lunedì 11 marzo 2019

Pozzo Sbanduto



3 Marzo 2019, è la domenica di Carnevale e c’è chi va alle feste in maschera, chi va a guardarsi la sfilata dei carri e chi come noi si va ad infilare in “pittusi”…    
Appuntamento ore 08:30, dove incontro Filippo presso la stazione Notarbartolo e poi ci si vede prima con Antonio e Gaia, che generosamente ci danno uno passaggio, e poi con Marili e Federica nei pressi di Piazzale Giotto, dove ancora mezzi addormentati dai festini del sabato sera ci concediamo una bella tazza di caffè.
Tutto pronto si parte! Direzione Pozzo Sbanduto! Ah No! Prima bisogna ritrovarci a Portella della Ginestra dove ci aspetta il nostro amico Tony. 
Arrivati nella zona indicata nei pressi di Santa Cristina di Gela, inizia la caccia al tesoro, anzi no alla grotta! 
Dopo quasi due ore di ricerche vane finalmente viene ritrovato il tanto atteso ingresso. Armata la prima parte e sistemati gli imbraghi, alle ore 13:30 circa, si inizia a scendere all’interno della grotta.
Va prima Antonio che si occupa di armare il pozzo, dietro di lui Filippo e poi io e tutto il resto della compagnia. 
La grotta si presenta come un enorme pozzo di 80 m che si contorce su se stesso per un totale di sei frazionamenti. La discesa è molto bella, tranne per qualche problema ad un frazionamento per me e Filippo, ma il tutto si risolve in breve. Questo non per la mia tuta però che decide di strapparsi proprio in prossimità del mio sedere e mi fa fare una discesa e poi salita “aerodinamica”. 
Arriviamo finalmente alla base del pozzo dove si presenta un bellissimo ambiente ipogeo con stalattiti e stalagmiti ovunque e due camere, una più grande dove siamo atterrati dal pozzo e una più piccola laterale che presenta due bellissime vele ma soprattutto tanto fango! Ci divertiamo a farci foto, a mangiare quel che rimane dei pezzi che non ha divorato Tony, ad osservare i resti di animali caduti nel pozzo e dopo mezz’ora si risale. 
Davanti subito Filippo, a seguire Tony, Marili, io, Antonio, Federica e Gaia. La salita non è per nulla agile, ma ci fa sudare parecchio specie a me, che per un annebbiamento alle lenti degli occhiali  resto venti minuti senza riuscirmi a sganciare da un frazionamento… Meno male che c’è il buon Antonio che a ritmo di musiche napoletane, cantate a sguarciagola per il pozzo, mi da una mano a superare il frazionamento. Usciti dalla grotta alle 19 ci tocca una scivolosa discesa fino alla macchina, dove una cadutina per il fango a testa non c’è la toglie nessuno. Arrivati alla macchina dopo esserci cambiati si parte direzione Piana degli Albanesi, non potevamo non finire la giornata senza assaggiare i famosi cannoli di Piana!!!

notizia di: Cosimo 
partecipanti: Marili, Gaia, Federica, Antonio, Filippo, Tony

martedì 5 marzo 2019

Corso sulla didattica

Si svolgerà mercoledi 20 marzo 2019 presso la sede dell'ANS Le Taddarite (via Terrasanta 46 - Palermo), il corso di II livello sulla Didattica.

Il corso è organizzato dalla Scuola di Speleologia di Palermo (CNN-SSI) e prevede lezioni frontali fortemente interattive per fornire gli strumenti per progettare e tenere delle lezioni ben strutturate e complete, specialmente durante corsi e incontri didattici.

Per ulteriori informazioni:
letaddarite@gmail.com

lunedì 25 febbraio 2019

Grotte a Sutera


Il 2019 del Le Taddarite è iniziato con tutti buoni propositi del caso: telefoni che squillano, congressi da organizzare, grotte da esplorare, corsi da preparare, nuove elezioni etc etc. 
Ma gran da fare, spesso può distogliere dagli obbiettivi da raggiungere nella nostra attività. Approfittando del convegno “Il Castello di Sutera sul Monte San Paolino: studi per la sua riscoperta”, e della presentazione della teca dove verrà esposto il reperto archeologico recante la “triplice cinta” che abbiamo trovato, ci diamo appuntamento per sabato 9 febbraio 2019 sempre al solito bar della piazza di Sutera. 
Attività principale della giornata doveva essere portare a termine quello che avevamo lasciato incompleto due settimane prima.
Da Palermo arrivano Mirko, Filippo, Federica, mentre io e Gaia ci trovavamo già a Sutera. La giornata sembra promettere bene, cambio vestiti rapidissimo, neanche la Ferrari nei tempi Schumacher ci riusciva!!
Due paroline su come ci si comporta in grotta su cosa può succedere e su quello che dobbiamo fare e si entra… primo pozzo, strettoia, secondo pozzo…fkfjlhfkljfjklfkljgf  filippo muoviti non tremare non sta succedendo niente (era filippo che doveva armare)
Facciamo un giro nella parte già conosciuta dove incontriamo un ospite, sbalorditi ed entusiasti che facciamo due chiacchiere:
Taddarite: da quando tempo ti trovi qui?
Lui: shhhh shhh
Taddarite: rispondimi..
Lui: voglio riposare lasciatemi in pace
Taddarite: ok!!!! scusa il disturbo, noi andiamo via!!!..... la prossima volta ti avvisiamo cosi da non creare disturbo...

Ci siamo sentiti in difficolta con l’ospite sacro, anche perché non volevamo andare in quella parte di grotta. Bene come dei piccoli cuccioli bastonati giriamo le spallucce e andiamo via... torniamo a noi, corri a destra, salti a sinistra ed eccoci proprio nel famoso punto non visto la volta scorsa. 
Si arma, 41 metri di croda sperando che questa volta possa bastare... fix, fix, coniglio e scendi che è un piacere. Ti guardi attorno, ti giri, ti abbassi, strisci un pochino e gridi: finisceeeeeee quiiiiiii!!!!  
Peccato, pensavamo di trovare la grotta infinita e invece….
Morale della giornata di noi taddarite: le cose belle vanno viste ma soprattutto devono essere portate a termine!!!

Convegno sulla Triplice Cinta a Sutera

Come da programma, si è tenuto a Sutera nella serata di venerdi 8 febbraio 2019, il convegno su "il Castello di Sutera sul Monte San Paolino: studi per la sua riscoperta".
L'evento, organizzato dal Comune di Sutera nella sede del Museo Etnoantropologico, è stato eccezionalmente partecipato.
Nella sala del Museo, infatti, oltre un centinaio di persone, hanno ascoltato le relazioni programmate, con vivo interesse.
Si è parlato delle fortificazioni medioevali, delle loro funzioni, della loro ubicazione, delle armi che in quel tempo venivano usate, ma anche più specificatamente del castello sul Monte San Paolino, delle evidenze storiche, di archivio e delle tracce sul campo, che testimoniano la sua esistenza.
Si è parlato del gioco del tris, della triplice cinta e di tanti ritrovamenti effettuati in Sicilia, ma anche in giro per l'Italia, come testimoniato dal video registrato dalla Dott.ssa Marisa Uberti, tra le massime esperte di questi ritrovamenti.
 
Le Taddarite hanno raccontato come, nell'ambito della manifestazone Puliamo il Buio, sia stato effettuato il ritrovamento del blocco inciso, di come questo sia frutto di un costruttivo e fruttuoso rapporto di collaborazione tra amministrazioni pubbliche aperte e sensibili e associazioni.

La serata si è poi conclusa con la presentazione della teca dove il blocco con la triplice cinta, verrà esposto al pubblico.


mercoledì 6 febbraio 2019

Ricerca e documentazione di ipogei a Sutera

Altro weekend di attività a Sutera, ancora ipogei in cui lavorare.
Gli obiettivi sono diversi e visto il numero di partecipanti, ci dividiamo in due gruppi.
Uno va per discenderie e l'altro per cavità naturali, visto che nel territorio di Sutera non mancano nè le prime nè le seconde.
Quasi tutte le cavità della zona sono già state esplorate nel tempo ma, purtroppo, non resta traccia di queste attività se non sparuti e vecchi chiodi.
Altro discorso nelle discenderie, dove l'attività umana, che ha scavato queti ipogei, si vede. Eccome!



Il gruppo della discenderia, si concentra su un cunicolo individuato molti anni addietro e ritrovato durante le attività de Le Taddarite.
Dopo una breve, intensa e spinosa lotta con dei rovi, Paolo libera l'ingresso e via, tutti  dentro... pian piano però perchè massi e terra che vengono smossi dall'ingresso, arrivano direttamente al fondo, sfiorando o colpendo tutti  noi dislocati in sotterraneo.
Un gruppeto va avanti per vedere in che stato è il cunicolo, un altro parte con il rilievo topografico.
La discenderia conserva lungo quasi tutto il suo sviluppo, gli originali gradini scavati nella roccia. Ha anche una notevole inclinazione, tanto da richiedere l'uso di una corda, nell'ultimo tratto.


Il  gruppo della grotta, invece, ritrova velocemente l'ingresso della cavità e inizia un gran lavoro di armo e riarmo di un ipogeo verticale che si sviluppa lungo discontinuità che isolano enormi blocchi di roccia gessosa, permettendo la discesa da vari punti.
Gli ambienti sono stretti e allungati in senso verticale e spesso quello che sembra un pavimento, non è altro che un grosso blocco roccioso incastrato.
Qui si dovrà tornare per fare il rilievo e qualche altra fotografia.


Nel frattempo, le attività congiunte tra Comune di Sutera e Le Taddarite, si convogliano in un incontro, promosso e organizzato da Comune, sul Castello di Monte San Paolino!
Il tutto parte dal ritrovamento archeologico che abbiamo fatto durante le attività di Puliamo il Buio,  vedi anche...
http://letaddarite.blogspot.com/2018/10/puliamo-il-buio-sutera-il-resoconto.html
http://letaddarite.blogspot.com/2018/12/puliamo-ancora-il-buio-sutera.html

Vista l'attenzione e la sensibilità sia del Comune di Sutera che della Soprintendenza di Caltanissetta che ha autorizzato le nostre attività con grande e proficuo spirito di collaborazione, si è arrivati all'esposizione dei risultati di queste indagini preliminari, in un convegno che si terrà presso il Museo Etnoantropologico a Piazza Carmine a Sutera, l'8 febbraio.


http://www.scintilena.com/la-speleologia-incontra-larcheologia-convegno-il-castello-di-sutera-sul-monte-san-paolino-studi-per-la-sua-riscoperta/02/05/

martedì 1 gennaio 2019

Passeggiata di fine anno


Buon pomeriggio cari amici,
tra qualche ora ci ritroveremo a pensare all’anno che sta per concludersi nell’attesa di brindare a quello che verrà. Sebbene viviamo un infelice periodo storico, ci auguriamo che anche voi, più o meno spesso, abbiate scelto di condividere il tempo con i vostri amici in Natura.


Ormai per tradizione, Le Taddarite sono solite organizzare una passeggiata per trascorrere dell’altro tempo insieme, per dimostrare la loro gratitudine alla Natura che, come una migliore amica, allevia i nostri affanni e, perché no, per smaltire pandoro, panettone e qualsiasi altra cosa divorata voracemente durante le vacanze di Natale.
Considerato l’invito esteso ad amici e amiche, a fratelli e sorelle e, soprattutto, a bambini, il gruppo si è riunito in un orario più comodo del solito e, da Sant’Onofrio, ha intrapreso uno dei sentieri della Riserva Naturale Orientata Pizzo Cane, Pizzo Trigna e Grotta Mazzamuto in provincia di Palermo.
In compagnia di geologi, naturalisti e archeologi, abbiamo percorso il sentiero chiacchierando, scattando qualche foto e ammirando la natura più incontaminata della Sicilia occidentale. 
Appena giunti ad un pagliaio, prospicente le rovine di una degli edifici degli Artale, abbiamo consumato il nostro cibo tra serene risate e il calore del sole. 
Sebbene il percorso scelto all’andata abbia lasciato tutti più che entusiasti, il percorso del ritorno ha offerto scorci paesaggistici mozzafiato, tra la fitta vegetazione locale, il verso degli uccelli e il lento scorrere del ruscello.
Ognuno di noi, scavando nel profondo, ha cercato il motivo che lo ha spinto ad abbracciare la speleologia e, tra questi, l’amore viscerale per la Natura, che oggi assomiglia ad un moto rivoluzionario, è il fil rouge che ci lega. 
Probabilmente è un’attività che espone a più rischi di quanto non lo facciano altre ma… Di certo, non è pericolosa tanto quanto rischiare di non vivere trascorrendo il proprio tempo in cattività!
Porgiamo i nostri più sinceri auguri a chi, come noi, ha deciso di rispondere ai problemi economici, familiari, di salute o di qualsiasi
altro genere, praticando la Natura; perché, invero, non esiste miglior compagnia con la quale valga la pena vivere!
Ringraziamo la Riserva, Monte San Paolino a Sutera, Monte Roveto a Casteltermini e tanti altri straordinari luoghi che hanno ospitato e che ospiteranno le nostre attività scientifiche e ricreative. Ringraziamo le Taddarite storiche, quelle che si sono aggiunte nel corso degli anni e tutte quelle che hanno promesso di dedicare tempo e passione alla nostra Associazione. 
Ringraziamo tutti gli speleologi della Sicilia, del resto d’Italia e del mondo per l’incessante attività di formazione, ricerca e informazione che ci accomuna. 
Ringraziamo il Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico e, in particolare, il Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano sul quale riponiamo la nostra fiducia.

Amate la Natura, praticatela con esperienza.
Buon 2019 a tutti!
Claudia

mercoledì 12 dicembre 2018

Palestrina ina ina pt.2

 In attesa che il caro Giuliano ci faccia un breve resoconto della palestrina ina ina del 17 novembre, oggi tocca a me scrivere due righe. 
Questa volta le condizioni meteo sono leggermente migliori dell’altra volta, ovvero niente pioggia ad accoglierci al risveglio ma un leggero venticello che nel pomeriggio diventerà “leggermente” fastidioso. 
Sveglia presto, tempo di preparare qualcosa da mangiare per pranzo e mi incammino per prendere Flavia e Filippo. 
L’appuntamento è per le 8:15 in sede. 

Giunti a destinazione c’è già ad aspettarci Mirko e successivamente arriva anche Chiara. 
Preparato il materiale ci avviamo alla volta del bar per una breve colazione e per prendere qualcosa da mangiare per la giornata. 
Stavolta non c’è la pioggia a fermarci quindi già alle 9 siamo al solito parcheggio sotto la parete di Sferracavallo. 
Nel frattempo ci raggiungono Piero e Laura e, con molta calma, anche Cosimo e Marili. Cominciamo a prepararci per salire alla base della palestra di roccia ed in poco tempo siamo su. 
Io salgo per primo e attrezzo la prima campata in modo tale da far cominciare a salire i ragazzi, Piero insieme a Flavia si occupa di attrezzare un traverso a destra della parete e Marili attrezza la campata di sinistra, infine, per non farci mancare niente, attrezzo anche il traverso alto tanto amato-odiato dai ragazzi. 
Nel frattempo si unisce a noi anche Tony e così comincia il sali-scendi. 
Per non farci mancare nulla io e Marili ci alterniamo anche in una dimostrazione del soccorso uomo a uomo col contrappeso perché per molti dei presenti era una prima visione in assoluto. 
Dopo qualche dimostrazione, che ci ha lasciato qualche segno addosso, la giornata volge al termine per via delle fastidiose raffiche di vento che si sono levate nel pomeriggio. 
Disarmiamo velocemente tutto e ci dirigiamo verso le macchine. Sistemato tutto cominciamo a fare strada per lasciare il materiale in sede e poi dirigerci verso casa. 

Giornata positiva un po’ per tutti perché ci ha consentito di muoverci e ripassare le manovre di progressione su corda e mostrare le manovre di autosoccorso.

Notizia di Angelo.
Partecipanti: Angelo, Cosimo, Filippo, Flavia, Laura, Marili, Mirko, Piero e Tony.

giovedì 6 dicembre 2018

un sabato madonita



Sabato 24 novembre scorso Le Taddarite hanno fatto una bella cosa e hanno deciso di sfruttare il loro numero per dividersi in due gruppi e partecipare a due progetti contemporaneamente. 

Una parte è andata a Sutera, che ci ospita spesso e ci fa sentire sempre a casa, a completare il lavoro alla cisterna iniziato per Puliamo il Buio, mentre l’altra è andata a Pizzo Carbonara per il progetto Madonie Sutta Supra, che coinvolge in maniera trasversale gli speleo di tutta l’Isola.

Io ero in questo secondo gruppo e l’avevo scelto perché la zona mi piace un sacco e volevo rivederla, nonostante il freddo, nonostante la nebbia di cui mia madre sembrava quasi minacciarmi.
Siamo partiti da Palermo in ritardo, solo parzialmente per colpa mia, e ci siamo diretti alla battaglietta, dove abbiamo incontrato gli altri speleologi provenienti dal resto della Sicilia. 

Abbiamo abbandonato le macchine e abbiamo iniziato tutti insieme la salita a piedi. Mia madre aveva ragione, la nebbia c’era, mi si posava sugli occhiali e mi inzuppava le ciocche di capelli che sfuggivano dal cappello per poi gocciolarmi sulla faccia, ma non era fittissima e lasciava intravedere un paesaggio spettrale. 
La camminata è durata circa due ed è stata meno faticosa di quanto immaginassi, nonostante l’attrezzatura, il disallenamento e il freddo. Arrivati nel punto in cui erano stati segnalati degli inghiottitoi da controllare, la nebbia si era dissolta e il sole illuminava una distesa bianca, punteggiata di verde, interrotta dal rosso autunnale: erano rocce chiare e appuntite sotto il cielo azzurro.
Gli inghiottitoi erano due e quindi ci siamo divisi in due squadre. La mia si è occupata di un inghiottitoio da disostruire dove ho potuto testare il nuovo casco e appurare che non mi fa venire il mal di testa, mentre ho capito che devo imparare a gestirmi meglio la durata della luce. 
La disostruzione non è andata altrettanto bene, perché siamo entrati e abbiamo scavato a turno, ma saremo avanzati circa un metro, non di più. 
L’altra squadra si è occupata di valutare la segnalazione di un altro possibile inghiottitoio: è stato valutato che non c’era niente!
La discesa è stata molto più rapida del previsto, quindi ci è avanzato tempo per un aperitivo al rifugio Marini e poi per una pizza a Isnello in un posto che usa un misto mozzarella-primo sale meraviglioso e in cui spero di tornare. Le occasioni non mancheranno, dato che il progetto non è affatto concluso.

Notizia di Betel
Partecipanti per Le Taddarite: Angelo, Giuliano, Tony e Betel, più Antonio e Gaia con l’intenzione
Per gli altri gruppi: Giusy, Giulio, Peppe Spit, Seby, Marco, Sara, Ciccio, Dario, Massimo e forse dimentico qualcuno.

Puliamo (ancora) il buio a Sutera

Rieccoci qui per completare l'opera!

Dopo aver tirato fuori un bel pò di roba dalla cisterna di Monte San Paolino e dopo aver trovato il blocco lapideo con incisa la triple cinta, siamo di nuovo in vetta e questa volta non soli.
Con noi c'è il personale della Soprintendenza di Caltanissetta che, incuriosito dal nostro ritrovamento e dalla seganalzione, ci ha chiesto di andar insieme per poter vedere in prima persona la cisterna.,
Siamo in otto Taddarite e subito ci adoperiamo subito per tirar fuori ancora terra e pietrame, in modo da liberare il fondo della cisterna e cercare l'originale pavimentazione.
Gli scavi ci hanno impegnato per tutta la mattina e parte del primo pomeriggio.
Li abbiamo finalmente conclusi arrivando ad un livello che non richiede più lo svuotamenteo, ma un'analisi più approfondita.

Nel fresco di un novembre a Sutera, ci siamo poi rinfrancati al solito bar...

Tanto per aggiornare i totali...
1824 kg di terra asportata
915 kg di  pietrame...



giovedì 4 ottobre 2018

Puliamo il Buio a Sutera - il resoconto

La giornata di sabato 29 settembre ci ha visti impengati nella pulizia della cisterna sotterranea, ubicata in cima al Monte San Paolino.
Forti della collaborazione di un nutrito gruppo di volontari del posto, attivati ed attrezzati di tutto punto, abbiamo impiegato tutta la mattina per attrezzare i sistemi di sollevamente del materiale da uscire dalla cisterna e pulire a più non posso.
Facendo i conti, a fine giornata, ci siamo meravigliati noi stessi di quanto movimentato...
131kg di legname, 2kg di plastica, 5 di vetro, lattine e altri materiali vari, 844 di terra e 465 kg di pietrame...
Un totale di 1447 kg...




Ma non è finita qui!

Nel pulire e svuotare, gli occhi ci sono caduti su un masso abbastanza particolare.
Un blocca di calcare levigato e inciso, che è stato messo da parte e consegnato al nostro amico, ex assessore del Comune di Sutera. Lui si è subito prodigato per mostrare il blocco alla Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Caltanissetta, che nell'autorizzare la manifestazione, ha anche espresso lodi ai nostri intenti.


Vi riportiamo le dichiarazioni dei vari responsabili!

 
 “Come speleologi sentiamo il dovere di effettuare questi interventi di pulizia di ipogei, sia naturali che artificiali; se da un lato siamo tra i pochi in grado di frequentare il sottosuolo in sicurezza, dall’altro è per noi importante, che questi ambienti non vengano degradati.” - spiega il Antonio Domante, Presidente de “Le Taddarite” - “Quest’anno, forti di un protocollo di intesa per lo studio del sottosuolo con il Comune di Sutera, abbiamo scelto di operare in questa cisterna sotterranea, ubicata in cima al Monte San Paolino, un posto decisamente suggestivo. Oltre ad aver portato fuori dalla cisterna quasi 1.5 tonnellate di materiale, abbiamo anche rinvenuto un blocco calcareo con una curiosa incisione e, come è giusto che sia, lo abbiamo fatto pervenire alla Soprintendenza per una corretta identificazione”.


 “Il masso ritrovato all'interno dell'ipogeo in sommità di Monte San Paolino ha natura calcarea; la pietra bianca è molto compatta, semplicemente sbozzata sul retro e levigata sul fronte con l'incisione, quest'ultima certamente di antichissima realizzazione”. – dice l’Arch. Daniela Vullo, Direttore della Sezione per i Beni Architettonici e Storico-Artistici della Soprintendenza BB.CC.AA. di Caltanissetta – “Il ritrovamento ha notevole rilevanza poiché raffigurando uno dei simboli esoterici maggiormente diffusi in età medievale, "la triplice cinta", ci fa ipotizzare la presenza in loco di una costruzione di tale epoca, presumibilmente una chiesa, ubicata non lontana dal luogo del ritrovamento. Infatti, a causa delle dimensioni e del peso del masso, è lecito ipotizzare che non sia stato trasportato da luoghi lontani bensì che provenga dal crollo di una struttura muraria vicina al luogo del ritrovamento e successivamente sia stato gettato all'interno dell'ipogeo. L'incisione potrebbe essere uno degli svariati "segni dei lapicidi" cioè il simbolo che lo scalpellino medievale apponeva sulla pietra lavorata con vari scopi, ad esempio di utilità (direzione, modalità di posa, etc…) oppure d'identità (segno di riconoscimento del lavoro effettuato). Il simbolo denominato "triplice cinta", costituito da tre quadrati concentrici uniti da intersezioni perpendicolari, tuttavia da vari studiosi è associato all'Ordine dei Templari il cui compito era quello di proteggere i resti del sacro tempio di Salomone a Gerusalemme; secondo taluni rappresenta i due cortili concentrici collegati da porte del tempio di Gerusalemme. Quest'ultima ipotesi, sicuramente più suggestiva della precedente, farebbe pensare alla presenza di una chiesa dei templari nella zona del ritrovamento o limitrofa. Tra l'altro anche la presenza dei Carmelitani a Sutera, attestabile tra la fine del tredicesimo secolo e l'inizio del quattordicesimo, rimanda ai Templari il cui collegamento con l'Ordine è stato spesso ipotizzato. Il ritrovamento rimane tuttavia di notevole rilevanza storica ed archeologica e certamente costituisce il punto di partenza per ricerche archeologiche più approfondite nel sito di monte San Paolino dove, accreditate fonti storiche, attestano la presenza dell'antico castello di cui oggi rimane solo la memoria e del quale, probabilmente, l'ipogeo ove è stato recuperato il masso faceva parte.”


“Una scoperta straordinaria per Sutera – dice il Sindaco Giuseppe Grizzanti – scoperta che va ad avvalorare la tesi che l’antico castello esiste ed era collocato nel pianoro sulla cima del monte San Paolino e che quella che viene comunemente chiamata “Nivera” era uno dei locali del castello, forse l’unico, che è rimasto quasi intatto.”

“Non credevamo ai nostri occhi – dice l’ex Assessore Nino Pardi organizzatore della manifestazione– quando abbiamo tirato su questo masso e abbiamo visto questa incisione ci siamo messi in contatto subito con la Soprintendenza di Caltanissetta per capire di cosa si trattasse. Lo abbiamo trasportato al sicuro in attesa che si possa organizzare un evento di presentazione al pubblico e che possa essere visionato da tutti dopo aver preso le dovute precauzioni. Semplicemente una scoperta spettacolare.”