sabato 30 maggio 2020

“LO ZEN E L’ARTE DEL TIRO COL… LASER”


Giovedì 28 maggio, si è concluso il ciclo di quattro incontri organizzato dalla Federazione Speleologica Toscana che, per la gioia di numerosi speleologi da tutta Italia, ha prontamente realizzato l’idea di Davide Viola; la quale, a fronte dell’emergenza causata dal Covid-19, non poteva che sfruttare una piattaforma online per sfortuna/fortuna.
La proposta, infatti, è stata accolta da almeno 150-200 speleologi (di cui anche 3 della nostra associazione) che, da N a S e da E ad O, hanno partecipato simultaneamente ad un corso, tutt’altro che ordinario, di rilievo in ambiente ipogeo.
Nonostante la quantità notevole di partecipanti, è stato come riunirsi al bar con 2 o 3 amici, come accade in seguito ad una passeggiata in montagna (magari)! Gli incontri sono stati moderati da Marco Innocenzi, Presidente della FST, praticamente l’amico che organizza le bicchierate. Ce l’abbiamo tutti uno così, l’amico del “Ehi ragazzi, facciamo alle 21:15?”. L’atmosfera era conviviale e i temi trattati di estremo interesse.
Tra i numerosi partecipanti, Federico Cendron, papà di cSurvey e Marco Corvi, ideatore di TopoDroid al quale dobbiamo la nostra gratitudine, ha offerto un contribuito fondamentale.
Durante gli incontri distribuiti in due settimane, il grande auditorio ha prestato attenzione alle preziose parole di Leonardo Piccini che ha condiviso la sua esperienza più che decennale in ambiente ipogeo. Nello specifico abbiamo affrontato il tema del rilievo dalle tecniche più primitive a quelle più moderne, l’importanza di condurre delle esplorazioni intelligenti e la necessità di realizzare e fornire una documentazione, tanto scientifica quanto alla portata di chi ignora questo straordinario mondo sotterraneo in cui abbiamo il privilegio di muoverci!
Abbiamo imparato che il vangelo dello speleologo rilevatore impone tiri essenziali e, soprattutto, corti. Del resto, è ben noto che la gara tra chi ce l’ha più lungo non è mai stata produttiva. Inoltre, dal momento che la rappresentazione in scala non può prescindere dalle misurazioni, farle bene è alla base di qualsiasi buon risultato.
La folla di speleologi si è animata su un tema caldo quale il rilievo dei pozzi o dei camini, tanto belli quanto rognosi, soprattutto se la natura si è divertita con le sue stranezze per sovvertire qualsiasi regola geometrica!
Il trucco è avere conoscenza, esperienza, strumentazione idonea (non per forza costosa), una squadra affiatata e, non per ultimo, la mano più ferma del sottosuolo! Come nello storico Far West, lo speleologo deve afferrare lo strumento e “sparare” il colpo giusto in meno tempo possibile. A tal proposito, è necessario prestar sempre attenzione al tempo, per quanto affiata possa essere la squadra, qualcuno potrebbe pensare di abbandonar finalmente lo speleologo dal rilievo perfezionista.
Abbiamo imparato che, come in ogni faccenda della vita, è fondamentale l’equilibrio, al quale ogni speleologo, da quello dal tiro lungo al disegnatore ossessivo del dettaglio, dovrà ambire per ottenere il miglior risultato possibile; senza mai dimenticare che il rilievo è un’azione di interpretazione e, pertanto, soggettiva (che non vuol dire negativa).
L’ultima sera, Danilo Magnani ha trattato il tema della restituzione del modello 3D e delle infinite opportunità che può offrire, sfruttando come esempio di straordinario interesse niente di meno che le meravigliose grotte delle Alpi Apuane. Grazie all’utilizzo dei dati del Catasto, del GIS, di Google Earth, della cartografia di varia natura, di rilievi in costante aggiornamento e, infine, grazie alla realizzazione di tale modello è stato possibile far “esplorare” le Alpi Apuane da casa e, quindi, far riflettere sul futuro dell’attività speleologica.
È curioso come un gruppo di spostati che, in genere, si immaginano stanchi, sudati, sporchi e voracemente affamati, possano affrontare argomenti di estrema raffinatezza tecnica e scientifica. Per saperne di più vi consigliamo di rivedere le registrazioni “Lo zen e l’arte del tiro col… laser” nella pagina Facebook delle FST.
Al termine di queste chiacchierate informali, circa i temi più inusuali che ruotano intorno al rilievo ipogeo, i nostri cuori non sperano altro che vivere numerose altre avventure, insieme e in sicurezza, nell’affascinante mondo ipogeo che a gran voce ci chiama e che non vediamo l’ora di condividere.

Claudia De Giorgi

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