Partecipanti: CCC, Ceres, Ponzio, Mr. & Mrs. V, Jo
Special Guest: A bon’arma di Luciano Pavarotti
La nostra associazione ha sede a Palermo e, affiliata alla Società Speleologica Italiana, svolge attività speleologica da diversi anni. Queste attività sono principalmente l'organizzazione di corsi di speleologia di vario livello, la ricerca, l'esplorazione, lo studio e la documentazione di cavità artificiali e di cavità naturali nei carbonati e nelle evaporiti, prevalentemente nella Sicilia centro-occidentale e centro-meridionale.

In realtà, nel momento in cui effettivamente ho dovuto fare il passaggio, mi sono trovata a studiare la situazione per una ventina di secondi, in modo da pianificare i movimenti da fare (almeno, così credevo): solo quando mi sono trovata lì ho compreso che il penzolamento non sarebbe stato affatto dolce! Comunque, al termine della meditazione sono riuscita a immaginare quello che avrei dovuto fare e ho montato croll e maniglia sulla corda, tenendomi con una mano a quella vecchia; mi sono lasciata scivolare, dolcemente, mentre cominciavo a salire, ma ad un certo punto ho dovuto mollare la corda vecchia. Dolcemente, ho allentato la presa, ho cercato appigli coi piedi sulla parete scivolosa (dai, ce l’ho fatta, penso!), ho lasciato finalmente la corda e... mi sono fiondata a gran velocità sulla sinistra in direzione della parete! Due, tre secondi in cui non ho potuto far altro che vedere la parete avvicinarsi e girarmi in modo da arrivare con i piedi per ammortizzare. Questo me lo chiamano leggero penzolamento?!
E allora dentro... ingresso, salone... neanche un pipistrello.. della colonia che ci ha fatto compagnia per diverse uscite, neanche un traccia... o meglio, solo qualche pigro esemplare che ci viene a salutare, e qualcun altro che giustamente continua a dormire e non si cura delle bestiacce che sono entrare a casa sua.
Qualcuno invece si trasforma in Povenztalpa da polvere e esibisce le sue doti nella fessura/strettoia, rischiando di seppellirsi da solo!
La Topa, ragazza da strettoia, si infila dove prima Simone ha provato e così rileviamo un’altra ventina di metri di cunicolo ben carsificato secondo le caratteristiche di questa grotta, con croste sulle pareti e con dimensioni da brivido. Alcuni tratti di cunicolo risultano alti appena 30 cm...
Nina prova a forzare la strettoia, si lascia convincere che anche senza casco può provare e può vivere, ma niente da fare... anche lei deve desistere e tornare indietro, all’indietro, sentendo la grotta con gli stivali per raggiungermi.
L’avventura comincia per me nel dopo pranzo di giorno 27 Ottobre. Con lo zaino in spalla lascio il mio luogo di lavoro a Praga per recarmi al mio primo raduno speleo!! Yeeeeeeeeee vacanza finalmente!!!
Natasha ha prenotato per quella mattina la sua prima escurione, mentre io e Simone ci decidiamo a cercare il campeggio e a montare le tende, la lasciamo li ad attendere che arrivi qualcun altro. Nel frattempo noi abbiamo trovato il campeggio, Simone si diverte a montare il suo residence di tende con porticati, tendoni, e chi più ne ha più ne metta, e anche se io cerco di dargli una mano, dopo un pò capisco che i "grandi geni costruttori" vanno lasciati da soli. Natasha intanto ci comunica che si è trovata un autista personale per la sua escursione (era l'unica partecipante in tutto il raduno).

Nel pomeriggio si fa un pò di spesa, si rifornisce il campo di acqua e cibarie, comprate alla famila, dove indovinate un pò...hanno un cesso (di cui usufruiamo allegramente), si mangiucchia qualcosa e si fa un bel caffè. Io e Simone cominciamo anche a fare amicizia con i nostri vicini di tenda anche se poi molti li conosciamo già: si viene infatti a creare l'angolo della terronia, Ragusani, Belpassoti e Palermitani si sono tutti radunati li, montando le rispettive tende vicino alle nostre (l'angoletto Terronia crescerà poi nei giorni succesivi e qualcuno isserà anche la bandiera della Trinacria .....e vaiii!).
In tarda serata, Ponzio-San e Sam la vichinga raggiungono il raduno, in compagnia di Piero e altri ex speleopetrini. Lo speleo bar è ancora un pò in costruzione e in via di sistemazione, quindi decidiamo di cucinare qualche cosa al campeggio (che intanto comincia a popolarsi...ma ancora non di cessi), recuperata Natasha, ci ingozziamo di vellutata alle carote (credo) e risotti precotti, insomma alta cucina, dopo di che tutti allo speleo bar. I vari gruppi si stanno organizzando nel montare stand e sistemare e c'è già chi comincia a cucinare, ci aggiriamo un pò fra gli ambienti, dove c'è musica, vecchie e nuove facce, odori vari di cibarie e cosi senza fama nè gloria passa la prima serata.
La nottata in tenda però si rivela un incubo, fa freddo, ma soprattutto freddo umido che patirò per tutto il resto della nottata senza riuscire a scaldare.
Fatto sta che mentre noi ci aggiriamo frustrati da un posto all'altro, arrivano la Stokka e MrV., atterrati appunto poco prima a Verona. Separatici solo per un breve lasso di tempo ci ritroviamo tutti per pranzo allo speleo bar, ci sono parecchie scelte adesso, paste con diversi condimenti, e tante altre leccornie, io mi do da fare con una genovesissima pasta al pesto e per tenere vive le radici, con un bel cannolo dai Belpassoti (inutile dire che noi a Palermo li facciamo più buoni).
Il pomeriggio trascorre fra un proiezione e l'altra, dalla scuola materna a quella elementare, a guardare i libri, ad iscriversi al SSI e a votare.
La sera poi si va allo spelo bar a mangiare e qui cominciano le missioni, il presidente ci manda a turno a procaciare cibo e cosi faremo per tutto il raduno, provando un pò di tutto, dalla pasta fresca dei Ragusani, alle arancine, agli arrosticini, carne e polenta, pizzoccheri e chi più ne ha più ne metta. Ogni sera poi lo spelo bar si va popolando sempre di più, e ci sono vari gruppi che suonano. La nottata poi trascorre più serena e più calda, Cristina con il suo sacco a pelo meno Everest, blocca il freddo e finalmente risco a dormire. e poi udite udite, hanno messo i cessiiii!!!
Il giorno successivo riproviamo ad andare in escursione, stavolta con i pullman che da manifesto doveva partire alle 9 e invece è andato via prima, semivuoto e soprattutto senza di noi. Fra un pò di rabbia e lamentele, finalmente il famoso responsabile ci porta in macchina lui stesso sino al primo stop del pullman, e mentre ci porta li mi spiega tutti i problemi che ci sono stati nell'organizzare questo raduno. L'escursione è guidata dal Prof. Ugo Sauro che ci porta a vedere bellissimi posto tra cui il Ponte di Veja, che è anche il più meritevole della giornata.
Alle 4, dopo il sito archeologico del Riparo Tagliente, torniamo a Negrar, e qui devo ammettere che anche i migliori di noi cedono, qualcuno si fa la doccia, e non un qualcuno a caso! siamo in tre a cedere, qualcuno in un comodo b&b altri nello spogliatoio dell'arbitro. Dopo questa bella ripulita torniamo alla scuola dove assistiamo alla presentazione del bellissimo libro sulla spedizione alla Spluga della Preta, i cuori più teneri si commuovono, mentre noi uomini duri resistiamo. Alla fine della cerimonia "spontaneamente" mi offro di andare a comprare il libro per il nostro gruppo e a farmelo firmare dai partecipanti storici della spedizione. Purtroppo la mia innocenza viene mal ripagata e qualche merda se ne approfitta immortalandomi con "il mio vero padre" (non ci credete non è vero).