martedì 16 dicembre 2014

Piana 13 dicembre 2014



Tre su tre… inchia squadruni!!!!!!!!!!!!!!!
 
Oggi, giornata di Santarancina,  le taddarite che fanno??? 
Vanno alla ricerca di grotte o più che altro “pirtusi”,  che ci sono stati segnalati.   
Partenza alle ore 8.30 alla volta di Piana degli Albanesi, piccola pausa al bar e poi diamo inizio alla nostra ricerca.   
Tra indicazioni e descrizioni, scritte con un linguaggio mmm alquanto obsoleto (ci voleva un google traslate per capire!!!!) , gps e armamenti vari per tagliare la vegetazione del loco che ci impediva di proseguire, troviamo la prima grotta!!! 
Dopo una sbirciata abbastanza superficiale e aver fatto foto di rito, e aver fatto spuntino con i “negretti”, si ritorna in macchina alla volta della prossima destinazione.   
Tra case e alberi da frutto anche questo buco è stato trovato…  Questo è davvero bello, ci suscita un bel po’ di curiosità. Wow che giornataaaaaaaaaaaaaaaaa, pure il sole  ci sta che ci riscalda durante la ricerca !!!!!!! 
Vista l’ora decidiamo di fare giusto un piccolo pranzetto, ops piccolo non è l’aggettivo da usare, visto che abbiamo mangiato dall’antipasto al dolce, tra salamino, formaggio, patate , mele e perfino il dolce, buccellati di casa Nina, giusto per sottolineare l’atmosfera natalizia.. ah e pure il vino c’era!!!!! 
Belli rinfrancati e sazi, ci avviamo all’ultima destinazione della giornata;  dopo un po’ di tempo trascorso a girovagare e cercare ,  lo squadrone continua a segnare, il pirtuso è stato trovato. Proprio 3 su 3, ah se fosse sempre cosi!!!!  Solita birretta e poi si ritorna a casa belli contenti e soddisfatti.
Notizie: Vale
Partecipanti: Ceres, Simone, Nina, Nicola e Vale.

CampoVago dicembre 2014



E’ da un anno che battiamo la zona di Montevago. 
Cerchiamo di finire il rilievo di una grotta che si diverte a prendersi gioco di noi, ma che nel frattempo durante i tragitti di andata e ritorno ci ha fatto scorgere sempre nuove cavità, sia in parete che sul terreno. 
Il desiderio di visitarle tutte e di condividere l'esperienza con i soliti amici, ci fa rendere conto che abbiamo bisogno di risorse umane. 
Allora, considerate le esperienze maturate ai campi a Cianciana e l’affiatamento creatosi tra i gruppi, perché non riproporre una cosa simile anche a Montevago? 
Il demanio forestale c’è, l’acqua pure, addirittura sono presenti anche i bagni, la situazione sembra quasi idilliaca. Dopo una serie di chiamate, fax etc.. abbiamo il permesso di dormire per tre giorni all’interno del demanio. 
Al via col l’organizzazione, cose da fare ce ne sono tante e fortunatamente tutti sono disponibili a fare qualcosa. 
Paolo e Ponzio si occupano dei viveri per tutti, Nina sistema macchine e tende, Marco organizza le cose da fare e tiene i contatti con il resto dei gruppi e la forestale e tutti gli altri si rendono disponibili qual’ora qualcuno chiedesse. 
Siamo pronti per partire. Peccato solo che dopo giorni di caldo e sole per questi tre giorni sia previsto una abbassamento di temperature di 10 gradi e pioggia. Ma noi non crediamo alle previsioni e partiamo lo stesso. 
Quando arriviamo la forestale si fa attendere un po’, ma alla fine le chiavi del cancello non tardano ad arrivare. Ed eccoci, 12 Taddarite pronte ad invadere un nuovo demanio. Neanche scendiamo dalle macchine che subito ci accoglie un bel temporale, aspettiamo che scampi e ci mettiamo subito a montare il campo, montare le tende, raccogliere legna e fare conoscenza con i proprietari dei terreni interessati da grotte. Il campo è più o meno montato. Certo non siamo molto bravi, ma abbiamo un tetto che ci ripara dall’acqua.
A poco a poco cominciano ad arrivare i compagni di campo del Gruppo Speleologico di Belpasso e dello Speleo Club Ibleo. La pioggia continua a venir giù e non ci permette di fare attività di grotta. Quindi pensiamo bene di fare qualche sopraluogo utile alle ricerche dell’indomani e dedicarci alla cucina. E come al solito grandi pranzi, grandi cene e importanti bevute e così che tra una risata ed un'altra, una ricerca della pasta nel cestino... una riscaldata di chiappe bagnate e davanti ad un enorme fuoco tutti seduti in cerchio, la prima giornata vola via. 



Il risveglio è difficoltoso: c’è freddo, tanto freddo e il cielo continua ad essere nuvoloso, ma oggi non possiamo continuare a cucinare e mangiare, oggi si esplora! La colazione è sempre lunga e piacevole, ma dopo un po’ si parte con la formazione delle squadre che dovranno fare il rilievo della nuova Grotta Barone, con tanto di sessione didattica a colpi di clino, bussola, carta e matita (almeno per le distanze usiamo strumenti moderni), esplorare dei buchetti su alcune pareti vicino e esplorare altri buchi in altre pareti. 
Svuotiamo il campo in pochissimo tempo e subito ognuno al lavoro. 
A me ovviamente è toccata la sessione didattica di rilievo insieme a Nina, mentre Marco, Valentina e Paolo rilevano la grotta con i potenti mezzi della tecnologia. Diciamo che a fine giornata io e Nina, con il cervello a dir poco fumante, decidiamo di non rilevare un ultimo piccolo ramo. 

 Disegnare questa grotta è molto faticoso. Immaginarsela tagliata trasversalmente, longitudinalmente e planimetricamente è stato sfiancante, per poi rendersi conto, quando cominciavamo a capire come funzionava il tutto, che sicuramente mancavano molte distanze per poter rendere il disegno realistico. Fortunatamente i più fortunati di noi, dotati di tecnologia e Marco (che sembra non stancarsi quando fa il rilievo) hanno finito, quindi usciamo dalla grotta. Dentro c’è un bel tepore, fuori ad aspettarci ci sono freddo e buio. Quando arriviamo al campo troviamo i fuochi accesi e tutti gli altri pronti a raccontarci delle loro più o meno interessanti scoperte.


Nel frattempo si sono aggiunte nuove taddarite e nuovi colleghi dello SCI. Nonostante qualcuno se ne sia andato dopo l’attività svolta il numero dei partecipanti al campo continua ad aumentare. Si comincia subito con gli aperitivi, la tavola è imbandita di qualsiasi tipo di formaggio e salame, ma il menù della serata rivela mille portate. Ecco quindi arrivare uova con dentro il ben di Dio, pasta arriquariata, che diventa sempre più buona e carne di tutti i tipi, abbiamo persino cosce e alette di pollo, il tutto come al solito innaffiato da abbondante vino rosso.
E anche stavolta le chiacchiere non mancano. Guardiamo le foto dei nuovi posti visti e ascoltiamo le interessanti peripezie di chi è stato in giro ad esplorare. Quando i discorsi “seri” si esauriscono eccoci tornare alle solite battute attorno ad un fuoco che per riscaldarci tutti aveva una fiamma alta almeno un 1,5 m. Ecco arrivano pure il primo pandoro della stagione natalizia bagnato da grappa e amaro. Gli speleo non si fanno mai mancare niente. Stanchi e sazi andiamo in tenda, un’altra fredda notte ci aspetta. 
È l’ultimo giorno eppure qualche altra attività ci aspetta, facciamo nuovamente colazione con calma. Alcuni vanno via, altri si preparano per le attività del giorno: finire il rilievo del delirio e visitare altri buchetti in parete. 
Altri ancora smonteranno il campo. Io decido di andare al delirio, più che altro mi unisco al gruppo con cui poi dovrò andare via, ma la cosa comunque non mi dispiace. Entro al delirio per l’ennesima volta. Stavolta tranne me e Marco nessuno conosce la grotta e durante il percorso mi accorgo quanto la ricordi bene. Sono l’ultima a chiudere il gruppo e ogni tanto sento davanti a me “e adesso? Dove sono andati?” e io “vai dritto, infondo a destra e poi sinistra”. 
Non ho bisogno di vedere dove erano, ne di seguire Marco, perchè sapevo dove stava andando e conoscevo anche bene il percorso. Una bella e nuova sensazione. Nonostante questo riesco ad arrivare in una zona che non avevo rilevato. Non riuscendo a passare per una strettoia rimango ad aspettare Marco, Marili e Roberto con Calogero. 
Dopo meno di un’oretta finiscono il giro ed ovviamente spuntano da un'altra parte rispetto a dove erano entrati. Il rilievo del Delirio è finito! 
Sembra incredibile e quasi mi sento spaesata, eppure è finito! Soddisfatti usciamo e con questo si annuncia ufficialmente la fine del campo. 
E che campo!
Come pensavamo siamo riusciti tutti a fare qualcosa, ad esplorare e imparare. 
Nonostante il terrorismo dei servizi meteo il tempo ci ha abbastanza graziati (l’avevo detto di non credere al meteo) regalandoci delle lunghe notti attorno al fuoco. Così torniamo a casa soddisfatti e pronti per continuare le nostre prossime ricerche. 

Notizia di Luisa
Foto di chi è capitato
Partecipanti:
Luisa, Nina, Marili, Valentina, Antonella, Ponzio, Paolo, Filippo, Nicola, Riccardo SVA, Dario Pusi, Roberto, Calogero, Marco.
più Piero, Sara, Ciccio, Salvo, Laura, Sebi,

Aurora, Franco, Giuseppe e la zita!






venerdì 5 dicembre 2014

Le Taddarite a Preserva la Riserva


Domenica 30 novembre: Le Taddarite lasciano a casa imbrago e casco e si armano di zappe, guanti e mega-forbicioni per riscoprire il pollice verde, sepolto e incrostato da vari strati di fango. Infatti, in occasione della giornata conclusiva dell’evento “Preserva la Riserva” organizzato dalla Riserva “Grotta di Santa Ninfa”, abbiamo voluto dare anche noi il nostro contributo per rimettere in sesto l’area che il 12 ottobre 2014 è stata devastata da un incendio.
Accolti a braccia aperte dalla direttrice e dagli operatori della riserva, partecipiamo all’apertura dei lavori, assieme ad altre associazioni del luogo.
Dopo aver assistito alla piantumazione di un bel carrubone tocca anche a noi rimboccarci le maniche, ci armiamo con gli attrezzi del mestiere e raggiungiamo la risorgenza. 
Qui cominciamo a potare rovi con la grazia e l’eleganza che ci contraddistinguono (rimediando spine conficcate ovunque) per poi piantare piccoli alberelli di tamerice e salice. Collezionato un numero ragguardevole di ciunni torniamo sopra al pianoro, dove Lillo, il carrubo che abbiamo portato da Palermo, non aspetta altro che il trasloco in terra piena. 
Superata qualche incomprensione con la zappa, anche questa impresa è stata portata a termine con successo.
Una volta conclusi i lavori, la fame si fa sentire e, mentre progettiamo la onnipresente arrostuta, ecco che cominciano a spuntare come funghi, giganteschi filoni di pane cunzato gentilmente offerto dalla Riserva… da brave cavallette quali siamo ci imbottiamo di pane imbottito. 
Prima di cadere tra le fauci dell’abbiocco da appanzamento, raccogliamo le pezze e salutiamo tutti, soddisfatti della bella mattinata, del nostro lavoro e di aver potuto dare una mano agli amici della Riserva per rimettere in sesto quel piccolo pezzo di Sicilia a cui siamo particolarmente affezionati.
Dovrei dire che siamo tornati a Palermo ma la verità è che quell’arrostuta continuava a tuppuliare aleggiando su di noi e una frase ogni due era “ma dobbiamo tornare a Palermo??”. Si certo…ma prima arrostuta!!

Partecipanti: Nina, Ponzio, Lilli, Valentina, Flavia, Nicola, Ceres, Fulippo, Gianfranco.

Foto di: un po’ tutti

Delirio di dicembre - Bagliori nel buio



Eccoci qui, la giornata sembra non volere decollare siamo in maddalonza di un'ora ma l'entusiasmo di ciò che ci attende resta forte e non ci fa desistere. 
Madda avvisa Marco dicendogli:" sono a tre semafori da te..." (Tradotto dal vocabolario maddalonza-italiano questo significa:"sono ancora allo zen"...)
Ok, finalmente si parte. Madda esclama: "ragazzi ho portato i cornetti fatti con le mie mani..." tra l'incredulità dei viaggiatori ne estrae uno ma è vuoto. 
Marco va su tutte le furie! "Il cornetto si mangia ripieno" urla, mentre la strada verso la grotta si apre ai nostri occhi. Madda stizzita ma anche consapevole, lo rassicura dicendogli che per lui c'é U'Coirnetto ccà a' crema. 
Fiuuu per questa volta si é ristabilito il clima.
Il viaggio procede tranquillo...ah ma alla fine sti autovelox ci sono o no?? (questa ve la racconto un'altra volta).
Prima di arrivare in grotta andiamo a verificare un'area attrezzata dove poter fare il campo il prossimo weekend, Madda si "offre volontaria" (ahaha) per andare a verificare punti d'acqua etc. Il suo é un proloquio di parole dolci verso Marco il quale perplesso mi chiede cosa abbia... ma questo é amore! O_o'
Finalmente la grotta! Cosi come ormai tutti un po' qui e un po' lì la conosciamo: immensa, labirintica, burlona, e intrigante!
Il primo ostacolo, l'ormai famoso salto da fare avendo a disposizione pochi appigli é già lì a pochi passi dall'ingresso... io e Madda siamo perplesse... ma abbiamo il nostro supereroe e cosi tutto fila liscio... o almeno credo.
Proseguendo Marco mi ricorda, indicandomelo, un ramo esplorato da me e Luisa mesi fa e mi emoziono sentendo che lo ha chiamato ramo "LuFra"... (dietro ogni taddarita c'é sempre un cuore che batte).
Felice lo seguo mentre rubo con gli occhi ogni suo movimento e da allieva gli faccio mille domande. 
Madda mi suggeriva di guardare altre cose.. ma... ma... ma... bella a virità! :P
A questo punto Marco ci spiega ciò che avremmo dovuto fare e i risuoltati da portare a fine giornata.
Si parte esplorando un tratto di grotta e ancora una volta il delirio... ci si infila in meandri assurdi, stretti cunicoli e pirtusi impraticabili, si sale per pareti liscissimi e si scende per brevi tratti e alla fine stanche e sudati ma grati di essere ancora tra i vivi, Marco esclama: "Francesca sai dove siamo???" ed io: "no Marco, non me lo dire!!" esattamente di nuovo lì al punto di partenza! Ecco perchè delirio, ecco perche burlona, ecco perche labirintica!
Madda un paio di volte rifiuta delle imprese titaniche lamentandosi di non farcela a passare da strettoie impraticabili, io ci provo e ci riesco non con poca fatica ma anche invocando il mio nutrizionista...!! Il momento più emozionante è quando Marco mi invita a seguirlo in una sala, nuova da esplorare con un unico vincolo: passare attraverso un buco largo 30cm.
Finalmente ho provato cosa significa nascere di parto naturale O_o (esiste anche un video che la simpatica Madda ha girato).
Ma tutto è bello, tutto è MERAVIGLIOSOO (Madda qui avrebbe qualcosa da aggiungere...)
Da qui la profonda riflessione esistenzialista e filosofica: questa grotta ha il potere di farti sentire uno str***o o una borra!
Ma le strettoie non sono di certo finite.
Marco invita Madda ad "apparecchiare" per il pranzo e cosi stanchi ma soddisfatti ci fermiamo per una breve pausa. Madda continua a lamentarsi del suo essere un po', come dire..., fuori forma e Marco rompe questo dubbio sul come poter perdere qualche chilo invitandola a praticare un'attività vecchia come il mondo... bè si, il classico rimedio della nonna!!!
Dopo aver fatto fuori tutta la tavoletta di cioccolata di Madda ricominciamo con il rilievo.
Altra strettoia, pazzesca, senza appigli... ma bella, bellissma... meravigliosa!
E cosi tra una battuta di disto e l'altra Marco felice ci annuncia che per oggi abbiamo finito. Madda giura che mai più accoglierà un invito in questa grotta da parte di Marco... io felice ma con un paio di ginocchia in meno seguo e chiudo la fila.
La strada del ritorno verso l'uscita é breve o forse é solo la voglia di una boccata d'aria che la rende tale.
In macchina si commenta  goliardicamente la giornata e Madda, ancora una volta, ne genera una delle sue... lei ha "u' cellulare ccà a' toirta"
vi risparmio il resto...
La giornata é davvero felice, si torna a casa con la gioia di avere vissuto emozioni uniche, avendo passato una giornata in compagnia di belle persone, un altro tassello al mosaico della vita é stato aggiunto! Alla prossima. ;)

Notizia di Francesca
Partecipanti: Francesca, Maddalonza e Marco
Foto di Marco





giovedì 27 novembre 2014

Venerdí 14 novembre 2014

La giornata comincia mooooolto tardi a causa di uno dei miei soliti ritardi... (si parte alle 11.00 da Palermo... Maddaloooonzaaaaa) ma riusciamo infine a fare strada per Montevago.
Arrivati sul posto Marco mi indica qualche buco su una parete di fianco alla strada e (non mi sembra quasi vero) mi dice che quelli sono i vari ingressi della grotta che ci accingiamo a rilevare... vicinissimi alla strada e quindi alla macchina. Una delle poche volte in cui non dovremo fare chilometri per raggiungere l'ingresso della grotta.
Ma, come scoprirò in seguitò, i lati positivi sono pressoché finiti...
dei tre ingressi a disposizione Marco mi indica ovviamente quello più stretto; sarebbe stato troppo comodo entrare camminando -_-'
Così, cominciamo praticamente subito a strisciare e le mie ginocchia a fare male... una testata quà, una ginocchiata la e una scivolata un giù e già, guardandomi intorno, mi comincio a chiedere "come cavolo uscirò di quà???".
Marco monta una corda per aiutarmi a scendere e poi a risalire in un punto particolarmente scivoloso... e poi mi dice di non farci troppo affidamento (o_O ma come???).
Dopo averlo appellato "biccarieddu ru pitarra" perché saltella da un punto scivoloso all'altro come se nulla fosse, con la grazia di uno stambecco di montagna, proseguiamo verso il punto in cui la volta passata si era interrotto il rilievo e da cui noi oggi dobbiamo ripartire.
Arrivati a destinazione minfresca i metodi di rilievo e come si usa il DISTO: alto, basso, destra, sinistra, tutte le sporgenze significative, ecc ecc... e si va avanti cosí per un po, con Marco che mi corregge e via dicendo.
 
Entri in una galleria, poi sali, poi riscendi e dopo un po ti ritrovi nella stessa galleria da cui sei passato poco prima... un delirio totale. In poche parole un vero labirinto di gallerie da cui ti aspetti che il minotauro faccia capolino da uno dei tanti tunnel. 
A metà del lavoro Marco mi annuncia che si é giunti al km 1,5 di rilievo e chissà quanta grotta ancora c'é da esplorare e rilevare... una piccola pausa pranzo e di nuovo a lavoro.
Dopo un mio tentativo di suicidio sventato da Marco (malamente scivolata in un pozzetto, mi sono seduta sul povero Marco) e aver rilevato un altro po di cunicoli ci rimettiamo in marcia per uscire e la arrivano a farmi compagnia tutta una serie di santi dal calendario, quelli che all'andata Marco diceva che mi avrebbero aiutato ad uscire... altro che percorso di guerra dei marines... io ci facissi fari una rutta -_-'.
Usciti sani, salvi e sudati dalla grotta arriviamo in macchina in un batter d'occhio un cambio veloce e via verso casa, io distrutta per il lunghissimo periodo di inattività e Marco fresco come una rosa... come se avesse solo fatto una passeggiatina...
Bella grotta impegnativa senza dubbio, anche se, come dice Marco: "no vabbé, tanto l'imbrago non serve... "
sticaxxx
partecipanti Marco V., Maddalonza e tutti i santi del calendario bisestile XP
notizia di Maddalonza