Cavalcando la mia fida Matiz
passo a prendere Lombrellone e Riccardo davanti la sede.
Poco più in là ci aspetta Mr. V.
L’aria in macchina è rilassata,
si parla ancora delle peripezie avvenute al Kronio, il giorno precedente. Sembra strano ma oggi la nostra meta è
insolitamente vicina: una cava scavata in tempi storici nella
zona della Palazzina Cinese, in piena Palermo.
Attraversiamo il Parco della
Favorita e lasciamo la macchina a poche decine di metri dall’ingresso. Ad
accoglierci, mentre ci cambiamo, c’è un’intera congregazione di “canuzzi
arraggiati” che ci riceve con un coro di abbai tutt’altro che amichevoli.
Scegliamo l’ingresso da cui
entrare e scopriamo quella che è una vera e propria cava sotterranea, scavata
interamente a colpi di piccone. Dal suolo al soffitto le intere pareti sono
costellate dai segni degli scavi, mentre negli spigoli si intravedono le macchie
di combustione date dalle candele utilizzate per illuminare i vari corridoi.
La prima parte della cava è
abbastanza piccola e non molto interessante. A stupirci è invece la seconda
parte, davvero enorme. Il soffitto è altissimo. Non ci si rende conto della
grandezza dell’androne dove ci troviamo, perché i numerosi pilastri formano
corridoi bui dove è relativamente facile perdere l’orientamento.

Il tutto, unito alle numerosi
radici che scendono come liane dal soffitto, rende il lavoro di rilievo
abbastanza irreale. Andiamo avanti così per gran parte della giornata, salvo
una (misera) pausa pranzo. L’ultima mezz’ora Riccardo prende il mio posto e io
colgo l’occasione per vedere meglio la cava. Siamo nell’ultima parte, probabilmente
quella più recente.

Usciamo che è ancora pieno
pomeriggio. L’aria è ancora frizzante, ma a rovinare il ritorno al mondo di
sopra c’è una selva di profilattici da schivare. Torniamo alla macchina e
rimettiamo i nostri abiti borghesi, attorniati da allegre signorine di dubbio
mestiere. Poi via verso casa…
Notizia di: Totò
Foto di: Lombrellone e Mr.V.
Partecipanti: Lombrellone, Riccardino, Totò, Mr.V.
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