lunedì 1 agosto 2011

28 Luglio 2011 - Grotta di Santa Ninfa - Arianna, chi era costei?

Questi Speleologi, si sa, ci tengono alla puntualità. Così mi presento all'appuntamento delle sette e mezza (addirittura) in leggero anticipo; realizzerò presto che, fatto salvo Angelo (ma, si sa, gli uomini d'azione si svegliano sempre presto) con consorte al seguito, sono il solo sul posto. Partiremo alle nove, scatenando le ire, subito dopo placate, dell'autorevole Samantha.
L'alzataccia alle sei e mezza del mattino, di quelle a cui non sono più abituato (o, non ricordo bene, forse non lo sono stato mai), resta solo un esercizio di ferrea volontà, fine a se stesso.
Si arriva a Santa Ninfa e, poco dopo il rito della vestizione dell'imbrago (...ma com'è che si metteva?), siamo già in cammino verso ambienti che mai hanno visto la luce del sole.
"E' una bomboniera", esclama Ponzio. E Virginia:"uno scrigno". La grotta di Santa Ninfa ci regala uno spettacolo fatto di splendidi speleotemi, colate, cannule, eccentrici, meduse, e poco importa che sappiamo o meno dare loro il nome corretto. Guidati dall'autorevole Samantha avanziamo con piede sicuro e l'ausilio della fedele Longe nell'abbondante fango cui ha lasciato il posto la roccia gessosa ormai dissolta. Non possiamo che ammirare il coraggio di Virginia, che procede, dimentica della tuta d'ordinanza, in pantaloncini e canottiera, con gli stivaloni in gomma che, nell'insieme, le danno un simpatico aspetto da pescatore. Superata in scioltezza la prima parte della grotta, quella in cui in buon Gianfranco conduce di solito gli speleo-turisti, possiamo finalmente usare il discensore in un pozzetto di 5 metri che ci porta scivoloso al ramo attivo della grotta, quello per uomini duri. Si fa a  carponi, verso il sifone in cui ci immergiamo quasi del tutto nell'acqua gelida e, qualora questa avesse risparmiato parte del nostro corpo, ci pensano Samantha e Gianfranco con simpatici schizzi d'acqua a completare l'opera.
Lo scrigno svelerà di lì a poco un altro dei suoi speleo-gioielli, delle pisoliti bianchissime che sembrano quasi dei confetti, e che nessuno le tocchi o pensi di masticarle, sia chiaro. Nonostante le raccomandazioni dei capo-spedizione, qualcuno correrà il rischio di calpestarle, rischio che per fortuna rimarrà tale, pena la terribile punizione che certamente spetterà a chi disturba il lento processo di cristallizzazione della calcite (mea culpa). Arriva l'ora di pranzo, democraticamente stabilita da Samantha, un plebiscito. Mentre qualcuno di noi sarà colto dal freddo, la Baronessa s'improvviserà, e non sarà la prima volta, fantasiosa  guida speleo-turistica, con effetti esilaranti. Non certo dimenticando di affidarmi, anche in questo caso in piena democrazia, il compito di scrivere il report dell'uscita, che, devo dire, inizia a divertirmi. Ormai sazi (e congelati), perdiamo l'orientamento, ma non la calma, cosicché ritroviamo presto l'uscita e la luce. Ma c'è ancora spazio per una divagazione mitologica, quando qualcuno, recuperando un sottile filo dal fango, si chiede cosa mai possa essere. "E' un filo d'Arianna" si sente dire, e, subito: "e cu mi***a è 'sta Arianna?!" (...). Il regno dei vivi accoglierà il nostro emergere con una pioggia sottile e persistente, che noi, già zuppi, sentiremo appena.
Al grido di "Birra e patatine!" ci dirigiamo, ospitati da Gianfranco, al castello Rampinzeri, sede di Legambiente, dove veniamo accolti da un ciuchino (poi rivelatosi ciuchina) affettuosissimo; mi dà l'impressione di avere qualcosa di umano, quasi fosse stato un tempo anche lui un bimbo lasciatosi ammaliare dal paese dei balocchi, come i suoi celebri simili nel Pinocchio di Collodi. Finita la birra, lasciamo quest'atmosfera da vecchia fattoria, per il mare di Triscina. Approfitteremo ancora una volta dell'ospitalità del grande Gianfranco prima di salutarci. Chi di noi rimarrà poi a dormire in spiaggia ammirerà il tramonto e poi l'alba, ragionando di aurore boreali, raggi verdi e vita nell'universo (per chi ricorda i Bluvertigo, "è praticamente ovvio...").

Notizia di: Baffo
Partecipanti: Barbanera, Sucamuoibbu, Virginia, Gianfranco, Samantha, Ponzio, Na-Tascia, Angelo, Nina, Baffo. 

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"Le Taddarite"

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