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giovedì 7 aprile 2016

Corso di II livello sulla speleogenesi

La Commissione Nazionale Scuole di Speleologia della SSI – Comitato Esecutivo Regionale Siciliano, ORGANIZZA il 16 e 17 aprile 2016, con il patrocinio della Società Speleologica Italiana e della Federazione Speleologica Regionale Siciliana, un Corso di II livello rivolto all’approfondimento delle conoscenze dei processi di formazione delle grotte.

Il corso si terrà a Ragusa e docenti saranno il Dott. Marco Vattano e il Dott. Rosario Ruggieri.
La scheda di partecipazione può essere chiesta e restituita via e-mail all’indirizzo:
fabrica74 (at) yahoo.it (sostituire (at) con @).

Per permettere di provvedere al vitto dei partecipanti è prevista una quota di partecipazione che verrà stabilita prossimamente che comunque non sarà superiore a € 10,00.

mercoledì 5 marzo 2014

Delirio. 28.2.14



Ed eccoci ancora una volta qui, ancora una volta ad avere a che fare con questa semplice, labirintica, capricciosa grotta orizzontale.
Il primo obiettivo di oggi è quello di concludere il rilievo interrotto bruscamente la volta precedente per il prematuro abbandono del palmare... Quindi, muniti di tutte le buone intenzioni, Mr. V, Sausa ed io, entrati in grotta, ci avviamo immediatamente in quella zona e in tempi relativamente brevi riusciamo, senza sorprese o complicazioni varie, a concludere questa parte del lavoro. Quindi torniamo alla stanza principale e passiamo al secondo obbiettivo: rilevare il ramo successivo. Ci muoviamo lungo una faglia, sotto ammoniti che si nascondono agli osservatori distratti e grandi cupole che si susseguono una dopo l'altra, tra meravigliosi fossili che, emergendo dalla roccia, sembrano quasi volersi liberare. Continuando il rilievo arriviamo alla fine di questa galleria... possibile che finisca tutto così??? Ovvio che no! proprio là, dove la galleria sembra voler chiudere, si aprono non uno, non due, ma ben tre (!!!) piccoli passaggi, bassi ma invitanti. 


Uno di questi è invitante a matula, come molti altri passaggi in questa grotta, che spesso portano a piccole stanzette che chiudono lì, a volte smorzando l'entusiasmo. Avendo due possibilità, mi getto quasi istintivamente in quello che dei due buchi sembra il più angusto, senza però aspettarmi molto. Superata la strettoia noto con piacere che non è stata fatica sprecata; comincio a strisciare, poi camminare, e di nuovo strisciare, tra colonne, stallattiti e stalagmiti, su gours e pietruzze. L'ambiente è abbastanza articolato e quando, dopo un po' di tempo, torno indietro per riferire cosa ho visto, sono più confusa che persuasa. Poco importa! tutt'e tre attraverso quel pirtusetto! Continuiamo il rilievo e il palmare comincia a dare i primi segni di cedimento ma per fortuna c'è quello di riserva, che poi è QUEL palmare di riserva...
Intanto mi avventuro nell'ennesima strettoia e scopro un altro piccolo pezzo di grotta da rilevare. Stavolta però Mr. V a primo tentativo non riesce a passare e quindi... prima che il palmare titolare ci abbandoni provo per la prima volta l'emozione di disegnare un piccolo pezzo di grotta! Come una bambina all'asilo che disegna un quadrato sgummato per fare una casa, comincio a tracciare le linee per segnare le pareti. Però al posto della maestra che dice "brava! che bello" c'è Mr.V... che, dopo aver ridacchiato con aria sbeffeggiante (ferendo la mia sensibilità artistica!), decide di forzare la strettoia con non poca fatica... va bene, capito, messaggio ricevuto... che siamo pignoli però!!!
Quasi stiamo terminando il rilievo di questo settore, quando ecco che in fondo: ta-daaaaaaaaaan! un altro pirtuso!!! Sembra non voler finire mai questa grotta; come dice Sausa, un delirio!
Strettoie improbabili, che potrebbero passare quasi inosservate e trascurate, diventano passaggi verso ambienti nascosti. Fa un po' la preziosa lei, la grotta... se non ti comprimi un po' modificando la tua stessa forma, se non fai un po' di contorsionismo, se non moduli il respiro per superare quei punti tanto striminziti, allora vedi solo quello che anche tutti gli altri possono vedere... questi invece sono piccoli angoli riservati a chi vuole avere qualcosa di più! E quindi continuiamo ancora, guardando il numeretto che segna l'estensione della grotta crescere sempre di più, anche se lentamente e a costo di tanta fatica. Ma... il palmare di riserva, probabilmente soffrendo del complesso di inferiorità, dichiara forfait alla prima botta, lasciandoci in tredici proprio quando mancano pochi metri per concludere questo ramo. Sembra una maledizione! Dopo vari tentativi di rianimazione andati a vuoto il povero palmare si becca anche qualche offesa non troppo delicata! A questo punto non ci resta che stimare la quantità di lavoro che rimane da fare e uscire. Prima tocca al terzo dei tre buchi incontrati quasi all'inizio... anche questo strettoia-munito, connessa, manco a dirlo, ad un altro ambiente abbastanza grande.
Ultimo giretto in un buco che va verso il basso, nella sala principale. Qui assistiamo allo strano fenomeno del restringimento del passaggio per aumento istantaneo dell'ingombro, molto simile a quello che negli anni si è più volte verificato già in altri contesti (ad esempio all'ingresso dell'Addaura...), di natura infidamente antropica!
La giornata si conclude così, con un po' di lavoro che rimane da fare e ... un palmare da esorcizzare!


Notizia di Nina
Foto di Nina e Luisa
Partecipanti Lulisa, Nina e Marco

martedì 18 febbraio 2014

a km 0. 17.2.14

Grotte a Km 0.
meraviglioso.

Eccoci coinvolti in un'escursione infrasettimanale e vicino casa.
Siamo nella RNO Grotta della Molara e diamo supporto per una visita in tutte e tre le grotte conosciute nell'area.
Presi i contatti, ricevute le necessarie autorizzazioni, arriviamo ai confini della Riserva dove ci accolgono i due operatori, una dei quali sarà dei nostri per tutta l'escursione.

 Prima tappa è per la grotta Spiriti.
Siamo a Febbraio, ma come succursale povera dei tropici, temperatureben sopra i 20°C e un sole cocente bastano.
Breve sentiero e dentro in grotta.


Dalla sala iniziale iniziamo un bel giro attorno alle concrezioni che con forza sembrano voler sbucare e aprire il tetto, poi vicino le famose pozze (della delusione), e poi giù, ammirando gours, e concrezioni di varia forma e dimensione.

Usciti dalla grotta un bel tepore ci aspetta.
Di corsa, o quasi, verso la grotta Pietrazzi.

La storia della grotta attraversa tristi periodi, come quello del tentativo di riempimento, delleattività di cava nella zona dell'ingresso, dei massi ciclopici buttati per nasconderla... ma alla faccia di questo... la grotta è una meraviglio che splende in faccia all'imbecillità umana.
Basterebbero solo le concrezioni, le vele, le colonne, le cannule, le eccentriche, le canne d'organo...
Ma è tutta una sorpresa dopo l'altra.
Stretti passaggi, scivoli fangosi, colate di calcite, e poi stanze di crollo, e poi saloni e poi mille sorprese che sarebbero tutte da studiare per bene.



 Insomma c'è da restare incantati, ma anche sopresi dalle scritte, dalle batterie abbandonate, dalle scarburate di ignoranti prima e forse stupidi dopo, dalle concrezioni rotte...
Che sia tutto un esempio di cosa non fare per i prossimi? Speriamo.


I laghettti nella zona finale sono una dolce e liscia sorpresa che dopo un percorso strano, irto, bello e alle volte difficile, stanno lì ad aspettare incerti se riflettere luce o scomparire.

 La strada del'uscita è più calda.. faticosa e le arrampicate rendono necessaria maggiore attenzione, ma in breve siamo tutti fuori, riempiti da questa cavità.

Ultima tappa della giornata... la Grota della Molara

 Sicuramene la più famosa delle tre cavità, importante per l'archeologia, per la biospeleologia, ma decisamente sottovalutata per la speleogenesi e per la speleopoiesi..., speriamo si rimedi presto.


Un pò di satnchezza si fa sentire, ma un bel giro attorno alle imponenti concrezioni non dispiace e tutti, più o meno , facciamo promessa di ritorno... anche per non disturbare troppo la fauna presente.


Partecipanti: Luisa, Nina, Antonella (di Antonella e Antonella), Maddalonza, Simone, Marili e Marco
Notizia e foto di Marco

La semplicità è di giovamento! 15.2.14

... e non tanto perchè ad ogni passaggio di questa grotta si trova un bivio e una prosecusione.
E neanche perchè dopo un bivio trovi altri bivi e continui a girare per ore...
Ma almeno questa grotta tira fuori le caratteristiche vere di chi ci transita.

 In una bella giornata di un caldo febbraio (qui l'inverno lo abbiamo visto dall'oblò), ci ritroviamo ancora pronti a porseguire il rilievo, ma solo dopo aver ristabilito il giusto rapporto uomo/donna del nostro gruppo... 3D/1M... sacrifici...

La grotta ci richiama spesso per fare qualche foto a stranezze... radici che fanno a gara con le stalattiti... chi arriverà primo?
Dove poi...


Oltre qualche scatto si prosegue il rilievo. 
Le dimensioni degli ambienti non sono notevoli, si cammina quansi sempre in ginocchio e vista l'assenza della titolare, cerchiamo nel gruppo una sostituta strettoista.
La scelta ricade forzatamente su Valentina, che in un paio di occasioni, sfodera tecniche e movenze mai viste...
ne approfitta, la giovane, anche per coniare un nuovo sistema di misure, attualmente al vaglio di una commissione internazionale, nonché per utilizzare la sua vista a raggi X per cercare e trovare tute le prosecuzioni della grotta!


 C'è chi se la ride, ma almeno lei ci prova! Forza Vale!
Scoperte quindi le doti di strettoista di Valentina restiamo tutti allibiti dalla sottile Vizio, al secolo Gabriella... zitta zitta, muta muta, la signorinella, è una inestinguibile fote di perle...



Gli ultimi scherzi sono purtroppo dell'elettronica.
Uno dei due strumenti da noi usati, decide infatti di impallarsi e dare forfait...
ci resto quindi ancora da rilevare, semplicemente da rilevare...

Partecipanti: Luisa, Vizio, Valentina e Marco
Notizia di Marco
Foto di Lusia e Marco




mercoledì 12 febbraio 2014

Sempre più semplice... 7.2.14

Si, sempre più semplice.
Una grotta sempre più semplice.
proprio per come si è formata, non può essere altro che un gran casino! labirintica, stretta e con tanti passaggi, tutti da controllare...
Sacrifici...

Ancora una volta ci mettiamo i panni dei rilevatori e, armati di divesi marchingegni, riprendiamo il lavoro da dove era stato lasciato.

 Finita la carica di un palmare, passiamo al secondo, bip-bip... e anche le batterie del distoX ci salutano... e via a una nuova calibrazione, chiaramente negli spazi più angusti e stretti, dove tanto ci piace stare.
Divisi in due squadre cerchiamo di rilevare e contemporaneamente di avere una visione di insieme della grotta.
Questo giro, che per noi è un'esplorazione, per la grotta non è altro che l'ennesima visita, nel tempo, di un gruppo di persone. Tante, troppe scritte lo testimoniano.
 Per quanto le misure siano ancora esigue, Riccardino/Nimesulide, fa la stessa fine delle batterie... esausto!
E della parola fine, proprio non se ne vuole sentire! e per foruna...
'Metti il punto lì'... 'ma di qui continua...e c'è ancora tanta grotta'... insomma torna il leitmotiv di Casola...
questa grotta è una sesta che non finisce mai!

partecipanti: Nimesulide, pungola-Nimsulide, Nina e Marco
notizia di Marco
Foto di Nina






martedì 14 gennaio 2014

HypoSicily_11 gennaio_i saluti!

Oggi è il giorno delle prime partenze.
Di mattina, infatti, Philippe e Jean-Claude, si preparano per il viaggio di ritorno in Francia.
Le esperinze con loro sono sempre notevoli.
Avere la fortuna di poter osservare le grotte con occhi esperti, trovarsi in questi ambienti particolari, con delle persone, sconosciute o quasi, ma mai del tutto non note, capire le affinità che gli speleologi possono avere, indipendentemente dal paese di provenienza, è una qualcosa che può lasciare sbaloriditi.
Salutati gli amici ci restano degli interrogativi... che ci hanno inseguito per tutto questo periodo...

 ai maestri lasciamo la parola...

 Gabi, Marjan e io, approfittiamo invece per continuare un giro di Palermo e le attività in grotta.. quindi dalla Santuzza a Monte Pellegrino... Pranzo a Mendello, in una classica giornata invernale... tappa in centro fra Cappello e momunenti vari..

  

Lasciandoci con un altro tormentone, che temo ci porteremo dietro per anni!!!




HypoSicily 2014_10 gennaio_ Abisso dei Cocci

Ultima grotta, si chiude in bellezza.
L'Abisso dei Cocci. due anni fa siamo andati verso il fondo.
quest'anno invece si decidere di dare un'occhiatao in alto, nei rami da raggiungere dalla parte di Monte Inici.


 Lo scenario, ancora una volta è mozzafianto. Non si parcheggia per i soliti tornanti, ma si sale su, in alto.
Perdiamo un pò di tempo a cercare il punto giusto per la discesa, anche qui troppo tempo è passato e tanti ricordi si fanno vaghi.
Ma l'odor di grotte chiama e dopo poco siamo appollaiati a mangiare qualcosa, vicino ai chiodi da usare per la discesa.
A scendere tutti i santi aiutano... e secondo voi che fanno le pale di fico d'india? nasta chiedere a Philippe che si spacci per specialista nell'annodare le corde, ma diventa invece un cecchino nel lanciare le stesse proprio sopra i punti a maggiore densità di questa simpatica pianta!




 L'ingresso dall'alto ha comunque una bellezza unica. c'è chi se la gode, chi se la ca...a, e chi perde diaci anni di vita per raggiungere l'antro.Qui si scherza e si ripetono battute gag e ci si rilassa un momento prima di entrare in grotta.


 

 ... anche se fra noi, forse per le miti temperature interne, unpensiero resta fisso e perenne...


 In grotta, come sempre, è un susseguirsi di guarda questo, eppure lì, ma questo minerale, e queste cupole... insomma, fotografa, campiona, misura e osserva, si scendono i pozzetti e ci si ritrova spesso a discutere sull'origine e l'evoluzione di questa grotta.






Un salto su per il ramo dell'Ippocanguro, ancora foto, e oltre le forme, si trovano anche belle concrezioni dal potere miracoloso!


 Campionate croste, minerali, cristalli, ossidi e tutto ciò che ha suscitato la nostra curiosità, ci si affacci verso il pozzo che mette poi in comunicazione con i rami dei laghetti, giusto per un saluto.


Al pari dell'entrata, l'uscita sul Golfo di Castellamamre è da brividi.n. anche per il fresco venticello che ci  accompagna fino alle auto.

Foto di Marjan e Marco
Partecipanti: Gabi, Philippem, Marjan, Nina, Riccardo e Marco