lunedì 25 settembre 2017

5a Sicilia Bat night

Un’emozionante viaggio nel mondo dei pipistrelli è quello che hanno fatto i 31 iscritti alla 5a Sicilia Bat night, Corso di II livello sui Chirotteri (CNSS-SSI).


Egregiamente ospitati nella Masseria Scrivilleri a Priolo Gargallo, i partecipanti all’evento hanno potuto ascoltare degli interventi orali che li hanno introdotti al mondo ipogeo in cui i chirotteri vivono, alle caratteristiche biologiche di questi speciali mammiferi, ai loro problemi di salvaguardia, alla loro indiscussa e poco evidenziata utilità.


Smentendo tutte le sciocche legende che li riguardano, si è cercato di raccontare la vita dei chirotteri, da tanti punti di vista. 
Lezioni specifiche sull’anatomia di questi magnifici e unici mammiferi, e per finire un approfondito racconto di come i pipistrelli usino gli ultrasuoni per muoversi anche al buio e per cacciare, e un resoconto delle attività di monitoraggio del personale del CUTGANA, hanno completato la parte teorica di questa 5a Sicilia Bat Night.

Le attività pratiche si sono svolte all’imbrunire, nell’area della Grotta Palombara, riserva speleologica gestita dal CUTGANA. 
Qui, tramite l’utilizzo di un bat detector, si è potuto “ascoltare” i chirotteri nelle diverse fasi delle loro attività, interpretando dal vivo, tutto ciò che era stato spiegato in aula.

lunedì 18 settembre 2017

In giro per vecchie miniere

8/9/17 sera
Betel con la sua Betelmobile vengono a prendere me e Diana. Dopo 2 ore di viaggio con tanto di nebbia arriviamo all'hotel Giuliano (servizio ottimo, buona accoglienza, menù eccellente, complimenti allo staff).

9/9/17 
Betel prepara la colazione per tutti come d'accordo con lo staff dell'hotel. Ci svegliamo con un buon profumo di caffè, ci incontriamo con Marco e Paolo che ci portano a vedere una meraviglia della natura: un fiume bianco (precipitazione del sale per evaporazione dell'acqua satura), verso il fiume Platani.

Dopo ci si dirige verso le antiche miniere di zolfo e bitume di Casteltermini aperte nel 1800 circa e definitivamente chiuse intorno agli anni Sessanta. La giornata trascorre esplorando una parte del versante della montagna. Vengono individuati tre forni usati per separare lo zolfo dalla ganga e diversi buchi per la maggior parte chiusi, tra questi quelli più grandi si sono meritati un rilievo.

Ritorniamo all'hotel Giuliano per una buona cena con prodotti tipici del posto, doccia e buonanotte.

10/9/17 
DRIIIN DRIIIN SVEGLIAA!! 
Caffè, biscotti fatti in casa, tante buonissime marmellate (anche queste fatte in casa)…..siamo in ritardo. Marco ci starà sicuramente aspettando (e odiando).
Compriamo i panini, andiamo alle miniere e saliamo a vedere una galleria individuata il giorno prima.

Ci accorgiamo che l'acqua arriva fino al bacino e Dario con il suo scafandro impermeabile entra per primo. Sembra una galleria interessante quindi dobbiamo entrare altri due per fare delle foto ed il rilievo. Diana si offre volontaria ed entra, poi Marco chiede a me di fare le foto ma i miei pantaloni non si asciugheranno mai e c'è brutto tempo. Mi prendo di coraggio e mi faccio un bagno in mutande con i batteri che si trovano dentro. Ce ne sono tanti bianchi, arancioni e neri e Diana si diverte a giocare con loro. “Sono morbidi” dice.




Esploriamo altri buchi con tanti cristalli di gesso di diverse morfologie e zolfo. Trovo in un buco un minerale a forma di ciuffi bianchi che sembravano dei capelli (epsomite), la galleria continua ma il buco è troppo stretto, chiedo a Betel (la strettoista) di infilarsi, ci prova ma non si passa. Finiamo la giornata facendo io, Diana e Betel le foto di una galleria con tre piccole camere.
Cena con una bella pizza a Casteltermini e lunedì mattina si ritorna a Palermo con la Betelmobile.

Partecipanti: fratelli Giuliano, Marco, Betel, Diana, Claudio
Notizia di Claudio

giovedì 31 agosto 2017

5 Sicilia Bat Night - Corso di II livello sui chirotteri.



Sabato 23 settembre 2017
 
l’Associazione Naturalistica Speleologica Le Taddarite di Palermo organizza la “5a Sicilia Bat Night - Corso di II livello sui chirotteri”.
Se ti interessano i chirotteri, il loro modo di vivere e la loro importanza, ricordati di questo appuntamento! Consulta le pagine facebook de Le Taddarite, chiama al numero telefonico indicato nel manifesto oppure scrivi a letaddarite@gmail.com per essere tenuto aggiornato, informato e per iscriverti a questo evento.

Il programma prevede lezioni in aula e attività in campo.
Le lezioni si terranno a Melilli (SR), nell’agriturismo Masseria Scrivilleri e avranno un taglio divulgativo pur rispettando il rigore scientifico.
In particolare si parlerà di biologia, conservazione, tecniche bioacustiche acustiche e particolarità anatomiche dei chirotteri, ma anche di grotte e di vita nelle grotte in generale.

Le attività pratiche si svolgeranno presso la Riserva Naturale Integrale “Grotta della Palombara” gestita dal CUTGANA e saranno incentrate sull’ascolto dei chirotteri all’imbrunire, tramite strumenti in grado di captare le emissioni ultrasonore dei pipistrelli.
Anche se si parlerà di pipistrelli e di cavità sotterranee, non è prevista la visita in grotta.

Maggiori informazioni si potranno chiedere tramite la mail letaddarite@gmail.com
 
La “5a Sicilia Bat Night - Corso di II livello sui chirotteri” è riconosciuta come Corso di II Livello valido per l’aggiornamento dei istruttori delle scuole di speleologia della CNSS-SSI.
Verrà inoltre rilasciato un attestato di partecipazione utile per la richiesta di attribuzione di Crediti Formativi Universitari.
Ti aspettiamo.

venerdì 4 agosto 2017

Monte Conca di luglio

6:25 del mattino, suona la sveglia, mi alzo, mi vesto apro la porta e… Bianca era sveglia dalle 5 del mattino!! Ma che ha fatto per un ora e mezza??? Bhooooo 6:30 usciamo da casa per andare a Viale delle Scienze dove avevamo appuntamento.
Arriviamo tutti tranne Marco che inizia a inviare messaggi chiedendo dove eravamo tutti.. misteriosamente tutti avevamo sbagliato posto d´incontro XD
Divisi nelle varie macchine, andiamo a Villabate a prendere Tonino... che pensava di farcela ad arrivare puntuale... ma... arriva mezz´ora in ritardo con un bellissimo sacco nero della immondizia a modo di zaino sembrando Babbo natale però senza regali 
9:00 arrivo alla stazione di servizio dove ci vedevamo con Paolo. Dopo una colazione a base di cornetti, pezzi vari e caffè ci rimettiamo in macchina per arrivare a Milena. Lasciamo la strada e ci infiliamo in una strada di terra che poi diventerà un incubo per la macchina di Barbara.
Arrivo a Monte Conca verso le 10:30... 4000 ºC e dobbiamo vestirci col pile e la tuta... mezzo sofferenti scendiamo per l´ingresso della grotta.
Ci danno il benvenuto in grotta delle piccole pozzanghere infangate, le bellissime pareti di gesso che brillano al paso delle nostre luci, e una faglia che attraversa la grotta e taglia una frattura in un punto, spostandola.
Comincia la discesa. Primo pozzo: seduti su un gradino, discensore in mano, corda e si scende!! I primi due pozzi servono di “allenamento” per quello che ci aspetta dopo... però continuamo a goderci questa meraviglia della natura, i diversi colori del gesso ed i suoi cristalli, grandi e piccoli, strati più grossi e più sottili.
Siamo troppo sporchi di fango, dobbiamo farci il bidet!! Marco, seduto dal´altro lato ci guarda come se fosse andato al circo... ognuno cerca di usare la sua migliore tecnica per attraversare questo laghetto del quale non si sa la profondità (ed ovviamente Marco non ci dice niente... ). Per prima: Bianca, che cerca di aprire le sue gambe al massimo!!! La corda si abbassa ed è troppo difficile tirare la corda col discensore... Praticame c’è l’aveva fatta ma alla fine del bidet le pareti si allargano un po’ di più e per 2 cm di gambe.... peccato, una delle gambe affonda nel bidet.
Per seconda ci vado io, che avendo questi due cm in più di gambe ce la faccio a passare senza toccare l´acqua (menomale, perche con le scarpe da trekking avevo già i piedi bagnati e congelati).
Dietro di me, sento Filippo che non contento di farsi il bidet una volta, lo fa due volte!!
Morti delle risate andiamo avanti. Marco attacca il sacco con la corda nel imbrago di Bianca e la fa scendere il pozzo più grande, circa trentacinque metri. Con le nostre luci non si vede pratticamente nulla, però Marco si gira e si apre davanti i nostri occhi un pozzo impressionate, con forma di campana, di pareti brillianti che si allargavano di più ogni metro che si scendeva... era come stare alla Zubbia Camilleri con le dimensioni del Abisso del Vento. Scendendo questo pozzo vediamo delle vecchie corde dimenticate lì diventate ormai roccia calcarea... anche i moschettoni ed i nodi... le formazioni artifinaturali della grotta!!
Ultimo pozzo, qui scendo io per prima col sacco della corda attaccato. Una esperienza fantastica, non si sente nessun rumore, e devo scendere piano piano per fare uscire la corda dal sacco. Marco fa luce e vedo un altro salone gigante, con un lago in fondo. Mi ci blocco tanto a guardare tutto in torno che quasi mi dimentico che dovevo continuare a scendere... Arrivata per prima, faccio un giro aspettando la discesa degli altri. Dietro alcune rocce crollate c´è una formazione troppo particolare, detta in spagnolo “Chimeneas de hadas” (che non ricordo come mi ha detto Marco che si chiamano in italiano) pero a scala minuscola. (Colonne di sabbia con una piccola roccia sopra che si tengono in un equilibrio sorprendente!!)
Un piccolo buco nella parete... Domanda di Bianca: Marco, che c´è lì? Risposta di Marco: Vai e vedi tu. Ci avviciniamo io e Bianca a guardare... sembra una piccola frattura, quasi verticale che non porta da nessuna parte, piena di fango e scivolosa.. Scendiamo??? Si.... No... Si.... No.... Arrivano gli altri, guardano il buco... ha scenso scendere se giù non c´è niente??? Finalmente, la coraggiosa Betel non lo pensa manco mezza volta e si infila lì.
Ora del panino!!! Arrivati quasi tutti e col sacco cibo in mezzo... si mangia!!! Che fantastico momento, tutti ci rilassiamo un po’, mangiamo e quando abbiamo finito.... Arriva Tonino! Ma è ora di proseguire... e Tonino resta digiuno.
Un po’ di laminatoi per fare scendere il cibo... abbassarsi, alzarsi, abbassarsi, alzarsi... ogni tot di metri si vedevano in alto delle formazioni concentriche che salivano verso l´alto (formate nelle piene della grotta quando l´acqua non riesce a muoversi ed uscire) e giusto dopo si abbassava il tetto e caminavamo come formichine immerse nel fango. Ci fermiamo in un punto e Marco invia in esplorazione a Betel e Bianca. Salgono e s´infilano cercando un laghetto che doveva essere girando l´angolo... loro continuano... e noi restiamo zitti ascoltando che dicono...
Voci di Bianca e Betel: Marco, ma dobbiamo continuare? – silenzio – Marco, il laghetto dove dovrebbe essere? – silenzio – se ne sono andati? Aah cazzo, c´è tropo fango. Hahaha. continuamo? Andiamo da qui.
Dopo un po´ Marco grida: Bianca, Betel, tornate!! – silenzio – Bianca? Betel? – silenzio – alla fine ci hanno abbandonato loro a noi...
E di desert dopo pranzo oggi abbiamo... succo di zolfo alla schiuma di batteri, condito con un po’ di rametti e qualche animaletto per farlo più saporito!!
Con Tonino alla testa e tutti dietro in fila indiana si continua il laminatoio che pian piano si fa più basso, più infangato, più pieno di zolfo e più pieno di batteri... strisciando sopra questa acqua nera che puzzava come la morte arriviamo in un punto che si faceva ancora più basso, punto nel quale Tonino non se la sente più di continuare perché bisogna quasi mettere la faccia dentro l´acqua, e torniamo indietro. Arrivati nel salone dove c´era il lago, cominciamo la risalita.
In tutto ciò, Bianca e Betel, “soccorse” da Marco, assaggiano pure questo desert post – pranzo, però non contente con assaggiarlo, arrivano fino in fondo, trovando per strada un rospo gigante ed un serpente nero, sfondando in una pozzanghera nascosta coperta per la schiuma delle batteri e mettendo praticamente la faccia in quell´acqua.
Sale Paolo ed aspetta Fulvio sopra. Sale Fulvio,  aiutato da Emanuele che tiene la corda e aspetta me sopra. Salgo io ed a mettà strada guardo giù e vedo Betel e Bianca che si fanno il bagno nel laghetto per togliersi tutto ciò che c´era nei laminatoi, ridendo e maledicendo si lavano come possono.
Saliamo tutti con più o meno difficoltà, attraversiamo il bidet di nuovo, alcuni usando la tecnica delle gambe aperte, altri optiamo per fare un salto alla Tarzan ed alcuni... calcolando male la lunghezza della corda, si buttano di faccia sull´acqua!!
Quando tutto sembra finito, perchè manca la parte più semplice arriva l´ultimo frazionamento! Sudore freddo per riuscire a sedersi in quel gradino che al inizio sembrava niente, e non solo, dopo sederti dovevi riuscire senza scivolare a togliere il croll!!! Ogni uno con i suoi tempi, chi ha perso 5 minuti, chi 10 e chi un´ora, riusciamo ad uscire tutti e non lasciare nessuno in grotta a chi dover portare cibo per una settimana!!
Verso le 22 escono gli ultimi dalla grotta, e la giornata si conclude mangiando un po di chorizo spagnolo, frutta, e frutti secchi =)


Notizia di Diana
Partecipanti: Betel, Barbara, Bianca, Diana, Isabella, Laura, Paolo, Tonino, Filippo, Emanuele, Mirko, Fulvio e Marco






lunedì 10 luglio 2017

Capo Zafferano, sospesi fra cielo e mare



Dopo un risveglio col dubbio (perchè mi devo svegliare alle 7:40?), realizzo, ancora narcolettizzante nel letto, che dovevo andare alla traversata di Capo Zafferano, vicino un comune molto rinomato (Bagheria). 
Munito di costume, tovaglia, “tappine”, sole a mai finire, vestito di tutto punto per affrontare questa nuova avventura, parto per raggiungere il luogo di incontro col resto del gruppo.
Ci eravamo dati appuntamento per le 8:30 sotto casa di Xò a Bagheria. Una proprietà della matematica, quella commutativa, recita:” Cambiando l'ordine degli addendi, il risultato non cambia”. 
Infatti, così accadde! Come la scorsa uscita, il povero Mariano aspettò, ricevendo messaggi ambigui da Betel, solo in compagnia della buona musica, l'arrivo del resto della ciurma; fino a quando non vide spuntare Chiara. 
Si erano fatte quasi le 9 e ancora eravamo solo io, Chiara, Alberto, Xò e Laura; aspettammo Marco e decidemmo di andare ad Aspra dove ci saremmo congiunti con Tonino per fare colazione. 
Il resto dei latitanti (Roberto, Filippo, Betel, Paolo e Federica) ci avrebbero raggiunto direttamente ad Aspra. 
Dopo esserci rifocillati con caffè, cornetto, pizzette, calzoni, sfogliatine alla mela e chi più ne ha più ne metta, l'intera flotta parte alla conquista di Capo Zafferano. Giunti sul posto, comincia il rituale della vestizione dell'imbrago, condito da creme solari e persone fin troppo gentile nel dire “Buongiorno” (quasi quasi stava diventando un tormentone della musica spagnola).








Da lì, tutti quanti appassionatamente ci incamminiamo verso il primo step di inizio traversata.

Davanti ai nostri occhi prorompe un arco naturale di una bellezza disarmante che si incastona e divide il panorama tipico della costa siciliana settentrionale: il bianco acceso delle rocce calcaree e il blu profondo del mare cristallino, un gioco di colori creato dai raggi del sole. 
Con quest'immagine idilliaca nella mente, scendiamo giù dall'arco (per un tratto nel vuoto) in una sorta di baia, con annessa una piccola grotta. 
Quando tutti sono discesi, comincia il secondo step di questa traversata, dove ognuno di noi fa uscire fuori di sè il miglior orso, stambecco e miglior scalatore per poter affrontare questa nuova sfida. 
Dopo aver affrontato la prima parte di questa traversata, in compagnia di gabbiani, quasi (in)disturbati della nostra presenza, ci fermiamo e pranziamo. Ogni passo da stambecco che si faceva, Mariano imparava nuovi modi di vedere questo costone roccioso, visto solamente dal basso e mai con gli occhi da speleologo e ne rimaneva entusiasta. 
Dopo questo banchetto conviviale, quasi bucolico, si riprende il cammino verso la meta più ambita in giornata: buttarsi a mare! Finito il terzo step di questa traversata, con relativa foto al faro, arriva il tanto agognato momento: ci svestiamo dell'imbrago e, senza batter ciglio, ci buttiamo nel mare! Non c'è cosa migliore che un bel bagno ristoratore nel mare, dopo aver sudato ottanta camicie di sudore sotto il “pico” del sole. 
Una volta che il nostro corpo è stato ritemprato della faticosa, ma meravigliosa traversata, concludiamo in bellezza questa giornata con una granita “corretta” e qualche birrozza a Sant'Elia, un piccolo e ridente borgo marinaro bagherese. Un posto come Capo Zafferano, molto comune a chi abita nelle zone limitrofe, e che lo ha sempre visto solo come un “pezzi i muntagna”, vederlo, adesso, con altri occhi è stata una meravigliosa scoperta!

Notizia di Mariano
Partecipanti: Chiara, Betel, Federica, Laura, Roberto, Filippo, Tonino, Alberto, Marco, Paolo, Pietro e Uilson
foto di Marco