lunedì 8 settembre 2014

Cianciana di fine agosto

Ancora Cianciana, ancora.

E' un luogo a cui ci stiamo affezzionando e in cui torniamo con piacere e che ogni volta ci regala qualcosa.
L'occasione è questo campo di fine estate organizzato da Le Taddarite, dallo Speleo Club Ibleo e dal GS Belpasso. Solito affiatato gruppo, risultati certi!
I primi di noi arrivano giovedi 28 e iniziano subito a dare sguardi in grotta e fuori.


28/08/2014 Cianciana (Maddalonza)
A partire da Palermo é un ristretto numero... Io, Marco, Luisa e Roberto.
Il tempo della strada... un paio di soste per fare spesa (e per acquistare la fondamentalissima caffettiera) e dritti al campo...
Arrivati all'area attrezzata, io che non ero mai stata ad un campo a Cianciana, scopro con tanto piacere e soddisfazione che esiste un bagno vero U.U...
Montate le tende, fatto un piccolo schiticchio e un riposino, vunciate le banane... si sono fatte le 17:00 ed é tempo di fare un giretto e si decide di andare alla Grotta del Cavallo. Chi si mette la tuta, chi il sottotuta, chi fuseaux e maglietta (perché il caldo é potente e un pç di fresco di grotta non può ke fare bene XD)... imbrago per tutti e si parte alla volta del Cavallo.
Giusto il tempo di provare un paio di mutande lignee e ...in grotta...
La grotta é asciutta e polverosa ma bella fresca... la missione, a quanto pare, é trovare l'acqua. Fatte un pò di foto e un giretto verso il fondo con tanto di armo umano (perché quello naturale non sembrava convincente), di acqua manco l'ombra, anche se in un vecchio rilievo qualcuno ne aveva segnalato la presenza...
Tornati al campo si cena e poi, dopo un pò di sano cazzeggio, tutti a nanna.





29 agosto (giringirelli - maddalonza)

Appena svegli Marco ci informa che "oggi si va in esplorazione alla ricerca delle risorgenze a vedere se portano da qualche parte" e già questo non mi piace... facciamo colazione e poi in macchina a cercare ste benedette risorgenze.
Una volta fermi e scesi dalla macchina rivedo la mia stessa espressione anche sui visi di Luisa e Roberto al pensiero di dover risalire la "lievissima -_-' " discesa che abbiamo davanti e con tanto di sole a picco sulle nostre teste, mentre Marco é fresco e pettinato... io ho bisogno del doping...

Scendiamo e poi risaliamo e via campagna campagna... troviamo un ruscello, sentiamo l'acqua che scorre in mezzo ai rovi e la fortunata vincitrice che ci si deve avventurare detro in cerca di buchi... sono io "non ci penso proprio Marco" al mio rifiuto vengo chiamata pusi pusillanime e, sia mai che mi si dica una cosa simile.
Trovo un varco, m'infilo e comincio ad impigliarmi e ad affondare in mezzo alla melma, tra un vaff*****o e l'altro.
Mi ritrovo la strada sbarrata da un cancelletto con Marco che fresco come un fiore (iddu) mi incita ad andare avanti e a cercare un buco...
ma di buchi manco l'ombra. É così anche per la risorgenza successiva.
Tante canne, melma dentro gli scarponcini e ranocchie ovunque ma niente rovi a sto giro e comunque niente buchi... e niente soprannomi come "pusi" o simili XD...
Ci godiamo 2 minuti la vista dall'alto e decidiamo di dare un'occhiata a una macchia di canne dove forse potremmo trovare un buco... e siccome é la mia giornata mi ci avventuro in mezzo graffiandomi e affondandoci in mezzo ma niente buchi.
Non é proprio giornata...



Facciamo strada x tornare alla macchina e rientriamo al campo.
Pranzo, riposino e, dopo tanto caldo, andiamo a prendere un po di piacevole fresco alla grotta del sindaco proprio sopra il campo.
Appena entrati si sta già da favola.
Quí stavolta l'acqua c'é ed é anche abbondante... un bel laghetto fresco e profondo alla fondo della grotta. si torna indietro con la prospettiva di un bagnetto per Luisa, e mentre Marco e Luisa rilevano la prima stanza della grotta io esco a salutare gli altri che nel frattempo sono arrivati e Roberto che ci abbandona per andare a perdersi campagna campagna al buio...

Rientro in grotta e mentre Luisa fa il fatidico bagnetto in posa da foto e contanto di costume vediamo sbucare dal pozzetto 2 paia di gambe pelose e costumini maschili (Simone e Lombrellone) e poi Nina arrivati per farsi una sguazzata nel laghetto...



Fatte foto e un video si esce tutti, si prepara la brace in attesa dell'arrivo dei ragazzi di Ragusa e di Belpasso e si torna al campo dove intanto si sta preparando la cena...
4 chiacchiere e buona notte a tutti.




30 agosto
Zubbia degli Asparagi (Simone)


Dopo una notte alcolica (per gli altri io alle 11.00 ero a letto), ci svegliamo alle prime ore del mattino, che per un campo speleo equivalgono alle 8.30.
Il programma di oggi consiste nel fare l’intera traversata entrando dalla Zubbia degli Asparagi e uscendo dalla Zubbia del Cavallo, le informazioni forniteci erano da incubo!
Effettivamente la grotta inizia con un cunicolo che prosegue per parecchio permettendoci pochissime volte di cambiare posizione, ma nonostante ciò era confortevole, substrato fangoso e si sguisciava come… come… ecco diciamo che mi sentivo come una popò dentro l’intestino crasso…
Della prima metà giornata ricordo molto poco, chiudevo la fila e per tutto il tempo ho visto solo il culo di chi mi stava davanti… Paolo, la prossima volta alterniamo maschi e femmine!
Finita la parte strisciante finalmente possiamo riprendere la posizione eretta, ora possiamo girare la testa e guardare a 360° ambienti spaziosi, belle forme… proseguiamo finchè non sentiamo delle voci provenienti dall’oscurità, era l’altro gruppo che era entrato dal lato opposto per terminare il rilievo.
Solito momento di aggregazione tra speleo con affettuosi complimenti e palle di fango, superato il gruppo facciamo strada verso l’uscita, ora gli ambienti sono più grandi ma c’è tanto da arrampicare in mezzo a blocchi e spesso al strada non è del tutto evidente, un filo di Arianna ci salva nel tratto più articolato!
Usciamo stanchi ma non troppo, e infangatissimi! 
Foto di rito, qualcuno si lava, e poi birra e vino a fiumi…


Zubbia del Cavallo (Nina)

Chi non ha mai sognato di toccare con mano (e con tutto il resto del corpo, capelli inclusi), in un sol giorno,  tutti i tipi di fango che mente umana possa immaginare?  Ecco, il sistema Asparago-Cavallo offre questa ambitissima possibilità e una piccola rappresentanza di speleologi siciliani oggi ha questa immensa fortuna.
Dopo l'esodo del risveglio e l'assalto a caffè e  nutella, ci ritroviamo tutti attorno al tavolo per stabilire le squadre. Tre di queste saggeranno le meraviglie dell'Asparago-Cavallo, ognuna con uno scopo ben preciso. Io, fortunella congenita, mi ritrovo nel gruppo a cui spetta unire i rilievi delle due grotte e  l'esplorazione di un laminatoio... "laminatoio"... comincia ad avere un suono stridente questa parola, come unghia che graffiano una lavagna.  
Lasciamo il campo e, dopo un breve percorso, ci ritroviamo all'ingresso della Zubbia del Cavallo... no, Grotta del Cavallo, no no, quella è un'altra, giusto Zubbia... un premio alla fantasia! 
Cominciamo a fare strada verso la giunzione con calma, osservando scrupolosamente ogni dettaglio che possa definire i contorni di una storia lunga e travagliata. Faglie, concrezioni, depositi di fango sono i pezzi del puzzle con cui stiamo giocando.
Anche se il percorso è molto più agevole rispetto all'Asparago (cosa abbastanza ovvia..." ti piace vincere facile? ponsci ponsci popopon") la grotta mostra una malsana affezione per  i passaggi stretti, bassi e fangosi. Ma dopotutto sa farsi anche perdonare per questo malefico vizietto, regalandoci un piccolo ma splendido spettacolo da togliere il fiato in cui gli attori principali fanno assaporare immediatamente un contrasto difficile da non notare: il fango, rozzo elemento, a volte fastidioso, prende la forma di tanti piccoli conetti che spuntano come funghi su di una mensolina laterale.  E sulla cima dei conetti fioriscono luccicanti cristalli di gesso che rendono queste forme quasi ipnotiche. Difficile anche distogliere lo sguardo.
Superato l'angolo delle meraviglie proseguiamo sulla nostra via, fino alla giunzione. Qui, mentre tentiamo di allacciare i due rilievi, sfioriamo la terza squadra, entrata poco dopo di noi e, terminato il nostro lavoro, ci salutiamo e saltiamo di Cavallo in Asparago per continuare verso il secondo obiettivo del giorno.   
Becchiamo anche la prima squadra, entrata dall'Asparago, e per fortuna sono tutti sopravvissuti all'infinito laminatoio. Arriviamo finalmente al punto cruciale che sono già un po'stanca, ma nulla di trascendentale. Adesso tocca a me e Laura andare avanti, ci aspetta un laminatoio nuovo di zecca. 
Cominciamo a strisciare e trascinarci avanti come meglio possiamo. Fango dovunque, che va dalla consistenza della ricotta a quella della vinavil quasi rappresa. A volte siamo fortunate e slittiamo come sulla neve (stile otaria). Qualsiasi sia il suo grado di appiccicosità sento che comincia ad assorbire a poco a poco le energie, per il freddo, il fastidio, il duro sapore e il suo maledetto peso specifico! Laura si ferma mentre io cerco di proseguire ancora un pò... mi improvviso nella pesca a strascico grazie alla tuta che ha deciso di aprirsi totalmente, e metro dopo metro, divento sempre più pesante; tra fango e pietruzze quasi non riesco a staccare il mio corpo da terra... e così, sfiancata e anche un po' amareggiata, decido dopo un po' di fare dietro front, nonostante il laminatoio continui, chissà verso dove, chissà per quanto.   
Recupero Laura e torniamo da Marco e Angelo a suon di "io vi odio!" e altre espressioni non riproducibili. Mentre quei due rilevano il tratto iniziale (facendo progressione com dei gamberi...piedi avanti! n.d.b.), noi ci concediamo una pausa e, prima di prendere la strada per l'uscita, ci rifocilliamo con del cibo improbabile (come i cereali in bottiglia...).
La stanchezza e il peso in più che mi porto addosso mi fanno sembrare la strada incredibilmente infinita ma,  piano piano e  rincuorata dai metri che mi lascio dietro, recupero quel poco di forze che mi riportano alla luce, al caldo e alle moschitte del campo. 
Dopo scene da belle lavandaie nella gebbia melmosa e lipposa del campo, ci ritroviamo tutti attorno al tavolo concludendo la giornata nel tipico stile degli speleo, tra arrostuta e pasta,  vino e birra, e progettando le prossime mosse di questa lunga partita con la grotta.
 
Zubbia del Cavallo (Luisa)



Ramo a valle o Ramo a monte?

Come tutte le mattine, è la nostra sveglia naturale a svegliarci: i Gruccioni. Con il loro canto inconfondibile sono le loro voci a darci il primo buongiorno. Missione di oggi: continuare l’esplorazione dell’ormai unica grotta Asparagi-Cavallo. Al campo ognuno manifesta le proprie intenzioni sul da farsi e io penso subito di unirmi al gruppo Ciccio-Sara. Appena tutti si sistemano nei vari gruppi, scopro di essere l’unica Taddarita ad andare con loro. Una nuova esperienza. Nonostante abbia chiesto più volte dove saremmo andati, la cosa continua a non essermi molto chiara. I continui riferimenti “a valle” e “a monte” continuano a confondere le mie semplici idee di questa grotta che immagino più o meno lineare. L’unica cosa che mi rassicura è che entreremo dal Cavallo e arriveremo da qualche parte nell’asparago.
Dopo una piccola e comoda passeggiata arriviamo all’ingresso della grotta. Siamo in 6. Una volta dentro sono sempre più serena. Ho ancora vivi in mente i 300 m di laminatoio (tra andata e ritorno) fatti il mese scorso e questo sminuisce tutte le difficoltà che posso incontrare. La mia mente fa tutto da sola e mi dice che niente potrà essere peggio.
A rendere la giornata ancora più leggera ci pensa Sara. Tutte le volte che apparirà qualche difficoltà, ancor prima che io possa avere un momento di abbattimento, arriverà la sua voce che echeggerà con un bel: “Questa è proprio una grotta di merda” oppure “Quanto vorrei essere fuori sulla amaca” o anche “ma perché ci ricasco tutte le volte”, concludendo con “questa è proprio una grotta di merda” ed è a questo punto che non puoi far altro che ridere e dimenticare le difficoltà che stai per affrontare. E’ in questi momenti che capisci perché la speleologia è un’attività di gruppo, da soli ci si abbatterebbe molto prima e capisci il valore di una risata fatta in compagnia.

La grotta è molto bella, stavolta vediamo spazi grandi questo fa si che fermandoci ad aspettarci si creano degli strani giochi di luci che trasformano quegli ambienti in immagini da cartolina, ma stavolta tu ne fai parte.
Finalmente dopo aver camminato in grandi ambienti e strisciato negli stretti laminatoi, raggiungiamo la famosa giunzione. Superata questa (ammetto con qualche difficoltà) gli ambienti diventano familiari, siamo dentro l’asparago. Nella sala dove abbiamo pranzato l’ultima volta(momenti indimenticabili). Incontriamo il gruppo che era entrato dall’asparago e che, per fortuna loro, usciranno dal cavallo. Dopo quattro chiacchiere ognuno va per la sua strada. Eccoci siamo arrivati nel famoso ramo. A valle? A monte? Boh? Non avevo capito dove saremmo andati prima di entrare e ora che sono dentro non ho ben chiaro dove sono. Nonostante le insistenti domande mie e di Sara al paziente Ciccio, non riusciamo proprio a raccapezzarci. Bene ora che siamo in questo luogo non ben identificato comincia l’esplorazione. Ed è qui che io e Sara scopriamo le magie della quale è capace Ciccio. Sembrava un coniglietto, andava da una parte e dopo cinque minuti riappariva dal lato diametralmente opposto. Da qualsiasi lato andasse ricompariva da un altro lato. Per questo durante l’uscita è stato appellato “coniglietto Ciccio” abbreviato in “Ciccioniglio”.
Durante l’esplorazione di questo ramo (a valle o a monte???) Carmelo e Ciccio si dividono e ad un certo punto si sente: “Aspetta che spengo la luce e vediamo se ti vedo!” Si in grotta per vedere se due luoghi sono collegati si spegne la luce, perché nel vero buio ai nostri occhi bastano pochissimi fotoni per captare la luce dell’altro. La ricerca dei nostri fidati uomini (Ciccio, Carmelo e Giulio) continua e dopo qualche multi monti montato ci rendiamo conto di non aver trovato nulla di nuovo e visto che cominciamo ad essere un po’ stanchi decidiamo di tornare indietro. Durante la strada di ritorno come al solito la grotta cambia aspetto. Per fortuna che Ciccioniglio conosce questa grotta come la sua borsetta del tabacco e senza alcuna incertezza ci indica la giusta strada del ritorno. Presto siamo fuori (si fa per dire, circa 2 ore dopo la partenza) e fortunatamente c’è ancora luce e quella temperatura giusta che non ti fa penare durante il tragitto di ritorno.
Fatta la doccia (in questi campi non manca veramente nulla!!!!) e scacciato via tutto quel fango accumulato, possiamo godere della tanto desiderata e agognata amaca.

Tour esterno (Ponzio e Xò)

Narratore Ponzio
Buongiornooo-…Po’: buongiorno un ciufolo!! Queste sono state le mie prime parole della giornata. Beh di certo dopo una nottata insonne a cercare di fermare lo “stuppo” (solo chi era presente può capire) non potevo di certo sprizzare gioia da tutti i pori! Cooomunque sveglia e dolorante cerco di capire cosa poter fare nelle mie condizioni, mentre tutti gli altri si organizzano in squadre e squadrette dall’odore di grotta.. quando si dice.. LA SFIGA!!

Narratore Pieuo:
Ore 10:00 io e Fulippo arriviamo al campo appena in tempo per chiedere alcune dritte su un paio di grotte dove verranno effettuati dei campionamenti sulla stigofauna, infatti le 3 squadre, che nella giornata di oggi saranno impegnate tra lo Zubbio del Cavallo e la Grotta degli Asparagi, sono quasi pronte a partire. In compagnia di Maddalonza e Mattia piazzo alcune trappole “che verranno ritirate l’indomani” e dopo  raggiungiamo la restante parte della 4° squadra, che tra timpani sfondati e intestini sottosopra- “SQUADRA OSPEDALETTO” - è rimasta in standby al campo. Cartina topografica, GPS e fotocamera e siamo pronti a partire per una battuta di prospezione in esterno.

Narratore Ponzio:
La partenza è sempre importante, Marco ci ha pure suggerito la strada, non possiamo sbagliare. Po’: “ ragazzi da qui drittu pi drittu”!! Ed ecco che ebbe inizio la nostra pascolata tra sali di li e gira di là, prendi il punto qui e  “ooh ma unni vaiii”!!!

Narratore Pieuo:
Ponzio e Madda vanno avanti ed iniziano quasi immediatamente, nel silenzio delle campagne di Cianciana, le urla buco buchino  buchettoooooo! Purtroppo però sono tutti buchetti non proprio comodi e un bel po’ stretti ma comunque promettenti! Una Ponzio dall’abbigliamento antistupro ma super ispirata inizia a dare i nomi più disparati  FisT, Chiazze, Soldino.
Durante le operazioni di rito, fai la foto così…. prendi il punto li…. la solita Ponzio farfuglia qualcosa, riprende fiato ed urla BUUUUUCOOOOO! Finalmente un bell’ingresso!! Indosso il casco scendo comodamente in libera il primo pozzetto di 3 metri e davanti mi si apre un bell’ambiente lungo una decina metri e largo 3 con le pareti interamente ricoperte di concrezioni di gesso. Percorro circa 5 metri fermandomi su un pozzo, mi guardo un po in giro e capisco di essere su di un crollo non proprio stabilissimo!! Decido così di uscire e ritornare in seguito! Fuori trovo Ponzio e gli altri intenti a trovare un nome adeguato a questo nuovo buco!! Alla fine tra i vari nomi si è deciso di battezzarlo Zubbio Ponzio. “scopriremo solamente la sera al campo che era già stato esplorato”.


Narratore Ponzio:
Ancora più carichi dopo le ultime scoperte, ci spostiamo in un altro montarozzo  dove una fratturona invitante non faceva altro che richiamarci a sé. Una volta raggiunta notiamo alla base un’apertura  subito battezzata “L” a causa della sua forma; Pieuo e Ric fanno un saltino dentro mentre noi altri continuiamo a pascolare da brave caprette fuori.
Una volta usciti da L, Pieuo racconta che l’ambiente è una fotocopia del precedente Zubbio Ponzio e quindi anche questo merita un’altra visitina con più calma in un secondo momento. Riuniti tutti, lo sguardo comune alla Carletto parlava chiaro: “tu non hai fame?” Così affamati e accaldati, ma decisamente molto soddisfatti decidiamo di ritornare al campo!
Una volta raggiunto il campo,  in compagnia di una squadra  appena uscita dallo Zubbio del Cavallo, tra una birra, qualcosa da sgranocchiare ed un uovo assolutamente mal riuscito, attendiamo l’uscita degli altri.

Partecipanti: Ponzio, Simone, Paolo, Filippo, Lombrellone, Damiano, Valentina, Riccardo, Nina, Luisa, Maddalonza, Roberto, Marco, più gli amici dello SCI e del GS Belpasso e qualche gradito ospite...
Foto di Marco e Xò


Nessun commento:

Posta un commento

Caro Utente,
i commenti non firmati verranno eliminati.

"Le Taddarite"