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lunedì 25 febbraio 2019

Grotte a Sutera


Il 2019 del Le Taddarite è iniziato con tutti buoni propositi del caso: telefoni che squillano, congressi da organizzare, grotte da esplorare, corsi da preparare, nuove elezioni etc etc. 
Ma gran da fare, spesso può distogliere dagli obbiettivi da raggiungere nella nostra attività. Approfittando del convegno “Il Castello di Sutera sul Monte San Paolino: studi per la sua riscoperta”, e della presentazione della teca dove verrà esposto il reperto archeologico recante la “triplice cinta” che abbiamo trovato, ci diamo appuntamento per sabato 9 febbraio 2019 sempre al solito bar della piazza di Sutera. 
Attività principale della giornata doveva essere portare a termine quello che avevamo lasciato incompleto due settimane prima.
Da Palermo arrivano Mirko, Filippo, Federica, mentre io e Gaia ci trovavamo già a Sutera. La giornata sembra promettere bene, cambio vestiti rapidissimo, neanche la Ferrari nei tempi Schumacher ci riusciva!!
Due paroline su come ci si comporta in grotta su cosa può succedere e su quello che dobbiamo fare e si entra… primo pozzo, strettoia, secondo pozzo…fkfjlhfkljfjklfkljgf  filippo muoviti non tremare non sta succedendo niente (era filippo che doveva armare)
Facciamo un giro nella parte già conosciuta dove incontriamo un ospite, sbalorditi ed entusiasti che facciamo due chiacchiere:
Taddarite: da quando tempo ti trovi qui?
Lui: shhhh shhh
Taddarite: rispondimi..
Lui: voglio riposare lasciatemi in pace
Taddarite: ok!!!! scusa il disturbo, noi andiamo via!!!..... la prossima volta ti avvisiamo cosi da non creare disturbo...

Ci siamo sentiti in difficolta con l’ospite sacro, anche perché non volevamo andare in quella parte di grotta. Bene come dei piccoli cuccioli bastonati giriamo le spallucce e andiamo via... torniamo a noi, corri a destra, salti a sinistra ed eccoci proprio nel famoso punto non visto la volta scorsa. 
Si arma, 41 metri di croda sperando che questa volta possa bastare... fix, fix, coniglio e scendi che è un piacere. Ti guardi attorno, ti giri, ti abbassi, strisci un pochino e gridi: finisceeeeeee quiiiiiii!!!!  
Peccato, pensavamo di trovare la grotta infinita e invece….
Morale della giornata di noi taddarite: le cose belle vanno viste ma soprattutto devono essere portate a termine!!!

Convegno sulla Triplice Cinta a Sutera

Come da programma, si è tenuto a Sutera nella serata di venerdi 8 febbraio 2019, il convegno su "il Castello di Sutera sul Monte San Paolino: studi per la sua riscoperta".
L'evento, organizzato dal Comune di Sutera nella sede del Museo Etnoantropologico, è stato eccezionalmente partecipato.
Nella sala del Museo, infatti, oltre un centinaio di persone, hanno ascoltato le relazioni programmate, con vivo interesse.
Si è parlato delle fortificazioni medioevali, delle loro funzioni, della loro ubicazione, delle armi che in quel tempo venivano usate, ma anche più specificatamente del castello sul Monte San Paolino, delle evidenze storiche, di archivio e delle tracce sul campo, che testimoniano la sua esistenza.
Si è parlato del gioco del tris, della triplice cinta e di tanti ritrovamenti effettuati in Sicilia, ma anche in giro per l'Italia, come testimoniato dal video registrato dalla Dott.ssa Marisa Uberti, tra le massime esperte di questi ritrovamenti.
 
Le Taddarite hanno raccontato come, nell'ambito della manifestazone Puliamo il Buio, sia stato effettuato il ritrovamento del blocco inciso, di come questo sia frutto di un costruttivo e fruttuoso rapporto di collaborazione tra amministrazioni pubbliche aperte e sensibili e associazioni.

La serata si è poi conclusa con la presentazione della teca dove il blocco con la triplice cinta, verrà esposto al pubblico.


mercoledì 6 febbraio 2019

Ricerca e documentazione di ipogei a Sutera

Altro weekend di attività a Sutera, ancora ipogei in cui lavorare.
Gli obiettivi sono diversi e visto il numero di partecipanti, ci dividiamo in due gruppi.
Uno va per discenderie e l'altro per cavità naturali, visto che nel territorio di Sutera non mancano nè le prime nè le seconde.
Quasi tutte le cavità della zona sono già state esplorate nel tempo ma, purtroppo, non resta traccia di queste attività se non sparuti e vecchi chiodi.
Altro discorso nelle discenderie, dove l'attività umana, che ha scavato queti ipogei, si vede. Eccome!



Il gruppo della discenderia, si concentra su un cunicolo individuato molti anni addietro e ritrovato durante le attività de Le Taddarite.
Dopo una breve, intensa e spinosa lotta con dei rovi, Paolo libera l'ingresso e via, tutti  dentro... pian piano però perchè massi e terra che vengono smossi dall'ingresso, arrivano direttamente al fondo, sfiorando o colpendo tutti  noi dislocati in sotterraneo.
Un gruppeto va avanti per vedere in che stato è il cunicolo, un altro parte con il rilievo topografico.
La discenderia conserva lungo quasi tutto il suo sviluppo, gli originali gradini scavati nella roccia. Ha anche una notevole inclinazione, tanto da richiedere l'uso di una corda, nell'ultimo tratto.


Il  gruppo della grotta, invece, ritrova velocemente l'ingresso della cavità e inizia un gran lavoro di armo e riarmo di un ipogeo verticale che si sviluppa lungo discontinuità che isolano enormi blocchi di roccia gessosa, permettendo la discesa da vari punti.
Gli ambienti sono stretti e allungati in senso verticale e spesso quello che sembra un pavimento, non è altro che un grosso blocco roccioso incastrato.
Qui si dovrà tornare per fare il rilievo e qualche altra fotografia.


Nel frattempo, le attività congiunte tra Comune di Sutera e Le Taddarite, si convogliano in un incontro, promosso e organizzato da Comune, sul Castello di Monte San Paolino!
Il tutto parte dal ritrovamento archeologico che abbiamo fatto durante le attività di Puliamo il Buio,  vedi anche...
http://letaddarite.blogspot.com/2018/10/puliamo-il-buio-sutera-il-resoconto.html
http://letaddarite.blogspot.com/2018/12/puliamo-ancora-il-buio-sutera.html

Vista l'attenzione e la sensibilità sia del Comune di Sutera che della Soprintendenza di Caltanissetta che ha autorizzato le nostre attività con grande e proficuo spirito di collaborazione, si è arrivati all'esposizione dei risultati di queste indagini preliminari, in un convegno che si terrà presso il Museo Etnoantropologico a Piazza Carmine a Sutera, l'8 febbraio.


http://www.scintilena.com/la-speleologia-incontra-larcheologia-convegno-il-castello-di-sutera-sul-monte-san-paolino-studi-per-la-sua-riscoperta/02/05/

giovedì 6 dicembre 2018

Puliamo (ancora) il buio a Sutera

Rieccoci qui per completare l'opera!

Dopo aver tirato fuori un bel pò di roba dalla cisterna di Monte San Paolino e dopo aver trovato il blocco lapideo con incisa la triple cinta, siamo di nuovo in vetta e questa volta non soli.
Con noi c'è il personale della Soprintendenza di Caltanissetta che, incuriosito dal nostro ritrovamento e dalla seganalzione, ci ha chiesto di andar insieme per poter vedere in prima persona la cisterna.,
Siamo in otto Taddarite e subito ci adoperiamo subito per tirar fuori ancora terra e pietrame, in modo da liberare il fondo della cisterna e cercare l'originale pavimentazione.
Gli scavi ci hanno impegnato per tutta la mattina e parte del primo pomeriggio.
Li abbiamo finalmente conclusi arrivando ad un livello che non richiede più lo svuotamenteo, ma un'analisi più approfondita.

Nel fresco di un novembre a Sutera, ci siamo poi rinfrancati al solito bar...

Tanto per aggiornare i totali...
1824 kg di terra asportata
915 kg di  pietrame...



giovedì 4 ottobre 2018

Puliamo il Buio a Sutera - il resoconto

La giornata di sabato 29 settembre ci ha visti impengati nella pulizia della cisterna sotterranea, ubicata in cima al Monte San Paolino.
Forti della collaborazione di un nutrito gruppo di volontari del posto, attivati ed attrezzati di tutto punto, abbiamo impiegato tutta la mattina per attrezzare i sistemi di sollevamente del materiale da uscire dalla cisterna e pulire a più non posso.
Facendo i conti, a fine giornata, ci siamo meravigliati noi stessi di quanto movimentato...
131kg di legname, 2kg di plastica, 5 di vetro, lattine e altri materiali vari, 844 di terra e 465 kg di pietrame...
Un totale di 1447 kg...




Ma non è finita qui!

Nel pulire e svuotare, gli occhi ci sono caduti su un masso abbastanza particolare.
Un blocca di calcare levigato e inciso, che è stato messo da parte e consegnato al nostro amico, ex assessore del Comune di Sutera. Lui si è subito prodigato per mostrare il blocco alla Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Caltanissetta, che nell'autorizzare la manifestazione, ha anche espresso lodi ai nostri intenti.


Vi riportiamo le dichiarazioni dei vari responsabili!

 
 “Come speleologi sentiamo il dovere di effettuare questi interventi di pulizia di ipogei, sia naturali che artificiali; se da un lato siamo tra i pochi in grado di frequentare il sottosuolo in sicurezza, dall’altro è per noi importante, che questi ambienti non vengano degradati.” - spiega il Antonio Domante, Presidente de “Le Taddarite” - “Quest’anno, forti di un protocollo di intesa per lo studio del sottosuolo con il Comune di Sutera, abbiamo scelto di operare in questa cisterna sotterranea, ubicata in cima al Monte San Paolino, un posto decisamente suggestivo. Oltre ad aver portato fuori dalla cisterna quasi 1.5 tonnellate di materiale, abbiamo anche rinvenuto un blocco calcareo con una curiosa incisione e, come è giusto che sia, lo abbiamo fatto pervenire alla Soprintendenza per una corretta identificazione”.


 “Il masso ritrovato all'interno dell'ipogeo in sommità di Monte San Paolino ha natura calcarea; la pietra bianca è molto compatta, semplicemente sbozzata sul retro e levigata sul fronte con l'incisione, quest'ultima certamente di antichissima realizzazione”. – dice l’Arch. Daniela Vullo, Direttore della Sezione per i Beni Architettonici e Storico-Artistici della Soprintendenza BB.CC.AA. di Caltanissetta – “Il ritrovamento ha notevole rilevanza poiché raffigurando uno dei simboli esoterici maggiormente diffusi in età medievale, "la triplice cinta", ci fa ipotizzare la presenza in loco di una costruzione di tale epoca, presumibilmente una chiesa, ubicata non lontana dal luogo del ritrovamento. Infatti, a causa delle dimensioni e del peso del masso, è lecito ipotizzare che non sia stato trasportato da luoghi lontani bensì che provenga dal crollo di una struttura muraria vicina al luogo del ritrovamento e successivamente sia stato gettato all'interno dell'ipogeo. L'incisione potrebbe essere uno degli svariati "segni dei lapicidi" cioè il simbolo che lo scalpellino medievale apponeva sulla pietra lavorata con vari scopi, ad esempio di utilità (direzione, modalità di posa, etc…) oppure d'identità (segno di riconoscimento del lavoro effettuato). Il simbolo denominato "triplice cinta", costituito da tre quadrati concentrici uniti da intersezioni perpendicolari, tuttavia da vari studiosi è associato all'Ordine dei Templari il cui compito era quello di proteggere i resti del sacro tempio di Salomone a Gerusalemme; secondo taluni rappresenta i due cortili concentrici collegati da porte del tempio di Gerusalemme. Quest'ultima ipotesi, sicuramente più suggestiva della precedente, farebbe pensare alla presenza di una chiesa dei templari nella zona del ritrovamento o limitrofa. Tra l'altro anche la presenza dei Carmelitani a Sutera, attestabile tra la fine del tredicesimo secolo e l'inizio del quattordicesimo, rimanda ai Templari il cui collegamento con l'Ordine è stato spesso ipotizzato. Il ritrovamento rimane tuttavia di notevole rilevanza storica ed archeologica e certamente costituisce il punto di partenza per ricerche archeologiche più approfondite nel sito di monte San Paolino dove, accreditate fonti storiche, attestano la presenza dell'antico castello di cui oggi rimane solo la memoria e del quale, probabilmente, l'ipogeo ove è stato recuperato il masso faceva parte.”


“Una scoperta straordinaria per Sutera – dice il Sindaco Giuseppe Grizzanti – scoperta che va ad avvalorare la tesi che l’antico castello esiste ed era collocato nel pianoro sulla cima del monte San Paolino e che quella che viene comunemente chiamata “Nivera” era uno dei locali del castello, forse l’unico, che è rimasto quasi intatto.”

“Non credevamo ai nostri occhi – dice l’ex Assessore Nino Pardi organizzatore della manifestazione– quando abbiamo tirato su questo masso e abbiamo visto questa incisione ci siamo messi in contatto subito con la Soprintendenza di Caltanissetta per capire di cosa si trattasse. Lo abbiamo trasportato al sicuro in attesa che si possa organizzare un evento di presentazione al pubblico e che possa essere visionato da tutti dopo aver preso le dovute precauzioni. Semplicemente una scoperta spettacolare.”

venerdì 21 settembre 2018

Puliamo il Buio 2018 a Sutera




L’amministrazione del Comune di Sutera (CL) e l’Associazione Naturalistica Speleologica “Le Taddarite” di Palermo, aderiranno alla manifestazione nazionale “Puliamo il Buio” (www.puliamoilbuio.it) con un’iniziativa in calendario sabato 29 settembre 2018. In particolare, verrà realizzata, in accordo con la Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Caltanissetta, la pulizia di un’antica cisterna sotterranea verosimilmente facente parte dell’antico castello della città, ubicata sulla cima di Monte San Paolino, suggestivo rilievo gessoso che raggiunge gli 824 m sul livello del mare.
“Puliamo il Buio” è una manifestazione coordinata dalla Società Speleologica Italiana (www.speleo.ssi.it) e giunta alla sua tredicesima edizione e si propone di bonificare almeno in parte le discariche abusive sotterranee, in ogni caso di documentarle, valutarne il grado di pericolosità e di individuare i possibili rimedi, proponendoli poi all’opinione pubblica e alle Amministrazioni Locali su tutto il territorio nazionale. LIl censimento delle cavità a rischio ambientale è il nodo fondamentale di “Puliamo il Buio” e vuole fornire una autorevole base di lavoro a tutti coloro che vogliono collaborare alla protezione dell’ambiente e delle risorse idriche, alla riduzione dei rifiuti, alla valorizzazione degli habitat naturali e la lotta alle discariche abusive. Il censimento è stato avviato nel 2005 ed è in continuo aggiornamento.
La Società Speleologica Italiana, con Puliamo il Buio, iniziativa ormai pluridecennale, si è aggiudicata l'edizione 2018 del concorso per progetti di protezione dell'ambiente carsico "EuroSpeleo Protection Label", indetto dalla Federazione Speleologica Europea (FSE) tramite la sua Commissione per la protezione dalle grotte (ECPC).
“Bellissima iniziativa - spiega Giuseppe Grizzanti, Sindaco di Sutera - che si sposa con la convezione fatta con gli speleologi de Le Taddarite e che ha come scopo la pulizia, per la prima volta, della Nivera che si trova sul Monte San Paolino e che sicuramente era uno dei locali del famoso castello del 1600 andato oramai distrutto.”
Gli speleologi de Le Taddarite effettueranno la raccolta dei rifiuti e il loro trasporto dal sotterraneo fino in superficie. In superficie, dopo la corretta differenziazione e la pesatura del materiale raccolto, i rifiuti verranno consegnati al personale del Comune di Sutera, che provvederà al corretto smaltimento.
“Non è la prima volta che come associazione Le Taddarite partecipiamo alla manifestazione “Puliamo il Buio” - ribadisce Antonio Domante, Presidente de “Le Taddarite” - ma farlo qui a Sutera, forti della viva collaborazione del Comune con cui abbiamo attivo un protocollo di intesa per lo studio di cavità sotterranee e con l’appoggio della Soprintendenza che ha lodato l’iniziativa, ha un significato diverso: una reale e fattiva collaborazione tra amministrazioni e associazioni mirata alla salvaguardia e valorizzazione del mondo sotterraneo”.