martedì 12 marzo 2019

Corso di Rilievo topografico ipogeo - modulo 1

Ti sei mai chiesto cosa vanno a fare i tuoi amici speleo perdendo giornate intere per rilevare una grotta?

Sei un disegantore così abile che per tracciare le linee del tris, entri nel tuo periodo cubista?
Per te l'azimut è un tipo di pane?
L'unica scala che conosci è quella di Milano e non ci sei mai neanche entrato?

Se hai risposto si alla maggior parte delle domande, hai bisogno di un corso di rilievo ipogeo!!!

Il corso di rilievo topografico ipogeo sarà organizzato dalla Scuola di Speleologia di Palermo (CNSS-SSI), dell’ANS Le Taddarite e dal Coordinatore Regionale del Comitato Esecutivo Regionale della Sicilia.


Sarà suddiviso in tre moduli indipendenti che avranno differenti relatori e tematiche e si terranno in tre distinti fine settimana del 2019.
Le finalità del corso sono quelle di insegnare a tutti i partecipanti, le tecniche di rilievo topografico ipogeo: dalla raccolta dei dati in grotta, al disegno della cavità, al suo disegno finale con varie tecniche. 
Questo verrà fatto con lezioni teoriche in aula e con intense fasi in campo per realizzare il rilievo di una grotta sia manualmente con i classici strumenti quali bussola-clinometro-distanziometro, che attraverso l’uso di dispositivi elettronici, applicazioni per tablet e smartphone, ma anche con l’uso di specifici software per PC.




Il 30 e 31 marzo 2019, si terrà il primo modulo di questo corso che verrà svolto a Santa Ninfa, in collaborazione con il Comune omonimo e con Legambiente che gestisce la riserva naturale integrale "Grotta di Santa Ninfa".
Il primo modulo riguarderà le basi del rilievo topografico ipogeo, la sua effettuazione con strumenti classici e con disegno a mano.
Se sei interessato e vuoi maggiori dettagli, contatta Le Taddarite tramite la mail riportata nel manifesto o, se puoi, vienici  a trovare i giovedì sera, presso la nostra sede. 
Le iscrizioni sono già aperte!




lunedì 11 marzo 2019

Abisso dei Cocci


Abisso dei Cocci – sabato 9 marzo 2019

Sabato scorso finalmente siamo stati all’Abisso dei Cocci. 
Volevo andarci da… da quando so che esiste, probabilmente. 
Eravamo dieci: Giuliano, Claudia, Federica, Gaia, io (Betel), Piero, Laura, Filippo, Simona e Gianfranco, in ordine di macchina.

Quando siamo arrivati nell'area demaniale di Monte Inici faceva caldo, e poi sempre più caldo man mano che salivamo verso l'ingresso basso della grotta, sotto il sole e assaltati dalle prime zecche della stagione, in particolare Piero con la sua tuta gialla. 
A me bruciavano gli occhi per l’allergia, a Federica prudeva la gola, Simona si era messa troppe maglie termiche… insomma entrare al fresco è stato un sollievo per tutti.
 


E poi una volta dentro…sbam, la grotta più bella di tutte, finora. 
Colonne e colonnine come dentro una cattedrale, falli, colate brillanti asciuttissime nonostante sembrassero acqua corrente, edicole votive in cui potevamo sistemarci a turno per riposare, candelabri, rachidi, vele, laghetti (evviva!), volte, tantissime volte, broccoli (lessi, arriminati, in pastella). 
Il pranzo (eccezionalmente anche per Gaia) ha interrotto la contemplazione estatica delle concrezioni, restituendo ai partecipanti la concentrazione necessaria per degli esercizi: valutazione dell’armo più opportuno per questa grotta e ripasso di alcune tecniche, per tutti, ma in particolare per gli aspiranti AI. 
Il tempo a nostra disposizione purtroppo era poco e stava finendo, quindi siamo dovuti correre fuori, sperando di tornare presto. 
Notizia di Betel.
Foto di Giuliano e Claudia