lunedì 23 novembre 2015

Pozzo Fiandra (Simone l’ha trovata subito) - 21/11/2015



Appuntamento alla pompa di benzina di Viale Regione Siciliana, e già li non riusciamo a trovarci, infatti Roberto pensando che fossimo tutti  in ritardo ci chiama dal parcheggio diametralmente opposto al nostro.
Dopo una breve colazione ci mettiamo in marcia verso Belmonte, attraversiamo  il paese e ci infiliamo in strade e straduzze per trovare una grotta poco frequentata…ah dimenticavo di dire che al contrario di ciò che si vocifera su di me , ho trovato subito la traversa che portava alla grotta…che si sappia!
Il vento tira forte e noi ci cambiamo velocemente, Flavia sfoggia la sua tuta pulita e profumata, proprio come quella di Ceres…
Roberto inizia ad armare il primo pozzo ma la prima a scendere è Nina, per sostituire un vecchio spit con un fix, nel frattempo fuori si chiacchiera come sempre su argomenti di elevata cultura. 


 Una volta arrivati alla base del primo pozzo scendiamo uno ad uno per la pietraia, un lungo e stretto pendio dove basta smuovere qualcosa di piccolo per sentirsi in un enorme flipper.
Andiamo molto lentamente perché la chiodatura presente è ormai in condizioni pessime, così ad ogni pozzo dobbiamo fermarci e riattrezzare tutto, anche all’ultimo pozzo, dove decidiamo di non seguire le orme di Ceres (https://www.youtube.com/watch?v=0BZZY-X4tkM) .


Arrivati al fondo facciamo pausa pranzo e poi risaliamo lentamente, il p25 in frattura rallenta un po’ tutti; all’uscita veniamo accolti dal buio e un vento freddo che ci fa capire ca forse forse l’estate finiu.

Notizia e Foto di Simone
Partecipanti: Simone, Ceres, Nina, Valentina, FlaviaBla, Cavallo, Antonella, Nicola.

venerdì 20 novembre 2015

La Zubbia ritrovata - 15/11/2015


Si narra che tanto tempo fa, sulla vetta del Monte Pizzuta, esistesse una grotta con un piccolo ingresso con fattezze simili a quel passaggio stretto e umido che solitamente si supera nascendo, e con saloni finemente concrezionati che hanno incantato anche il buon Terranova. Ma questa grotta venne per molto tempo dimenticata dalla Taddarite a causa della lunga e faticosa salita da compiere prima di raggiungerne l'entrata. Così, la mattina di una bella domenica uggiosa e umida, ci ritrovammo alla base della suddetta salita, armati di imbraco e coordinate GPS (poco affidabili) decisi a ritrovare lo "Zubbione della Pizzuta".
Il sudore che impregnava le fronti e le mutande non ci fermò e finalmente, dopo un'ora abbondante, ci trovammo nel bel mezzo di un rado boschetto popolato da rovi e rospi dal quale i nostri sguardi dominavano l'intero paese di Piana degli Albanesi e il lago, spaziando verso l'infinito e oltre. Ma il difficile doveva ancora venire. Solo i più impavidi del gruppo si misero a setacciare tutta l'area come segugi guidati dall'odore di buco, cercando la zubbia dimenticata; gli altri decisero di rimanere fermi a chiacchierare amabilmente, pentendosene solo quando le mani cominciarono a diventare viola per il freddo. Le speranze di poter nuovamente introdursi in questo "scrigno" (cit. il buon Terranova) si erano affievolite e stavano per dissolversi, quand'ecco che un grido vittorioso risuonò nel silenzio del bosco della Pizzuta <<L'ho trovata!!!>>.
Fu Ceres, guidato dagli omini di pietra, a fare la lieta scoperta e quindi potemmo scendere nuovamente all'interno dello Zubbione squarciandone il buio che a lungo aveva mantenuto, grazie anche all'abilità dell'eccellente FilippoLoCiceroilgeometra e all'aiuto di Gandalf. I passaggi più stretti si alternavano a grandi saloni abbelliti da concrezioni bianche e lucide, grosse meduse, vele e stalattiti che scendevano dai tetti come lampadari preziosi.

 











I laghetti, limpidi e mossi solo dalle piccole gocce che si lasciavano cadere dall'alto, davano l'impressione di luoghi fantastici popolati da fate luccicanti illuminate dalle nostre luci invadenti. 


Il timore di trovare buio pesto all'uscita ci fece tornate all'aria aperta senza che avessimo esplorato gli ultimi pozzi ma con la speranza di tornare presto (anche per recuperare il cordino di FilippoLoCiceroilgeometra).
Le fatiche della giornata vennero, come sempre, ricompensate con la bevanda e il cibo prelibato preferiti dalle Taddarite (birra e patatine). 
Lo Zubbione della Pizzuta non sarà più un mistero, l'antro ritrovato non verrà più perso... Abbiamo preso le coordinate!





Notizia di Flaviabla
Partecipanti: Simone, Nina, Ceres, FilippoLoCiceroilgeometra, Valentina, Antonella, Nicola, Tonino, Dario, FlaviaBla

Foto: Simone

martedì 10 novembre 2015

SpeleoNarnia 2015 - Le Taddarite ai Mondi Sotterranei

Riuscire a raccontare un raduno speleologico è un'affare abbastanza complesso.
Si mescolano emozioni, suoni, incontri, stanchezze, esaltazioni, acquisti compulsivi, improvvisi relax, si scatena l'inventiva nel metter su uno stand, nel farlo in poco spazio, con la solita consueta e disarmate complicità e intesa con gli amici di Belpasso e Ragusa, nel fare marciare lo stand a pieni regimi, nel riuscire a fare lavorare e poi riposare un pò tutti quelli che scelgono di fare 2000 chilometri in un weekend per partecipare a Narni 2015, per ritrovarsi nel mondo degli speleologi.
Raccontarlo a parole è veramente complesso; tutte le sfaccettatute di questo avvenimento sono davvero difficilmente di possesso di una solo persona che, gioco forza, racconterà sempre e solo una parte del raduno.
Più che parole, quindi, preferiamo raccontare quel che abbiamo vissuto, con le foto.
Foto di un lungo viaggio fatto con le auto cariche a tappo...






Foto del poco spazio che abbiamo saputo condividere tutti insieme...



Foto di un weekend speciale, organizzato da persone speciali che ci hanno permesso di incontrarci, divertirci.
Tutto questo in un posto, Narni, nato per difendersi, che temeva l'invasione degli speleologi, ma che alla fine ci ha accolto bene, con simpatia e tolleranza.
Ciao Narni, speriamo a presto!

Le Taddarite