3 frazionamenti lungo la via, ma anche lei dopo un po` di impirugghiamenti vari riesce ad armare la sua campata. Sono gia` le 4 ed e` ora di muoversi, io disarmo la mia campata, e Sam la sua, arrivati in alto decidiamo di scendere in doppia sino a terra ma, data la cartonaggine della corda, e la leggerezza del posteriore della Baronessa, il freno moschettone non scivola bene. Optiamo quindi per la discesa in doppia con tecnica speleo e giu` sino a terra. Io sistemo il materiale, Simone fila la corda e via verso le macchine, soddisfatti ma infreddoliti.

Notizia: la Riccia
Partecipanti: Simone, La Baronessa e io.


sabato 12 febbraio 2011

Carramba che sorpresa!!! – 12 Febbraio 2011

Giornata iniziata non tanto bene per la maggior parte di noi, dato che il tempo non sembrava tanto clemente... La domanda che ci assaliva era: " Può essere che alla fine dato il tempo incerto  la palestra viene annullata e io potrò continuare a dormire almeno per altre 2 orette? risposta : "NO ,tutto confermato appuntamento per le 9:00"...ok... Il tempo di prepararci e siamo chi più  e chi meno puntuali all'appuntamento...
Alle ore 9:30  finalmente il gruppo si ricongiunge, così cominciamo  a sistemare  gli attrezzi, Ceres esce il suo "MAGICO" taccuino degli appunti speleo e si cerca di capire quanti moschettoni e placchette servono per armare...finito di prendere tutto il necessario si decide finalmente di salire verso la "palestra".
Arrivati in loco si decide sul da farsi,Ceres e Stokka armano le prime 2 campate mentre il  resto del gruppo (composto da: la Gatta, Lombrellone, il Principe, la Baronessa ,Rosi, Avercela Piccola ed io) resta  a chiacchierare e ad esercitarsi con i nodi, in attesa che le campate siano ultimate...

L'attesa si fa un pochino lunga e ormai per tenerci svegli non basta più fare nodi  e camminare avanti e indietro, ci vuole ben altro....ma cosa?...cosaaa?! Ecco trovato...finalmente vediamo qualcosa o meglio qualcuno che desta la nostra attenzione e improvvisamente diventiamo tutti vispi e cerchiamo di capire cosa sia successo...ci domandiamo: perchè vicino le nostre macchine c'è un mucchio di gente compresa l'auto dei Carabinieri e il furgoncino dei Vigili del fuoco che non fanno altro che puntare il dito verso la montagna? Siamo noi i diretti interessati o c'è ben altro? E se fosse quest'altro, nella fatti specie di cosa si tratta?? Presi dalla curiosità mandiamo Lombrellone e il Principe a tastare la situazione!! Noi donzelle aspettando impazienti i nostri "eroi" ci cimentiamo nel linguaggio dei segni cercando di capire cosa si stiano dicendo i nostri boy's  e i Caramba (niente a che fare con la Carrà) basandoci solo sulla gestualità, poi abbiamo constatato i super poteri visivi della Gatta che riesce e vedere le scritte più piccole destando anche un pò di invidia  per chi, più che ad un supereroe, assomiglia ad una talpa...ma bando alle ciance, finalmente i nostri eroi risalgono,nello stesso momento Ceres e Stokka finiscono di armare...la stravolgente notizia non era altro che una capretta incastrata da giorni -.- ...comunque lascio a voi la libera interpretazione sui vari commenti sulla fine della povera capretta...finalmente carichi più che mai, cominciamo a fare sali e scendi per riscaldarci dato che il freddo diventa sempre più pungente...dopo una serie di "acchianate e scinnute" sia Ceres che Stokka decidono di spiegarci come si arma e come si disarma....volti ormai al termine della giornata si decide di salire tutti o per lo meno quei pochi che siamo rimasti sino alle 17:00 per andare a vedere come si disarma un traverso...A disarmare sono Averla Piccola per la prima campata e la Baronessa sia per la seconda campata che per il traverso...finito di disarmare tutto, scendiamo per prendere le corde e gli attrezzi e ci dirigiamo verso le macchine soddisfatti di questa giornata iniziata male ma con un  risvolto positivo...
alla prossima...
Notizia di: Stokkina
Foto di: Lombrellone e Ceres
Partecipanti: La riccia, Il principe, Stokka, Stokkina, Lombrellone, Ceres, La Baronessa, Averla Piccola, La Gatta.

domenica 6 febbraio 2011

Disarming Alone – 6 Febbraio 2011

Presenti all’appello solo tre persone Sgracchiu, Piritu e Muorbu che nella fattispecie saremo Io, Simone e Ponzio (decidete voi a chi attribuire i graziosi appellativi). Avendo lasciato il traverso già montato dal giorno prima non ci resta che montare le prime due campate, il trapano è carico e ne approfittiamo per sistemare alcune parti dell’armo che non andavano. Simone all’attacco della seconda campata e io al frazionamento esposto della prima (che tra trapano, batteria, sacca d’armo e moschettoname vario mi faceva sentire rintra na ferramenta). Si è fatta ora di pranzo, Ponzio ne approfitta per fare un pò di sali e scendi, noi per pranzare con pane e salame. Poco dopo Ponzio torna a casa e restiamo Io e Simone a disarmare, portando non poco materiale fino alle macchine. Ma la speleologia è anche sacrificio…le mie spalle ringraziano.

Notizia di: Ceres
Partecipanti: Ceres, Simone e Ponzio
Foto di: Ponzio


sabato 5 febbraio 2011

Sferracavallo….I am back!!!! 05 Febbraio 2011


Bella giornata quella di ieri, sole, poche nuvole, niente vento e soprattutto niente grigiore e umido di Dublino. Eh si sono proprio tornata e visto che ci siamo, perche` non fare una bella palestra? Alle 8 puntualissimi, passano da casa mia Simone e pollo sultano e via diretti verso la parete. Ad aspettarci ci sono gia`il mio gemello Ceres (siamo vestiti allo stesso modo e abbiamo gli stessi capelli.....quasi!), i 2 Alessandro e Claudio. A poco a poco arrivano anche gli altri, e la prima cosa da fare e imbragarsi. Io non uso i miei attrezzi da almeno due anni, ma per fortuna entro ancora nel mio imbrago che durante il corso della giornata andra` perdendo la sua rigidita` (finalmente!).
Mentre Simone, Ceres e la Stokka armano, io e Silvia proviamo a montare una cordicella e ripassiamo tutti insieme il cambio attrezzi. Mi pare un miracolo, mi ricordo tutto!!!
Alle 10 le campate sono finalmente montate, 3 campate in totale.
Leo & family (che bello il pupo, tutto cicciottino!), ci vengono a dare un salutino e mentre Attila (il cane) “ciara” tutto quello che puo`, noi ci accingiamo a salire. Io attacco la corda al croll e alla maniglia e via, adesso ci siamo....e se non so passare il frazionamento? Se non mi ricordo piu` come si fa? Ma certe cose non te le scordi piu`, mi ritornano in testa tutti i cazziationi e lezioni dei miei compagni di grotta di anni e anni fa, di cui ormai non resto che io e pochi altri, e via, salgo, pedalata dopo pedalata. Sulla parete batte ancora il sole, la temperatura e` veramente gradevole e arrivata in cima, al traverso, mi asciugo le ossa dopo tutto l’umido degli ultimi 5 anni. Siamo più o meno tutti li, al traverso, e poco a poco cominciamo tutti a scendere, io resto per ultima, e mi godo il sole sino alla fine. Quando arrivo giu`, trovo molto fermento, e` arrivato Marco (si vede la sua jeep dall’alto) e lui comincia a dare un po` di compiti a tutti, qualcuno pianta uno spit, Simone spiega la discesa in doppia, Ceres si improvvisa nell’armo di un traverso con l’aiuto del Lombrellone. Marco e la Stokka, e poi Simone e Silvia, ci mostrano una delle tante tecniche per fare il soccorso uomo a uomo, e anche se qualcuno fa un po` il ferito molesto, la manovra è interessante. Provo anche io con Silvia (FTM) che mi fa da ferito. Simone e la Stokka ci supervisionano, ma a me non riesce troppo bene (ho anche palpato Silvia), ma alla fine riusciamo a scendere. La giornata continua, gente che sale e scende, qualcuno va via, si ripassano i nodi, qualcuno riprova il soccorso uomo a uomo. Il sole intanto e` andato via e comincia a fare un pò di freddino. Intorno alle 5 (credo) cominciamo a smontre ormai siamo rimasti in pochi, filiamo le corde, sistemiamo il materiale, e via verso casa. Alla prossima avventura!

Notizia di: Rosi (la Riccia)
Partecipanti: Ceres, Stokka, Simon, SultanChiken (pollo sultano), Having it small (averla piccola), The Carini Baroness, Silvia the Cat, The big beach umbrella, Little Stokka, FTM (which it is better without translation), The Prince, Silvia Frangetta, Claudio (CCC), Alexander, Marco V., Attila, Leo & family, whoever else I forgot and me!
Foto di: Ceres