Visualizzazione post con etichetta Monte Cavallo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Monte Cavallo. Mostra tutti i post

mercoledì 9 settembre 2015

Campo estivo 2015 a Cianciana


Ancora una volta sotto gli alberi dell'area demaniale di Monte Cavallo a Cianciana.
E' un posto a cui ci siamo affezionati e il cui richiamo è forte anche per gli amici di Ragusa e Belpasso.
Anche questo campo, corto per mille impegni e le prossime vacanze, viene fatto insieme, nel soloito magico equilibrio.















Ci si vede alla spicciolata giovedi 6; chi arriva prima, chi arriva dopo.
Si iniziano le attività e via... una squadra a rilevare, una a far foto, una a esplorare, cercare passaggi, nuovi posti, nuove gallerie.
Ci si cimenta anche con il laminatoio del lamento della Zubbia degli Asparagi...
Tre giorni passati serernamente, con amici che ci vengono a trovare, tra cene allegre, ridenti, tra scherzi, russate dentro le tende, con la promessa di ritornare...
Certo, l'inquietante sonnambulisomo al ketchup di Tonino ci ha lasciato il segno, ma che possiamo farci? ce le teniamo...

Per il prossimo campo segnatevi il numero di telefono...
338.
aspè.
3 8...

 




Partecipanti: Luisa, Marili, Tiziana, Ponzio, Laura, Gaia, Valentina, Filippo, Paolo, Xò, Fulco, Lombrellone, Cavalli, Marco,




lunedì 8 settembre 2014

Cianciana di fine agosto

Ancora Cianciana, ancora.

E' un luogo a cui ci stiamo affezzionando e in cui torniamo con piacere e che ogni volta ci regala qualcosa.
L'occasione è questo campo di fine estate organizzato da Le Taddarite, dallo Speleo Club Ibleo e dal GS Belpasso. Solito affiatato gruppo, risultati certi!
I primi di noi arrivano giovedi 28 e iniziano subito a dare sguardi in grotta e fuori.


28/08/2014 Cianciana (Maddalonza)
A partire da Palermo é un ristretto numero... Io, Marco, Luisa e Roberto.
Il tempo della strada... un paio di soste per fare spesa (e per acquistare la fondamentalissima caffettiera) e dritti al campo...
Arrivati all'area attrezzata, io che non ero mai stata ad un campo a Cianciana, scopro con tanto piacere e soddisfazione che esiste un bagno vero U.U...
Montate le tende, fatto un piccolo schiticchio e un riposino, vunciate le banane... si sono fatte le 17:00 ed é tempo di fare un giretto e si decide di andare alla Grotta del Cavallo. Chi si mette la tuta, chi il sottotuta, chi fuseaux e maglietta (perché il caldo é potente e un pç di fresco di grotta non può ke fare bene XD)... imbrago per tutti e si parte alla volta del Cavallo.
Giusto il tempo di provare un paio di mutande lignee e ...in grotta...
La grotta é asciutta e polverosa ma bella fresca... la missione, a quanto pare, é trovare l'acqua. Fatte un pò di foto e un giretto verso il fondo con tanto di armo umano (perché quello naturale non sembrava convincente), di acqua manco l'ombra, anche se in un vecchio rilievo qualcuno ne aveva segnalato la presenza...
Tornati al campo si cena e poi, dopo un pò di sano cazzeggio, tutti a nanna.





29 agosto (giringirelli - maddalonza)

Appena svegli Marco ci informa che "oggi si va in esplorazione alla ricerca delle risorgenze a vedere se portano da qualche parte" e già questo non mi piace... facciamo colazione e poi in macchina a cercare ste benedette risorgenze.
Una volta fermi e scesi dalla macchina rivedo la mia stessa espressione anche sui visi di Luisa e Roberto al pensiero di dover risalire la "lievissima -_-' " discesa che abbiamo davanti e con tanto di sole a picco sulle nostre teste, mentre Marco é fresco e pettinato... io ho bisogno del doping...

Scendiamo e poi risaliamo e via campagna campagna... troviamo un ruscello, sentiamo l'acqua che scorre in mezzo ai rovi e la fortunata vincitrice che ci si deve avventurare detro in cerca di buchi... sono io "non ci penso proprio Marco" al mio rifiuto vengo chiamata pusi pusillanime e, sia mai che mi si dica una cosa simile.
Trovo un varco, m'infilo e comincio ad impigliarmi e ad affondare in mezzo alla melma, tra un vaff*****o e l'altro.
Mi ritrovo la strada sbarrata da un cancelletto con Marco che fresco come un fiore (iddu) mi incita ad andare avanti e a cercare un buco...
ma di buchi manco l'ombra. É così anche per la risorgenza successiva.
Tante canne, melma dentro gli scarponcini e ranocchie ovunque ma niente rovi a sto giro e comunque niente buchi... e niente soprannomi come "pusi" o simili XD...
Ci godiamo 2 minuti la vista dall'alto e decidiamo di dare un'occhiata a una macchia di canne dove forse potremmo trovare un buco... e siccome é la mia giornata mi ci avventuro in mezzo graffiandomi e affondandoci in mezzo ma niente buchi.
Non é proprio giornata...



Facciamo strada x tornare alla macchina e rientriamo al campo.
Pranzo, riposino e, dopo tanto caldo, andiamo a prendere un po di piacevole fresco alla grotta del sindaco proprio sopra il campo.
Appena entrati si sta già da favola.
Quí stavolta l'acqua c'é ed é anche abbondante... un bel laghetto fresco e profondo alla fondo della grotta. si torna indietro con la prospettiva di un bagnetto per Luisa, e mentre Marco e Luisa rilevano la prima stanza della grotta io esco a salutare gli altri che nel frattempo sono arrivati e Roberto che ci abbandona per andare a perdersi campagna campagna al buio...

Rientro in grotta e mentre Luisa fa il fatidico bagnetto in posa da foto e contanto di costume vediamo sbucare dal pozzetto 2 paia di gambe pelose e costumini maschili (Simone e Lombrellone) e poi Nina arrivati per farsi una sguazzata nel laghetto...



Fatte foto e un video si esce tutti, si prepara la brace in attesa dell'arrivo dei ragazzi di Ragusa e di Belpasso e si torna al campo dove intanto si sta preparando la cena...
4 chiacchiere e buona notte a tutti.




30 agosto
Zubbia degli Asparagi (Simone)


Dopo una notte alcolica (per gli altri io alle 11.00 ero a letto), ci svegliamo alle prime ore del mattino, che per un campo speleo equivalgono alle 8.30.
Il programma di oggi consiste nel fare l’intera traversata entrando dalla Zubbia degli Asparagi e uscendo dalla Zubbia del Cavallo, le informazioni forniteci erano da incubo!
Effettivamente la grotta inizia con un cunicolo che prosegue per parecchio permettendoci pochissime volte di cambiare posizione, ma nonostante ciò era confortevole, substrato fangoso e si sguisciava come… come… ecco diciamo che mi sentivo come una popò dentro l’intestino crasso…
Della prima metà giornata ricordo molto poco, chiudevo la fila e per tutto il tempo ho visto solo il culo di chi mi stava davanti… Paolo, la prossima volta alterniamo maschi e femmine!
Finita la parte strisciante finalmente possiamo riprendere la posizione eretta, ora possiamo girare la testa e guardare a 360° ambienti spaziosi, belle forme… proseguiamo finchè non sentiamo delle voci provenienti dall’oscurità, era l’altro gruppo che era entrato dal lato opposto per terminare il rilievo.
Solito momento di aggregazione tra speleo con affettuosi complimenti e palle di fango, superato il gruppo facciamo strada verso l’uscita, ora gli ambienti sono più grandi ma c’è tanto da arrampicare in mezzo a blocchi e spesso al strada non è del tutto evidente, un filo di Arianna ci salva nel tratto più articolato!
Usciamo stanchi ma non troppo, e infangatissimi! 
Foto di rito, qualcuno si lava, e poi birra e vino a fiumi…


Zubbia del Cavallo (Nina)

Chi non ha mai sognato di toccare con mano (e con tutto il resto del corpo, capelli inclusi), in un sol giorno,  tutti i tipi di fango che mente umana possa immaginare?  Ecco, il sistema Asparago-Cavallo offre questa ambitissima possibilità e una piccola rappresentanza di speleologi siciliani oggi ha questa immensa fortuna.
Dopo l'esodo del risveglio e l'assalto a caffè e  nutella, ci ritroviamo tutti attorno al tavolo per stabilire le squadre. Tre di queste saggeranno le meraviglie dell'Asparago-Cavallo, ognuna con uno scopo ben preciso. Io, fortunella congenita, mi ritrovo nel gruppo a cui spetta unire i rilievi delle due grotte e  l'esplorazione di un laminatoio... "laminatoio"... comincia ad avere un suono stridente questa parola, come unghia che graffiano una lavagna.  
Lasciamo il campo e, dopo un breve percorso, ci ritroviamo all'ingresso della Zubbia del Cavallo... no, Grotta del Cavallo, no no, quella è un'altra, giusto Zubbia... un premio alla fantasia! 
Cominciamo a fare strada verso la giunzione con calma, osservando scrupolosamente ogni dettaglio che possa definire i contorni di una storia lunga e travagliata. Faglie, concrezioni, depositi di fango sono i pezzi del puzzle con cui stiamo giocando.
Anche se il percorso è molto più agevole rispetto all'Asparago (cosa abbastanza ovvia..." ti piace vincere facile? ponsci ponsci popopon") la grotta mostra una malsana affezione per  i passaggi stretti, bassi e fangosi. Ma dopotutto sa farsi anche perdonare per questo malefico vizietto, regalandoci un piccolo ma splendido spettacolo da togliere il fiato in cui gli attori principali fanno assaporare immediatamente un contrasto difficile da non notare: il fango, rozzo elemento, a volte fastidioso, prende la forma di tanti piccoli conetti che spuntano come funghi su di una mensolina laterale.  E sulla cima dei conetti fioriscono luccicanti cristalli di gesso che rendono queste forme quasi ipnotiche. Difficile anche distogliere lo sguardo.
Superato l'angolo delle meraviglie proseguiamo sulla nostra via, fino alla giunzione. Qui, mentre tentiamo di allacciare i due rilievi, sfioriamo la terza squadra, entrata poco dopo di noi e, terminato il nostro lavoro, ci salutiamo e saltiamo di Cavallo in Asparago per continuare verso il secondo obiettivo del giorno.   
Becchiamo anche la prima squadra, entrata dall'Asparago, e per fortuna sono tutti sopravvissuti all'infinito laminatoio. Arriviamo finalmente al punto cruciale che sono già un po'stanca, ma nulla di trascendentale. Adesso tocca a me e Laura andare avanti, ci aspetta un laminatoio nuovo di zecca. 
Cominciamo a strisciare e trascinarci avanti come meglio possiamo. Fango dovunque, che va dalla consistenza della ricotta a quella della vinavil quasi rappresa. A volte siamo fortunate e slittiamo come sulla neve (stile otaria). Qualsiasi sia il suo grado di appiccicosità sento che comincia ad assorbire a poco a poco le energie, per il freddo, il fastidio, il duro sapore e il suo maledetto peso specifico! Laura si ferma mentre io cerco di proseguire ancora un pò... mi improvviso nella pesca a strascico grazie alla tuta che ha deciso di aprirsi totalmente, e metro dopo metro, divento sempre più pesante; tra fango e pietruzze quasi non riesco a staccare il mio corpo da terra... e così, sfiancata e anche un po' amareggiata, decido dopo un po' di fare dietro front, nonostante il laminatoio continui, chissà verso dove, chissà per quanto.   
Recupero Laura e torniamo da Marco e Angelo a suon di "io vi odio!" e altre espressioni non riproducibili. Mentre quei due rilevano il tratto iniziale (facendo progressione com dei gamberi...piedi avanti! n.d.b.), noi ci concediamo una pausa e, prima di prendere la strada per l'uscita, ci rifocilliamo con del cibo improbabile (come i cereali in bottiglia...).
La stanchezza e il peso in più che mi porto addosso mi fanno sembrare la strada incredibilmente infinita ma,  piano piano e  rincuorata dai metri che mi lascio dietro, recupero quel poco di forze che mi riportano alla luce, al caldo e alle moschitte del campo. 
Dopo scene da belle lavandaie nella gebbia melmosa e lipposa del campo, ci ritroviamo tutti attorno al tavolo concludendo la giornata nel tipico stile degli speleo, tra arrostuta e pasta,  vino e birra, e progettando le prossime mosse di questa lunga partita con la grotta.
 
Zubbia del Cavallo (Luisa)



Ramo a valle o Ramo a monte?

Come tutte le mattine, è la nostra sveglia naturale a svegliarci: i Gruccioni. Con il loro canto inconfondibile sono le loro voci a darci il primo buongiorno. Missione di oggi: continuare l’esplorazione dell’ormai unica grotta Asparagi-Cavallo. Al campo ognuno manifesta le proprie intenzioni sul da farsi e io penso subito di unirmi al gruppo Ciccio-Sara. Appena tutti si sistemano nei vari gruppi, scopro di essere l’unica Taddarita ad andare con loro. Una nuova esperienza. Nonostante abbia chiesto più volte dove saremmo andati, la cosa continua a non essermi molto chiara. I continui riferimenti “a valle” e “a monte” continuano a confondere le mie semplici idee di questa grotta che immagino più o meno lineare. L’unica cosa che mi rassicura è che entreremo dal Cavallo e arriveremo da qualche parte nell’asparago.
Dopo una piccola e comoda passeggiata arriviamo all’ingresso della grotta. Siamo in 6. Una volta dentro sono sempre più serena. Ho ancora vivi in mente i 300 m di laminatoio (tra andata e ritorno) fatti il mese scorso e questo sminuisce tutte le difficoltà che posso incontrare. La mia mente fa tutto da sola e mi dice che niente potrà essere peggio.
A rendere la giornata ancora più leggera ci pensa Sara. Tutte le volte che apparirà qualche difficoltà, ancor prima che io possa avere un momento di abbattimento, arriverà la sua voce che echeggerà con un bel: “Questa è proprio una grotta di merda” oppure “Quanto vorrei essere fuori sulla amaca” o anche “ma perché ci ricasco tutte le volte”, concludendo con “questa è proprio una grotta di merda” ed è a questo punto che non puoi far altro che ridere e dimenticare le difficoltà che stai per affrontare. E’ in questi momenti che capisci perché la speleologia è un’attività di gruppo, da soli ci si abbatterebbe molto prima e capisci il valore di una risata fatta in compagnia.

La grotta è molto bella, stavolta vediamo spazi grandi questo fa si che fermandoci ad aspettarci si creano degli strani giochi di luci che trasformano quegli ambienti in immagini da cartolina, ma stavolta tu ne fai parte.
Finalmente dopo aver camminato in grandi ambienti e strisciato negli stretti laminatoi, raggiungiamo la famosa giunzione. Superata questa (ammetto con qualche difficoltà) gli ambienti diventano familiari, siamo dentro l’asparago. Nella sala dove abbiamo pranzato l’ultima volta(momenti indimenticabili). Incontriamo il gruppo che era entrato dall’asparago e che, per fortuna loro, usciranno dal cavallo. Dopo quattro chiacchiere ognuno va per la sua strada. Eccoci siamo arrivati nel famoso ramo. A valle? A monte? Boh? Non avevo capito dove saremmo andati prima di entrare e ora che sono dentro non ho ben chiaro dove sono. Nonostante le insistenti domande mie e di Sara al paziente Ciccio, non riusciamo proprio a raccapezzarci. Bene ora che siamo in questo luogo non ben identificato comincia l’esplorazione. Ed è qui che io e Sara scopriamo le magie della quale è capace Ciccio. Sembrava un coniglietto, andava da una parte e dopo cinque minuti riappariva dal lato diametralmente opposto. Da qualsiasi lato andasse ricompariva da un altro lato. Per questo durante l’uscita è stato appellato “coniglietto Ciccio” abbreviato in “Ciccioniglio”.
Durante l’esplorazione di questo ramo (a valle o a monte???) Carmelo e Ciccio si dividono e ad un certo punto si sente: “Aspetta che spengo la luce e vediamo se ti vedo!” Si in grotta per vedere se due luoghi sono collegati si spegne la luce, perché nel vero buio ai nostri occhi bastano pochissimi fotoni per captare la luce dell’altro. La ricerca dei nostri fidati uomini (Ciccio, Carmelo e Giulio) continua e dopo qualche multi monti montato ci rendiamo conto di non aver trovato nulla di nuovo e visto che cominciamo ad essere un po’ stanchi decidiamo di tornare indietro. Durante la strada di ritorno come al solito la grotta cambia aspetto. Per fortuna che Ciccioniglio conosce questa grotta come la sua borsetta del tabacco e senza alcuna incertezza ci indica la giusta strada del ritorno. Presto siamo fuori (si fa per dire, circa 2 ore dopo la partenza) e fortunatamente c’è ancora luce e quella temperatura giusta che non ti fa penare durante il tragitto di ritorno.
Fatta la doccia (in questi campi non manca veramente nulla!!!!) e scacciato via tutto quel fango accumulato, possiamo godere della tanto desiderata e agognata amaca.

Tour esterno (Ponzio e Xò)

Narratore Ponzio
Buongiornooo-…Po’: buongiorno un ciufolo!! Queste sono state le mie prime parole della giornata. Beh di certo dopo una nottata insonne a cercare di fermare lo “stuppo” (solo chi era presente può capire) non potevo di certo sprizzare gioia da tutti i pori! Cooomunque sveglia e dolorante cerco di capire cosa poter fare nelle mie condizioni, mentre tutti gli altri si organizzano in squadre e squadrette dall’odore di grotta.. quando si dice.. LA SFIGA!!

Narratore Pieuo:
Ore 10:00 io e Fulippo arriviamo al campo appena in tempo per chiedere alcune dritte su un paio di grotte dove verranno effettuati dei campionamenti sulla stigofauna, infatti le 3 squadre, che nella giornata di oggi saranno impegnate tra lo Zubbio del Cavallo e la Grotta degli Asparagi, sono quasi pronte a partire. In compagnia di Maddalonza e Mattia piazzo alcune trappole “che verranno ritirate l’indomani” e dopo  raggiungiamo la restante parte della 4° squadra, che tra timpani sfondati e intestini sottosopra- “SQUADRA OSPEDALETTO” - è rimasta in standby al campo. Cartina topografica, GPS e fotocamera e siamo pronti a partire per una battuta di prospezione in esterno.

Narratore Ponzio:
La partenza è sempre importante, Marco ci ha pure suggerito la strada, non possiamo sbagliare. Po’: “ ragazzi da qui drittu pi drittu”!! Ed ecco che ebbe inizio la nostra pascolata tra sali di li e gira di là, prendi il punto qui e  “ooh ma unni vaiii”!!!

Narratore Pieuo:
Ponzio e Madda vanno avanti ed iniziano quasi immediatamente, nel silenzio delle campagne di Cianciana, le urla buco buchino  buchettoooooo! Purtroppo però sono tutti buchetti non proprio comodi e un bel po’ stretti ma comunque promettenti! Una Ponzio dall’abbigliamento antistupro ma super ispirata inizia a dare i nomi più disparati  FisT, Chiazze, Soldino.
Durante le operazioni di rito, fai la foto così…. prendi il punto li…. la solita Ponzio farfuglia qualcosa, riprende fiato ed urla BUUUUUCOOOOO! Finalmente un bell’ingresso!! Indosso il casco scendo comodamente in libera il primo pozzetto di 3 metri e davanti mi si apre un bell’ambiente lungo una decina metri e largo 3 con le pareti interamente ricoperte di concrezioni di gesso. Percorro circa 5 metri fermandomi su un pozzo, mi guardo un po in giro e capisco di essere su di un crollo non proprio stabilissimo!! Decido così di uscire e ritornare in seguito! Fuori trovo Ponzio e gli altri intenti a trovare un nome adeguato a questo nuovo buco!! Alla fine tra i vari nomi si è deciso di battezzarlo Zubbio Ponzio. “scopriremo solamente la sera al campo che era già stato esplorato”.


Narratore Ponzio:
Ancora più carichi dopo le ultime scoperte, ci spostiamo in un altro montarozzo  dove una fratturona invitante non faceva altro che richiamarci a sé. Una volta raggiunta notiamo alla base un’apertura  subito battezzata “L” a causa della sua forma; Pieuo e Ric fanno un saltino dentro mentre noi altri continuiamo a pascolare da brave caprette fuori.
Una volta usciti da L, Pieuo racconta che l’ambiente è una fotocopia del precedente Zubbio Ponzio e quindi anche questo merita un’altra visitina con più calma in un secondo momento. Riuniti tutti, lo sguardo comune alla Carletto parlava chiaro: “tu non hai fame?” Così affamati e accaldati, ma decisamente molto soddisfatti decidiamo di ritornare al campo!
Una volta raggiunto il campo,  in compagnia di una squadra  appena uscita dallo Zubbio del Cavallo, tra una birra, qualcosa da sgranocchiare ed un uovo assolutamente mal riuscito, attendiamo l’uscita degli altri.

Partecipanti: Ponzio, Simone, Paolo, Filippo, Lombrellone, Damiano, Valentina, Riccardo, Nina, Luisa, Maddalonza, Roberto, Marco, più gli amici dello SCI e del GS Belpasso e qualche gradito ospite...
Foto di Marco e Xò


venerdì 5 aprile 2013

Pasqua 2013 - Campo speleo a Cianciana (Samantha ver.) - Vivere il presente!

Vivere il presente!


29 marzo:

Prima tappa della giornata, aeroporto Falcone Borsellino, arriva Sara! Stranamente in anticipo si prosegue verso Palermo dove incontriamo il resto della truppa.
Caricate le macchine (povero Anthony... ), si parte verso Cianciana.
Se non fosse stato per Nina e Ponzio con le loro inopportune chiamate (senza radio in auto, n.d.r.), il viaggio sarebbe stato abbastanza tranquillo.
Arrivati quasi contemporaneamente con i Ragusani iniziamo a montare il campo, si azzizza il pranzo, quattro chiacchere, caffè e ci si divide in due squadre: la prima fa un piccolo sopralluogo ed è anche addetta alla raccolta di asparagi; la seconda invece incaricata della ricerca di viveri per la serata. Impresa ardua, considerando che il venerdì santo è tutto chiuso. Fortunatamente alcuni simpatici abitanti del luogo ci hanno ospitato nelle loro case e putie, aiutandoci così a trovare qualcosa per la cena.
Tornando verso il campo, il buon Franco mi fa scoprire la passione per la raccolta dell' asparago, pianta che ci farà compagnia per quasi tutta la permanenza.
Finalmente arriva il momento della tanto amata arrustuta, il vino non manca mai e davanti il fuoco cerchiamo di riflettere sul come vivere il presente.


30 marzo :

Devo dire che passare la notte in tenda e risvegliarsi con il cinguettio degli uccelli, ha sempre un effetto bellissimo, tutti i pensieri della vita frenetica in città sembrano svanire...

Colazione fatta, ci si divide in squadre, chi va ad esplorare una grotta, chiamata successivamente Grotta degli Asparagi (dei nostri erano presenti Nina, Sausa e Ponzio), rivelatasi scomoda, stretta, ma soprattutto ladra, considerando che la povera Sausa ci ha lasciato uno stivale; la seconda squadra è andata a cercare altri buchi; mr. Vattano ha aspettato Biagio, un tizio del luogo che lo ha portato a veder alcuni ingressi; e una squadra (composta da me, Provenzangelo, Zitangelo, Paolo, Anthony, Sara e Franco) si è recata alla zubbia del cavallo. 
Grotta molto bella, avremmo voluto continuare, ma il tempo è volato.
Alle 14 ci siamo rincontrati tutti al campo, spaghettata con asparagi, vino, sole e relax... accussì vuogghiu muoriri!



Dopo pranzo ci siam divisi nuovamente, Sausa, Nina e Baffo spesa per i giorni successivi; Paolo e Ponzio passeggiatina; Vattano, Sara, Franco, Gaetano ed io siamo andati alla ricerca di un traforo e di una risorgenza... dopo una bella passeggiata e una scossa di 80.000 volt troviamo qualcosa, ma i rovi sono troppi e non abbiamo il macete, quindi si decide di rientrare.
Fortunatamente troviamo pane, salumi, formaggi, porco, vino, vino e ancora vino...
La serata viene accompagnata dalle, per me incomprensibili, miniminagghie ragusane.
L'atmosfera che si respira, o forse è solo a cairne ri castro e il vino, riempie lo spirito.

31marzo :

Questa mattina quasi tutte le taddarite tornano in città, al campo rimaniamo io e mr Vattano.
Dopo la colazione (un grazie a Sausa e Nina per l' uovo) vado con Angelo, Sara e Giovanni, armati di forcone e coltellacci alla risorgenza... che verrà nominata “Vattano Bastardo”.
L'avventuriero Angelo combatte contri i rovi, segue il rumore dell' acqua e arriva a... un dannatissimo buco di culo!
Urtati da questa non scoperta, decidiamo di fare un piccolissimo scherzo al povero Vattano, tornati al campo gli comunichiamo che qualcosa c'è, che continua, che il latte è finito... e che quindi bisognerebbe tornarci nel pomeriggio... ma presi da una incomprensibile bontà, decidiamo dopo poco (un paio di orette) di confessare tutto.
Lucia ci fa trovare la pasta alla carbonara e una buonissima frittata di asparagi e qui la mia dieta va a farsi benedire.



Dopo pranzo, con Sara e Vattano, andiamo a rilevare una grotticella e a fare qualche foto, tentiamo di rilevarne anche una seconda, ma il frocione d' acqua in un pozzetto e l' assenza di attrezzatura ci scoraggia.
Si rientra, si cena e ci si fa compagnia con barzellette ed ovviamente buon vino.

01aprile :
Sveglia grigia, il tempo oggi non ci aiuta, tempo di fare colazione ed inizia a piovere.
Decidiamo quindi di darci una mossa e smontiamo il campo.
Sono stai dei giorni bellissimi, pieni; panorami mozzafiato e persone splendide...

Notizia e foto di Samantha

mercoledì 3 aprile 2013

Pasqua 2013 - Campo speleologico a Cianciana (Luisa ver.)

Il campo a Cianciana è:


 



il primo fuori strada della mia macchina,
giocare a tetris con i bagagli,
la macchina di Marco che rischia di scoppiare….e Anthony li a sopportare,
io Nina e Ponzio in macchina senza radio,
il giro tondo dentro i paesi,
la meta che non arriva mai,
l’arrivo e lo stupore,
silenzio e natura,
i ragusani e la costruzione di un accampamento in cinque secondi,
non manca niente.

 
 


 

Le passeggiate digerenti,
i pranzi gustosissimi,
i pini, gli eucalipti e i cipressi tutti insieme,
le orchidee, tante orchidee,
il vino,
i cessi veri persino con porta,
i canti degli uccelli più assurdi,
le scelte su dove andare e cosa fare,
l’arrostuta serale,
la perdita dello stivale,
stare distesi a godersi un po’ di sole sul prato,
gli asparagi,
io e la spesa,
gli alti,
i bassi,
e poi nuovamente alti,
le chiacchiere notturne in tenda,
le confessioni,
l’armonia,
le grasse risate,
ma anche i piccoli sorrisi,
la condivisione di piatti, bicchieri e anche posate,
gli abbracci a tutte le ore,
mangiare sempre tutti insieme nonostante i grandi numeri,
“godiamoci il presente”
“quando una donna ha i capelli sciolti significa che….”




I bambini che giocano con quello che trovano,
la multa,
il triste ritorno in città attraversando paesi e strade che ancora riposano,
i ricordi, e la nostalgia,
ma nonostante tutto la soddisfazione, la serenità e la spensieratezza per esserci stata.


 

Luisa